Come il fabbro raddrizza una freccia,
così il saggio governa i suoi pensieri,
per loro natura instabili, irrequieti
e difficili da controllare.
I pensieri fremono e si dibattono
per sfuggire alla morte
come pesci tolti alla loro dimora liquida
e gettati sulla terraferma.
La padronanza della propria mente,
ribelle, capricciosa e vagabonda,
è la via verso la felicità.
(Dhammapada 33-35)