WP Remix









Storielle zen

18 febbraio, 2010 by pomodorozen Categories :
Storielle zen
(0) Comment

L’abate zen e il samurai – Storiella zen

Intorno al 1400, al tempo in cui i Giapponesi facevano scorrerie nella Cina, a causa della guerra tra i due Paesi, un giorno un Samurai col suo esercito capitò in un piccolo villaggio di montagna, con l’intenzione di depredarlo.

In questo villaggio, vi era un monastero con un Abate che aveva raggiunto l’Illuminazione e se ne stava tranquillo in meditazione nella sala del tempio, mentre tutti i monaci e gli attendenti del monastero si sparpagliavano e fuggivano terrorizzati, a causa della loro paura di morire sotto le spade degli shogun Giapponesi.

Il loro capo, il grande Samura, penetrando all’improvviso e con violenza all’interno della sala del tempio, vide l’Abate immerso in una profonda meditazione e, avvicinandoglisi, lo scosse e gli disse con impeto:

“Ehi, tu, perchè non scappi? Non hai paura? Non sai che io sono uno che con questa spada può tagliarti in due senza batter ciglio!”
E l’Abate, senza scomporsi troppo, gli rispose: “E tu non sai che io sono uno che può essere tagliato in due, senza batter ciglio!”

Il Samurai rimase un attimo interdetto, poi, vedendo la serena compostezza del maestro, capì di trovarsi di fronte ad un vero illuminato e, quindi, si inginocchiò e si prostrò davanti a lui…
Dopodichè, lasciò il monastero con tutti i suoi uomini…
fonte www.centronirvana.it

16 febbraio, 2010 by pomodorozen Categories :
Storielle zen
(0) Comment

Attaccati alla mente – Storiella zen

Una sera, dopo un discorso di Dharma all’Università di Yale, uno studente chiese a Seung Sahn: “Cos’è la mente chiara?”.

Son-sa sollevò il suo orologio e disse: “Cos’è questo?”. E lo studente: “Un orologio”.

Son-sa disse: “Tu sei attaccato a nome e forma. Questo non è un orologio!”

Studente: “E che cos’è?”. Son-sa disse: “Tu l’hai già capito!”.

Lo studente rimase per un momento in silenzio, poi di nuovo chiese: “Che cosa è?”.

Son-sa disse: “Tu l’hai capito: Tu puoi vederlo. Io lo posso vedere!” (Risate dall’uditorio) – Lo studente disse: “Grazie!”

Son-sa disse: “Tutto qui?” – (risate…) – “Che cos’è che hai capito?”.

Studente: “Beh, non saprei…”. Son-sa allora indicò una tazza e disse: “Vedi, questa è una tazza. Ma il Sutra del Diamante dice che tutte le cose che appaiono nel mondo sono transitorie. Se voi osservate le apparenze considerandole come non-apparenze, allora vedrete la vera natura di tutte le cose. Perciò, se siete attaccati alla forma di questa tazza, non potrete comprendere la verità. Se dite che questa è una tazza, siete attaccati a nome e forma. Però, se dite che NON è una tazza, allora siete attaccati alla vacuità! Dunque, questa è o no una tazza?”

Lo studente se ne rimase per un po’ in silenzio, poi disse: “Sono perplesso!”

Son-sa disse: “D’accordo; vorrà dire che risponderò io per te”. Quindi sollevò la tazza e bevve l’acqua che vi era contenuta. “Ecco, questa cosa è solo questo!” disse. Poi, dopo qualche istante, disse ancora: “Tutte le cose, hanno nomi e forme. Ma chi ha creato questi nomi? Chi ha generato queste forme? Il sole non dice: -Il mio nome è ‘sole’! -; è la gente che dice: – Quello è il sole! Quella è la luna; questo è un fiume e questa è una montagna. – Allora, chi è che produce nomi e forme? Il pensiero! Tutto è prodotto dal pensiero!”.

Studente: “E chi è che ha prodotto il pensiero?”

Son-sa si mise a ridere e disse: “Proprio tutti Voi, avete creato il pensiero!” (risate…) “Ecco perché ‘Mente-Zen’ significa far ritorno alla mente originaria. La mente originaria è ‘prima-del-pensiero’. Dopo il pensiero vi sono le categorie e tutti gli opposti, mentre priuma del pensiero non vi è nulla, vi è solo chiara consapevolezza. E questo è l’Assoluto! Non c’è linguaggio né parole. Appena si apre la bocca, sorge l’errore. Perciò, prima del pensiero la mente è chiara. Nella mente chiara non c’è interno né esterno. Di che colore è questo muro? Bianco. E questa mente, solo bianca. Questa mente e questo bianco diventano una cosa sola. Quest’altra cosa, cos’è? Questo è unorologio. La tua risposta, quindi, era corretta. Ma quando io ti ho detto che eri attaccato a nome e forma, tu hai cominciato subito a pensare: – Oh, e che c’è di sbagliato nella mia risposta? Quale risposta dovrei dare per non essere attaccato a nome e forma? – Ecco il tipo di pensieri che hai avuto. Eri attaccato a ciò che hai detto, mentre io avevo detto quello, solo per saggiare la tua mente. Se tu non fossi stato attaccato alle parole, mi avresti detto: – Maestro, sei tu che sei attaccato alle mie parole! – E questa sarebbe stata una giusta risposta.” (risate…). “Quando mi hai chiesto: -E allora che cos’è? -, io ti ho risposto: -Tu l’hai già capito!”.

Son-sa rise, e continuò: “Questo, è prima del pensiero. Perciò, se elimini tutti i pensieri, tu e l’intero universo diventate una cosa sola. La tua sostanza e la sostanza dell’universo sono la stessa cosa. Perciò, questa tazza sei tu e tu sei questa tazza. Voi non siete due, ma se tu cominci a pensare, allora immediatamente diventate differenti. Ora, ti ho spiegato tutto. Perciò ti chiedo: – Tu e questa tazza, siete la stessa cosa o siete differenti?” -

Lo studente, standosene sulle sue, disse: “Tu già lo sai!”

Son-sa disse: “No. Non lo so. È per questo che te lo sto chiedendo!”

Studente: “Tu l’hai già capito!”. Son-sa: “Si, ma ora lo sto chiedendo a te!”.

Studente: “Beh, in essa vi è dell’acqua limpida”. Son-sa: “Ora, sei attaccato all’acqua limpida!”. E lo studente: “No. Sei TU che sei attaccato all’acqua limpida!” (risate…)

Son-sa rise e disse: “Molto bene! Ora hai capito. La tazza è piena di acqua limpida. Il muro è bianco. La mente Zen è la mente ordinaria di tutti i giorni. E questo è tutto!” -

“CADE CENERE SUL BUDDHA”
(“Dropping Ashes on the Buddha”)

[GLI INSEGNAMENTI DEL MAESTRO ZEN SEUNG SAHN]

Trascritti da Stephen Mitchell – Tradotti in Italiano da Aliberth MENGONI

9 febbraio, 2010 by pomodorozen Categories :
Storielle zen
(0) Comment

Storiella indiana

Il mio amico aprì il cassetto del comodino di sua moglie e estraendone un pacchetto avvolto in carta di riso: “Questo – disse – non è un semplice pacchetto, è biancheria intima”. Gettò la carta che lo avvolgeva e osservò la seta squisita e il merletto. “Lo comprò la prima volta che andammo a New York, 8/9 anni fa”. “Non lo usò mai.

Lo conservava per un’occasione speciale.” “Bene. Credo che questa sia l’occasione giusta”. Si avvicinò al letto e collocò il capo vicino alle altre cose che avrebbe portato alle pompe funebri.
Sua moglie era appena morta.

Girandosi verso di me disse: “Non conservare niente per un’occasione speciale, ogni giorno che vivi è un’occasione speciale.”

Sto ancora pensando a queste parole che hanno cambiato la mia vita. Adesso leggo di più e pulisco di meno. Mi siedo in terrazzo e ammiro il paesaggio senza far caso alle erbacce del giardino.

Passo più tempo con la mia famiglia e gli amici e meno tempo lavorando. Ho capito che la vita deve essere un insieme di esperienze da godere, non per sopravvivere! Ormai non conservo nulla. Uso i miei bicchieri di cristallo tutti i giorni. Mi metto la giacca nuova per andare al supermercato, se decido così e ne ho voglia.

Ormai non conservo il mio miglior profumo per feste speciali, l’uso ogni volta che voglio farlo. Le frasi ‘un giorno…’ e ‘uno di questi giorni’ stanno scomparendo dal mio vocabolario. Se vale la pena vederlo, ascoltarlo o farlo adesso. Non sono sicuro di cosa avrebbe fatto la moglie del mio amico, se avesse saputo che non sarebbe stata qui per il domani che tutti prendiamo tanto alla leggera.

Credo che avrebbe chiamato i suoi familiari e gli amici intimi. Magari avrebbe chiamato alcuni vecchi amici per scusarsi e fare la pace per una possibile lite passata. Sono queste piccole cose non fatte che mi infastidirebbero, se sapessi che le mie ore sono contate. Infastidito perché smisi di vedere buoni amici con i quali mi sarei messo in contatto ‘un giorno’.

Infastidito perché non scrissi certe lettere che avevo intenzione di scrivere ‘uno di questi giorni’. Infastidito e triste perché non dissi ai miei fratelli e ai miei figli, con sufficiente frequenza, quanto li amo. Adesso cerco di non ritardare, trattenere o conservare niente che aggiungerebbe risate ed allegria alle nostre vite.

E ogni giorno dico a me stesso che questo è un giorno speciale.
Ogni giorno,
ogni ora,
ogni minuto…è speciale.

4 febbraio, 2010 by pomodorozen Categories :
Storielle zen
(0) Comment

Storiella cinese

-
-

Un’anziana donna cinese aveva due grandi vasi, ciascuno sospeso all’estremità di un palo che lei portava sulle spalle.

Uno dei vasi aveva una crepa, mentre l’altro era perfetto, ed era sempre pieno d’acqua alla fine della lunga camminata dal ruscello a casa, mentre quello crepato arrivava mezzo vuoto. Per due anni interi andò avanti così, con la donna che portava a casa solo un vaso e mezzo d’acqua.

Naturalmente, il vaso perfetto era orgoglioso dei propri risultati. Ma il povero vaso crepato si vergognava del proprio difetto, ed era avvilito di saper fare solo la metà di ciò per cui era stato fatto.

Dopo due anni che si rendeva conto del proprio amaro fallimento, un giorno parlò alla donna lungo il cammino: “Mi vergogno di me stesso, perché questa crepa nel mio fianco fa sì che l’acqua fuoriesca lungo tutta la strada verso la vostra casa”.

La vecchia sorrise: ” Ti sei accorto che ci sono dei fiori dalla tua parte del sentiero, ma non dalla parte dell’altro vaso? È perché io ho sempre saputo del tuo difetto, perciò ho piantato semi di fiori dal tuo lato del sentiero ed ogni giorno, mentre tornavamo, tu li innaffiavi.

Per due anni ho potuto raccogliere quei bei fiori per decorare la tavola. Se tu non fossi stato come sei, non avrei avuto quelle bellezze per ingentilire la casa”.

Ognuno di noi ha il proprio specifico difetto. Ma sono la crepa e il difetto che ognuno ha a far sì che la nostra convivenza sia interessante e gratificante. Bisogna prendere ciascuno per quello che è e vedere ciò che c’è di buono in lui.
-

-

Bibliografia:
I maestri raccontano – Osho – Storie di saggezza hindu, sufi, tao e zen
Scegli di sorridere ogni giorno – Zig Zaglar -  Aneddoti, storielle e battute piene di saggezza.
Storie di fiori di montagna – Jakob Streit – Storie per bambini
21 Piccole storie Zen – Marina Luele – Dalla letteratura giapponese (Storie per Bambini)

-

-

12 gennaio, 2010 by pomodorozen Categories :
Storielle zen
(4) Comment

La lezione della farfalla

Photo by Pratic Jain

- La crisalide -

Un giorno, apparve un piccolo buco in una crisalide. Un uomo, che passava di lì per caso, si fermò ad osservare la farfalla che, per varie ore, si sforzava per uscire da quel piccolo buco.

Dopo molto tempo, sembrava che essa si fosse arresa ed il buco fosse sempre della stessa dimensione. Sembrava che la farfalla ormai avesse fatto tutto quello che poteva, e che non avesse più la possibilità di fare niente altro.

Allora l’uomo decise di aiutare la farfalla: prese un temperino ed aprì il bozzolo. La farfalla uscì immediatamente. Però il suo corpo era piccolo e rattrappito e le sue ali erano poco sviluppate e si muovevano a stento.

L’uomo continuò ad osservare, perché sperava che, da un momento all’altro, le ali della farfalla si aprissero e fossero capaci di sostenere il corpo, e che essa cominciasse a volare.

Non successe nulla! E la farfalla passò il resto della sua esistenza trascinandosi per terra con un corpo rattrappito e con le ali poco sviluppate. Non fu mai capace di volare.

Ciò che quell’uomo, con il suo gesto di gentilezza e con l’intenzione di aiutare non capiva, era che passare per lo stretto buco del bozzolo era lo sforzo necessario affinchè la farfalla potesse trasmettere il fluido del suo corpo alle sue ali, così che essa potesse volare. Era il modo in cui Dio la faceva crescere e sviluppare.

- La farfalla -

A volte, lo sforzo é esattamente ciò di cui abbiamo bisogno nella nostra vita.
« Chiesi la forza… e Dio mi ha dato le difficoltà per farmi forte. Chiesi la Sapienza… e Dio mi ha dato problemi da risolvere. Chiesi l’amore… e Dio mi ha dato persone con problemi da poter aiutare. Non ho ricevuto niente di quello che chiesi… Però ho ricevuto tutto quello di cui avevo bisogno. »

“Vivi la vita senza paura, affronta tutti gli ostacoli e dimostra che puoi superarli”

Ricevuta da Guido da Todi – Lista Sadhana