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Storielle zen

26 April, 2010 by pomodorozen Categories :
Alejandro Jodorowsky
Determinazione
Storielle zen
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Il cuore dell’albero

Seppo disse al suo discepolo Chosei: “Vieni, prendi l’ascia! Invece di meditare, andiamo a tagliare degli alberi per costruire una capanna.” Chosei accompagnò il suo maestro nel bosco del monastero. Nel momento in cui si disponeva a tagliare un albero, Seppo gli disse: “Non smettere di tagliare finchè non sarai giunto al cuore dell’albero!”
Senza dare neanche un colpo contro il tronco, Chosei gli rispose: “Ci sono già arrivato.” “Perfetto” rispose Seppo. “Il nostro Buddha ha fatto direttamente la trasmissione da cuore a cuore. Tu che ne dici?” “Trasmissione ricevuta!” disse Chosei buttando via la sua ascia. Seppo la raccolse e con il manico diede un colpetto sulla testa del suo discepolo.

Il maestro dice al suo discepolo: “Invece di meditare e di lavorare sul nostro spirito dentro al monastero, facciamo un lavoro manuale! Costruiamo qualcosa di utile. Però quando taglierai l’albero, non fermarti finchè non sarai arrivato al centro! Il che significa: Quando comincerai il tuo lavoro di trasformazione spirituale, non fermarti finchè non sarai arrivato al centro di te stesso.  Il discepolo, astutamente, capisce subito il senso delle parole del suo maestro:”ci sono già arrivato!”. Esprime così di aver già trovato il proprio centro. Il maestro accetta questa affermazione, ma aggiunge: “Buddha ha trasmesso il suo insegnamento da cuore a cuore. Non c’è nulla di scritto. Hai ricevuto la trasmissione?”

“L’ho ricevuta” risponde il discepolo buttando via la sua ascia. Manifesta chiaramente che per lui il lavoro è finito. Non è necessario fermarsi ore e ore a meditare, a studiare, a cercare, a seguire gli insegnamenti di tutti i maestri che capitano, a lavorare sulle energie, a praticare il tantra, lo yoga e così via. QUANDO PERCEPIAMO CHE LA TRASMISSIONE COLPISCE DIRETTAMENTE IL NOSTRO CUORE, ABBIAMO FINITO.  Ma… allora il maestro gli dà un colpetto sulla testa e gli dice: “Però adesso sei caduto nel tranello perchè credi esista una trasmissione”. Quando si lavora spiritualmente, nessuno ti trasmette niente. SEI SOLO TU A DOVER TROVARE DENTRO DI TE.
Alejandro JodorowskyIl dito e la luna

3 March, 2010 by pomodorozen Categories :
Frase del giorno
Storielle zen
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Le “meraviglie” della mente – Parabola indiana

Mentre girava per il bazaar e guardava gli oggetti in vendita in un negozio, un pellegrino disse alla propria mente: “O mente, di te si dicono meraviglie. Mostrami uno dei tuoi miracoli!”. Di lì a poco un uomo che vendeva miele
intinse un dito nel miele e lo strisciò sul muro.

Immediatamente dozzine di mosche cominciarono a ronzare vicino al muro per mangiare il miele. In pochi minuti se ne radunò un numero impressionante.  Una lucertola vide le mosche e s’avventurò allo scoperto per mangiarle.
La vide un gatto, che le balzò addosso e se la pappò in un boccone. Un cane, vedendo il gatto, lo inseguì e lo uccise. Ma era il gatto del negoziante, e questi, preso dalla rabbia,  percosse il cane con un bastone. Il cane apparteneva a un cliente, che si infuriò e cominciò a litigare col negoziante finché non vennero alle mani. I negozianti vicini corsero
a dar man forte al negoziante mentre altri passanti si schierarono col cliente.

Ne venne fuori una rissa che coinvolse tutto il bazar. Mentre accorrevano le guardie, richiamate dal clamore e dal parapiglia, la mente disse al pellegrino: “Ecco fatto!”
(Parabola indiana)

18 February, 2010 by pomodorozen Categories :
Storielle zen
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L’abate zen e il samurai – Storiella zen

Intorno al 1400, al tempo in cui i Giapponesi facevano scorrerie nella Cina, a causa della guerra tra i due Paesi, un giorno un Samurai col suo esercito capitò in un piccolo villaggio di montagna, con l’intenzione di depredarlo.

In questo villaggio, vi era un monastero con un Abate che aveva raggiunto l’Illuminazione e se ne stava tranquillo in meditazione nella sala del tempio, mentre tutti i monaci e gli attendenti del monastero si sparpagliavano e fuggivano terrorizzati, a causa della loro paura di morire sotto le spade degli shogun Giapponesi.

Il loro capo, il grande Samura, penetrando all’improvviso e con violenza all’interno della sala del tempio, vide l’Abate immerso in una profonda meditazione e, avvicinandoglisi, lo scosse e gli disse con impeto:

“Ehi, tu, perchè non scappi? Non hai paura? Non sai che io sono uno che con questa spada può tagliarti in due senza batter ciglio!”
E l’Abate, senza scomporsi troppo, gli rispose: “E tu non sai che io sono uno che può essere tagliato in due, senza batter ciglio!”

Il Samurai rimase un attimo interdetto, poi, vedendo la serena compostezza del maestro, capì di trovarsi di fronte ad un vero illuminato e, quindi, si inginocchiò e si prostrò davanti a lui…
Dopodichè, lasciò il monastero con tutti i suoi uomini…
fonte www.centronirvana.it

16 February, 2010 by pomodorozen Categories :
Storielle zen
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Attaccati alla mente – Storiella zen

Una sera, dopo un discorso di Dharma all’Università di Yale, uno studente chiese a Seung Sahn: “Cos’è la mente chiara?”.

Son-sa sollevò il suo orologio e disse: “Cos’è questo?”. E lo studente: “Un orologio”.

Son-sa disse: “Tu sei attaccato a nome e forma. Questo non è un orologio!”

Studente: “E che cos’è?”. Son-sa disse: “Tu l’hai già capito!”.

Lo studente rimase per un momento in silenzio, poi di nuovo chiese: “Che cosa è?”.

Son-sa disse: “Tu l’hai capito: Tu puoi vederlo. Io lo posso vedere!” (Risate dall’uditorio) – Lo studente disse: “Grazie!”

Son-sa disse: “Tutto qui?” – (risate…) – “Che cos’è che hai capito?”.

Studente: “Beh, non saprei…”. Son-sa allora indicò una tazza e disse: “Vedi, questa è una tazza. Ma il Sutra del Diamante dice che tutte le cose che appaiono nel mondo sono transitorie. Se voi osservate le apparenze considerandole come non-apparenze, allora vedrete la vera natura di tutte le cose. Perciò, se siete attaccati alla forma di questa tazza, non potrete comprendere la verità. Se dite che questa è una tazza, siete attaccati a nome e forma. Però, se dite che NON è una tazza, allora siete attaccati alla vacuità! Dunque, questa è o no una tazza?”

Lo studente se ne rimase per un po’ in silenzio, poi disse: “Sono perplesso!”

Son-sa disse: “D’accordo; vorrà dire che risponderò io per te”. Quindi sollevò la tazza e bevve l’acqua che vi era contenuta. “Ecco, questa cosa è solo questo!” disse. Poi, dopo qualche istante, disse ancora: “Tutte le cose, hanno nomi e forme. Ma chi ha creato questi nomi? Chi ha generato queste forme? Il sole non dice: -Il mio nome è ‘sole’! -; è la gente che dice: – Quello è il sole! Quella è la luna; questo è un fiume e questa è una montagna. – Allora, chi è che produce nomi e forme? Il pensiero! Tutto è prodotto dal pensiero!”.

Studente: “E chi è che ha prodotto il pensiero?”

Son-sa si mise a ridere e disse: “Proprio tutti Voi, avete creato il pensiero!” (risate…) “Ecco perché ‘Mente-Zen’ significa far ritorno alla mente originaria. La mente originaria è ‘prima-del-pensiero’. Dopo il pensiero vi sono le categorie e tutti gli opposti, mentre priuma del pensiero non vi è nulla, vi è solo chiara consapevolezza. E questo è l’Assoluto! Non c’è linguaggio né parole. Appena si apre la bocca, sorge l’errore. Perciò, prima del pensiero la mente è chiara. Nella mente chiara non c’è interno né esterno. Di che colore è questo muro? Bianco. E questa mente, solo bianca. Questa mente e questo bianco diventano una cosa sola. Quest’altra cosa, cos’è? Questo è unorologio. La tua risposta, quindi, era corretta. Ma quando io ti ho detto che eri attaccato a nome e forma, tu hai cominciato subito a pensare: – Oh, e che c’è di sbagliato nella mia risposta? Quale risposta dovrei dare per non essere attaccato a nome e forma? – Ecco il tipo di pensieri che hai avuto. Eri attaccato a ciò che hai detto, mentre io avevo detto quello, solo per saggiare la tua mente. Se tu non fossi stato attaccato alle parole, mi avresti detto: – Maestro, sei tu che sei attaccato alle mie parole! – E questa sarebbe stata una giusta risposta.” (risate…). “Quando mi hai chiesto: -E allora che cos’è? -, io ti ho risposto: -Tu l’hai già capito!”.

Son-sa rise, e continuò: “Questo, è prima del pensiero. Perciò, se elimini tutti i pensieri, tu e l’intero universo diventate una cosa sola. La tua sostanza e la sostanza dell’universo sono la stessa cosa. Perciò, questa tazza sei tu e tu sei questa tazza. Voi non siete due, ma se tu cominci a pensare, allora immediatamente diventate differenti. Ora, ti ho spiegato tutto. Perciò ti chiedo: – Tu e questa tazza, siete la stessa cosa o siete differenti?” -

Lo studente, standosene sulle sue, disse: “Tu già lo sai!”

Son-sa disse: “No. Non lo so. È per questo che te lo sto chiedendo!”

Studente: “Tu l’hai già capito!”. Son-sa: “Si, ma ora lo sto chiedendo a te!”.

Studente: “Beh, in essa vi è dell’acqua limpida”. Son-sa: “Ora, sei attaccato all’acqua limpida!”. E lo studente: “No. Sei TU che sei attaccato all’acqua limpida!” (risate…)

Son-sa rise e disse: “Molto bene! Ora hai capito. La tazza è piena di acqua limpida. Il muro è bianco. La mente Zen è la mente ordinaria di tutti i giorni. E questo è tutto!” -

“CADE CENERE SUL BUDDHA”
(“Dropping Ashes on the Buddha”)

[GLI INSEGNAMENTI DEL MAESTRO ZEN SEUNG SAHN]

Trascritti da Stephen Mitchell – Tradotti in Italiano da Aliberth MENGONI

9 February, 2010 by pomodorozen Categories :
Storielle zen
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Storiella indiana

Il mio amico aprì il cassetto del comodino di sua moglie e estraendone un pacchetto avvolto in carta di riso: “Questo – disse – non è un semplice pacchetto, è biancheria intima”. Gettò la carta che lo avvolgeva e osservò la seta squisita e il merletto. “Lo comprò la prima volta che andammo a New York, 8/9 anni fa”. “Non lo usò mai.

Lo conservava per un’occasione speciale.” “Bene. Credo che questa sia l’occasione giusta”. Si avvicinò al letto e collocò il capo vicino alle altre cose che avrebbe portato alle pompe funebri.
Sua moglie era appena morta.

Girandosi verso di me disse: “Non conservare niente per un’occasione speciale, ogni giorno che vivi è un’occasione speciale.”

Sto ancora pensando a queste parole che hanno cambiato la mia vita. Adesso leggo di più e pulisco di meno. Mi siedo in terrazzo e ammiro il paesaggio senza far caso alle erbacce del giardino.

Passo più tempo con la mia famiglia e gli amici e meno tempo lavorando. Ho capito che la vita deve essere un insieme di esperienze da godere, non per sopravvivere! Ormai non conservo nulla. Uso i miei bicchieri di cristallo tutti i giorni. Mi metto la giacca nuova per andare al supermercato, se decido così e ne ho voglia.

Ormai non conservo il mio miglior profumo per feste speciali, l’uso ogni volta che voglio farlo. Le frasi ‘un giorno…’ e ‘uno di questi giorni’ stanno scomparendo dal mio vocabolario. Se vale la pena vederlo, ascoltarlo o farlo adesso. Non sono sicuro di cosa avrebbe fatto la moglie del mio amico, se avesse saputo che non sarebbe stata qui per il domani che tutti prendiamo tanto alla leggera.

Credo che avrebbe chiamato i suoi familiari e gli amici intimi. Magari avrebbe chiamato alcuni vecchi amici per scusarsi e fare la pace per una possibile lite passata. Sono queste piccole cose non fatte che mi infastidirebbero, se sapessi che le mie ore sono contate. Infastidito perché smisi di vedere buoni amici con i quali mi sarei messo in contatto ‘un giorno’.

Infastidito perché non scrissi certe lettere che avevo intenzione di scrivere ‘uno di questi giorni’. Infastidito e triste perché non dissi ai miei fratelli e ai miei figli, con sufficiente frequenza, quanto li amo. Adesso cerco di non ritardare, trattenere o conservare niente che aggiungerebbe risate ed allegria alle nostre vite.

E ogni giorno dico a me stesso che questo è un giorno speciale.
Ogni giorno,
ogni ora,
ogni minuto…è speciale.