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29 - Jul

Una sera Dae Soen Sa Nim tenne il seguente discorso di Dharma al centro zen di Providence. “Cos’è lo Zen? Zen significa conoscere se stessi. Significa chiedersi: Cosa sono io? Io spiego lo Zen con un cerchio. Su questo cerchio ci sono cinque punti. 0°, 90°, 180°, 270° e 360°. 360° e 0° sono lo stesso punto.

Cominciamo con lo spazio tra 0° e 90°. Qui dominano il pensiero e l’attacamento. Il pensiero è esigere e l’esigere porta alla sofferenza. Tutto si sostiene sui contrasti: buono o cattivo, bello o brutto, mio e tuo. Mi piace – non mi piace. Mi piacerebbe essere felice e non soffrire. Così, in questo stato, la vita è sofferenza e la sofferenza è vita.

Sopra i 90° c’è lo spazio della consapevolezza del così detto karma-sé. Al di sotto si è attaccati ai nomi, alle forme ed anche ai pensieri. Prima che nascessi non eri nulla. Adesso sei l’Uno. Quando muori, ritorni nulla. Per questo il nulla è Uno e Uno è il nulla. In questo parte del cerchio, tutti i fenomeno sono uguali, fatti della stessa sostanza. Tutto ha nome e forma, ma nome e forma vengono dalla originaria vacuità e si ritorcono di nuovo sulla vacuità stessa. Il tutto è comunque ancora pensiero.

A 180° non c’è quasi più pensiero. Questa è l’esperienza della vera vacuità. Davanti al pensiero non ci sono né parole né lingua, ma anche nessuna montagna, nessun fiume, nessun dio, nessun Buddha, assolutamente più niente. C’è solo ancora…”
A questo punto Dae Soen Sa Nim colpì il tavolo.

La prossima zona va fino a 270°, questa è la parte del cerchio della magia e del miracolo. Qui domina la pura libertà, non ostacolata né dal tempo, né dallo spazio. Ciò è indice di un pensare vivace. Posso trasformare il mio corpo in quello di un serpente. Posso cavalcare le nuvole del cielo occidentale. Posso camminare sull’acqua. Voglio vivere, allora vivo; voglio morire, allora muoio. In questo arco del cerchio tutto è possibile: una statua può piangere; la terra non è né chiara né scura; l’albero non ha radici; la valle non ha echo. Se resti a 180°, allora rimani attaccato alla vacuità; se rimani a 270° soffrirai per l’attaccamento alla libertà.

A 360° tutti i fenomeni sono così come sono. La verità è semplicemente così com’è. ‘Semplicemente così’ significa che non si è più attaccati a nulla. Questo punto è esattamente uguale al punto del nulla. Arriviamo lì dove siamo sempre stati. La differenza è che 0° è pensiero d’attaccamento, mentre 360° è pensiero incondizionato/di non attaccamento.

Un esempio: quando si guida un auto e la tua mente è da qualche altra parte allora è probabile che tu possa attraversare un incrocio con il rosso. Questi sono pensieri d’attaccamento. Pensiero di non attaccamento significa che la tua mene è chiara per tutto il tempo. Quindi la verità è semplicemente così com’è. Il rosso significa stop, il verde via libera. E’ un’azione intuitiva. Ciò significa un’azione senza reclami, senza trattenimenti. La mia mente è come uno specchio che riflette tutto semplicemente così com’è. Se compare il rosso davanti allo specchio, lo specchio mostra il rosso; compare il giallo, mostra il giallo. Proprio così è la vita di un Bodhidsattva. Non desidero niente per me, le mie azioni sono per il beneficio di tutti gli uomini.

0° è il piccolo-sé. 90° è il karma-sé e 180° è il non-sé. 270° è il libertà-sé. 360° è il grande-sé. Il grande-sé è spazio e tempo illimitati. Quindi non conosce né vita né morte. Ha solo un desiderio: beneficiare tutti gli essere senzienti. Se gli uomini sono felici, sono anch’io felice; se sono tristi, anch’io sono triste.

Zen significa raggiungere 360°. Se hai raggiunto 360° allora scompaiono tutti i gradi della ruota. La ruota è solo un ausilio all’insegnamento zen. Non esiste veramente. La adoperiamo per rendere più semplifice il pensiero e testare la conoscensa di uno studente zen.

Dae Soen Sa Nim prese un libro ed una matita e mosse in alto chiedendo: ‘Questo libro e questa matita – sono uguali o diversi?’. A 0° sono diversi. A 90° tutto è Uno, quindi il libro è la matita e la matita è il libro. A 180° tutti i pensieri sono cessati, non ci sono né nome né lingua. La risposta è…” Dae Soen Sa Nim colpì il tavolo. “A 270° domina la pura libertà, una buona risposta potrebbe essere: il libro è irato e la matita ride. A 360° la verità è semplicemente così com’è. Viene la primavera e l’erba cresce; dentro è chiaro, fuori è scuro; tre volte tre fa nove. Quindi la risposta suona: il libro è il libro, la matita è la matita.

Ad ognuno dei cinque punti la risposta suona diversamente. Qual’è quella esatta? Capisci?
Adesso ho ancora solo una risposta per te: tutte e cinque le risposte sono sbagliate.”
“Perché?”
Dopo aver aspettato un momento, Sae Soen Sa Nim gridò:”KATZ!!!” e subito dopo aggiunse:”Il libro è blu, la matita è gialla. Quando capisci, capirai te stesso.
Se veramente capisci te stesso allora ti bastonerò trenta volta. Ma se non capisci te stesso ti colpirò comunque trenta volte.”
“Perché?”
Dopo aver aspettato ancora un attimo, Dae Soen Sa Nim disse: “Oggi fa molto freddo.”

(Seung Sahn) fonte articolo  www.bodhidharma.info

Category : Attaccamento | La mente | Seung Sahn
26 - Jul

Per molti la fede in Dio comporta sperare
che Egli faccia come vogliamo noi.

Sandra: Cosa è la felicità?
Dio:
La vera felicità è un senso di pace che coincide con la libertà dei fantasmi del passato e degli obiettivi del futuro.

Sandra: E l’infelicità?
Dio:
Significa che le cose non si sono concretizzate come ti aspettavi.

Sandra: La pace assomiglia ad apatia e noia?
Dio:
La vera esperienza della tranquillità non ha niente a che vedere con la noia, di cui tutti hanno timore e che tu rifuggi; consiste invece nell’eliminazione di quella ansia di avere qualsiasi tipo di esperienza nel futuro e nessun rimpianto o ricordi del passato.

Sandra: Tu mi parli di qualcosa che non assomiglia assolutamente all’esperienza della maggior parte di noi “persone” del mondo moderno. Il mondo è in uno stato di confusione.
Dio: Se tu sei confusa vedi il mondo come uno specchio della tua confusione. Per esempio: quando sei in uno stato “positivo”, in cui la vita scorre senza ostacoli, la percezione che hai del mondo esterno e di te stessa è positiva, ma quando sei triste o avvilita, vedi il mondo in tumulto. Lo stato in cui si trova la tua mente crea una sorta di vortice di eventi che riflettono ciò che stai provando. Il modo in cui percepisci te stessa e il mondo può essere paragonato alle immagini riflesse da un oggetto, posto tra due specchi uno di fronte all’altro.

Sandra: Quali sono gli ostacoli che ci impediscono di vivere nel presente?
Dio:
Gli ostacoli maggiori sono il desiderio di fare esperienze sempre nuove oppure il pensiero ossessivo, che rasenta l’ansia più che il desiderio, di vivere serenamente e senza problemi il futuro, perché quest’ansia è sempre accompagnata dalla paura per ciò che la vita potrebbe riservarti.

Il desideri odi nuove esperienze è la radice dell’infelicità, perché crea delle aspettative basate su ciò che stai vivendo nel presente, anziché attendere tranquillamente di vivere ciò che la vita ha in serbo per te. Esiste un mio ordine divino, ma equivale al principio dell’incertezza che è esattamente quello che tu non ami. Sembra paradossale che un ordine ben preciso crei confusione, ma il mio ordine spesso va contro il tuo bisogno di sicurezze. Diciamo che tu ti affanni per creare un soffice tappeto di sicurezze ed io amo toglierti il tappeto da sotto i piedi! Tu vorresti sempre cadere senza rischiare nulla ed io ti insegno a fare il gattino neonato che si lascia trasportare da un posto all’altro sentendosi sicuro nella bocca della mamma gatta! Non ami sentirti impotente perché vorresti sentirti a tutti i costi trovare ogni avvenimento comprensibile e coerente, in quanto la mente umana desidera certezza e sicurezza, mentre io ho creato un mondo essenzialmente incerto ed imprevedibile. Non comprendi che l’incertezza costituisce la base dell’esistenza del mondo fenomenico: il mondo non può esistere in assenza di insicurezza e la vita intera finirebbe, perché la “vita! Può esistere solamente sotto la benedizione data dall’incertezza. La sicurezza, personale o collettiva non può esistere.

Sandra: Mi sembra che la vita sia un continuo dover risolvere problemi. Risolto un problema, se ne presenta subito un altro ancor più difficile da risolvere!
Dio:
Tu non puoi trovare delle soluzioni ai problemi che ti si presentano; il problema stesso si dissolve nel momento in cui viene affrontato. Risolto un problema si viene a creare dello spazio che si riempie con un altro problema. Quindi non serve struggersi per trovare delle soluzioni, ma, se ti metti seduta sulla riva ed osservi il flusso della vita, le soluzioni arrivano da sole. I problemi vanno visti come nuvole di passaggio. Osserva come si rincorrono nel cielo e come tutto muta ed è sempre in movimento. Quante volte devo ripeterti che non sei tu a “fare” niente? Per non farti sentire apatica posso dirti di fare del tuo meglio, comunque tieni sempre presente che io, come legge cosmica, invio i problemi e sempre io invio le soluzioni. Io sono le correnti che spazzano le nubi ed il vento che porta la nuvola carica di pioggia. Quando ti capita un problema, sappi che ti arriva anche la soluzione, osservalo e non agitarti. Questa è la saggezza più alta.

tratto da:  Dialoghi con l’infinitoSandra Heber Percy

Category : Dio | Felicità | Frase del giorno | Sandra Heber Percy
26 - Jul

Mi rendo conto adesso, che il mio cammino non è terminato, e tornerò nel ciclo della trasmigrazione delle anime, nel samsara. Sò che prima o poi ci riincontreremo, e spero vivamente che quando ci rivedremo, tu sarai in grado di dirmi quale sia la cosa più importante correre dietro a migliaia di desideri o conquistarne uno solo.
Ti auguro ogni bene e felicità.
Il tuo Apo.
(Lettera del maestro morente a Tashi – dal film “Samsara“)
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Bibliografia:
Samsara – Dalai Lama

L’ultimo viaggio – Stanislav Grov

L’ultimo
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SAMSARA
Il termine sanscrito samsara indica, nelle religioni dell’India quali il Brahmanesimo,
il Buddhismo, il Giainismo e l’Induismo, la dottrina inerente al ciclo di vita, morte e rinascita. È talora raffigurato come una ruota.

In senso lato e in un significato più tardo, viene ad indicare anche “l’oceano dell’esistenza”, la vita terrena, il mondo materiale, che è permeato di dolore e di sofferenza, ed è, soprattutto, insustanziale: infatti, il mondo quale noi lo vediamo, e nel quale viviamo, altro non è che miraggio, illusione maya.

Immerso in questa illusione, l’uomo è afflitto quindi da una sorta di ignoranza metafisica, ossia da una visione inadeguata della vita terrena e di quella ultraterrena:  tale ignoranza conduce l’uomo ad agire trattenendolo così nel sasara.
fonte: wikipedia

Estratto dal film Samsara – Pan Nalin

Category : Frase del giorno | Insegnamenti sul Buddhismo | Sofferenza | Termini del buddismo | Vita e morte
23 - Jul

Libertà dai conflitti.
Libertà dai pensieri.
Libertà dalle emozioni.
Libertà dalla Conoscenza.
Libertà dall’Amore.
Libertà dalla Pace.
Libertà dalla presenza di sé.
Libertà dalla Libertà!
In Realtà, nemmeno questo …
… Assoluto.
(Andrea Pangos)

Category : Andrea Pangos | Frase del giorno | Libertà
22 - Jul

Tutto in tutti
Ciascun uomo in tutti gli uomini
tutti gli uomini in ciascun uomo
Tutto l’essere in ciascun essere
Ciascun essere in tutto l’essere
Tutte le cose in ciascuna cosa
Ciascuna cosa in tutte le cose
Tutte le distinzioni sono mente, con la mente, nella mente, della mente
Niente distinzioni niente mente per distinguere.
(Ronald D. Laing)

Category : Frase del giorno | Ronald D. Laing