Marina – Vuoi dire che una persona illuminata non ha più emozioni?
Ramesh – Certo che sorgono delle emozioni! Supponiamo che un emozione appaia in questo organismo corpo-mente. Che cosa faccio? Ne sono testimone e la osservo affiorare in superficie. La osservo come se appartenesse a qualcun altro, non a ‘me’. Vedi, l’emozione che sorge è una reazione del cervello, e dipende dal condizionamento ricevuto e dalle successive memorie e reazioni a qualcosa che abbiamo visto, odorato o sentito.
Per esempio: un visitatore viene qui e pone delle domande; il mio cervello reagisce a ciò che sente e sorge un sentimento di grande compassione. Il sentimento sorge, però so anche che non posso fare niente per aiutare quella persona a liberarsi dalle emozioni che agitano. L’emozione di compassione sorge a causa della sofferenza dell’altra persona che non è capace di accettare facilmente l’insegnamento.
La compassione affiora in superficie, ma con essa appare la comprensione che anche il non accettare i miei concetti fa parte del destino di quell’organismo corpo-mente.
Nel caso del saggio la compassione non diventa un peso. Se la paura si presenta, non si trasforma in ansietà, perché non c’è una mente razionale che pensa sia sua la responsabilità di far capire l’insegnamento. Un insegnante comune si preoccuperebbe e si sentirebbe responsabile se certi studenti non hanno capito: la mente razionale equivale al coinvolgimento.
dal libro “Libero arbitrio o destino? A chi importa?” – Ramesh S. Balsekar
Ho provato, ho fallito.
Non importa, riproverò.
Fallirò meglio.
(Samuel Beckett)
Avete la sensazione profonda di aver trovato la strada giusta?
Allora, seguitela senza chiedere l’opinione di nessuno. Se volete assolutamente porre delle domande, ponetele alla vostra anima, al vostro spirito, al vostro Dio interiore. Obietterete che non avete mai ricevuto la minima risposta da loro: ebbene, vi sbagliate. Ogni volta che interrogate il principio divino che è in voi, ricevete una risposta. Se non la sentite, significa che i muri della vostra coscienza sono troppo spessi. Diminuite lo spessore di quei muri, e constaterete che ogni volta vi viene data una risposta. Quando avete bisogno di essere guidati, rivolgete la vostra domanda al Cielo: fatelo sinceramente, intensamente. Una volta espressa la domanda, non pensateci più: la risposta verrà, entro un lasso di tempo più o meno lungo, tramite un animale, un oggetto, una frase letta o ascoltata, l’incontro con una persona, un sogno. Naturalmente, per riconoscerla bisogna saper essere attenti. Se ci riuscirete, sarete stupiti nel vedere il modo in cui il mondo invisibile vi dà le sue risposte.
(Omraam Mikhaël Aïvanhov)
Voi incontrate continuamente uomini e donne infelici, angosciati. Quali mezzi avete per aiutarli? Li compatirete e soffrirete con loro. Ma anche se essi sono commossi nel vedere che non rimanete indifferenti alle loro disgrazie, che cosa potrà realmente
apportare loro la vostra compassione?
Potete aiutare gli altri soltanto se vi abituate a recarvi ogni giorno in un paese nel quale abbondano le ricchezze, ossia l’amore, la luce, la gioia. Questo paese è il mondo divino. Come possono degli esseri poveri, inquieti e senza gioia sostenere gli altri?
È presso Dio che dovete andare per trovare tutti gli alimenti del cuore e dell’anima; potrete in seguito distribuirli attorno a voi e, con il vostro esempio, insegnerete agli altri a fare la stessa cosa.
(Omraam Mikhaël Aïvanhov)
Quando si va verso un obiettivo è molto importante prestare attenzione al Cammino. E’ il cammino che ci insegna sempre la maniera migliore di arrivare e ci arricchisce mentre lo percorriamo.
(Paulo Coelho)
-