1) Cantate
Non fa niente se siete stonati come campane arrugginite. Cantare permette all’energia che è dentro ognuno di noi di vibrare. Non importa se quel che cantate è un brano d’opera o una polka. Cantare è una forma di preghiera musicale che ci permette di sentire la nostra unità con Dio.
2) Rilassatevi e lasciate andare
Stringete forte le vostre mani a pugno. Sentite la tensione negli avambracci, nelle mani stesse e nelle spalle. Quindi fate un bel respiro e, mentre espirate, rilassate le dita, rivolgete le palme delle mani al cielo e lasciate andare tutta quella tensione. Sentite quanta meno energia ci voglia per lasciar andare che per trattenere.
3) Distaccatevi dalle vostre emozioni
Visualizzate le vostre emozioni, attribuendo loro dei colori. Per esempio, rosso per la rabbia, porpora per la passione, blu per la tristezza, qualunque cosa funzioni per voi. Quindi, ammucchiate tutte queste emozioni colorate nell’angolo della stanza in cui vi trovate e rendetevi conto che non siete quelle emozioni, le provate soltanto. Quando vi rendete davvero conto di questo, le emozioni non hanno più il potere di controllarvi, e perciò potete essere più obiettivi e risolvere più rapidamente le situazioni emozionali negative.
4) Apritevi alla verità
Talvolta la verità ci fa paura. Ci sono magari dei cambiamenti che non vogliamo affrontare. In situazioni del genere, provate allora questa affermazione: “Sono aperto e ricettivo allo spirito di verità vivente di Dio”. In realtà, siamo tutti figli di Dio, pieni di gioia e di prosperità. E questa è davvero una verità che, come diceva Gesù, ci rende liberi.
5) Smettetela di sentirvi in colpa
Se avete fatto qualcosa che non vi sembra giusta, correggetela. Scusatevi. Compensate chi ha eventualmente subito un torto da voi. Se invece vi sentite in colpa per abitudine, è opportuno cambiare il modo di pensare che è alla base di questo atteggiamento. Finché vi prendete cura di voi stessi con la compassione e sensibilità per i sentimenti degli altri di cui siete capaci al momento, non avete nulla di cui sentirvi in colpa. Il senso di colpa è una delle forme di energia più basse, e ci tiene separati da Dio, bloccando l’amore e la fede.
6) Smettete di combattere le vostre paure
La maggior parte di noi prova paura. Ciononostante, la prima cosa che facciamo è cercare di convincerci che non dovremmo mai provare paura. In realtà, la paura è uno strumento che ci porta più vicini a Dio, perché quando proviamo paura e riusciamo a superarla attraverso la fede in Dio, allora sentiamo il nostro potere creativo in unione con quello divino.
7) Respirate
Provate questa antica tecnica indiana chiamata Nadi Sodhana. Mettetevi seduti comodi con le gambe incrociate e sollevate la mano destra verso il naso. Chiudete le narici con una sorta di pinza formata dal mignolo e dal pollice. Liberate la narice sinistra togliendo la pressione del mignolo e inspirate per circa 10 secondi. Quindi chiudete di nuovo la narice sinistra con il mignolo e aprite la destra rilasciando la pressione del pollice. Fatto questo, espirate per lo stesso numero di secondi. Ripetete questo esercizio per quanto tempo volete. E’ in grado di bilanciare i livelli di ossigeno e di anidride carbonica, rilassando ogni organo e riequilibrando i livelli di energia.
8) Preparatevi
Trascorrete un pomeriggio a scegliere i libri da colorare, i pennarelli da usare, oppure la corda da saltare. Non prendete nulla che implichi competizione, soprattutto con voi stessi. Quando vi sentite di giocare, è necessario che abbiate gli strumenti giusti. Sappiate che ci saranno dei giorni in cui non riuscire a tenere a bada lo stress, ma anche che disponete comunque di modi per scaricarlo.
9) Non siate ossessivi
Quando il nostro cuore desidera qualcosa, è facile lasciarsi ossessionare da essa. Molti usano tecniche di visualizzazione per manifestare i loro desideri. Si tratta senz’altro di uno strumento meraviglioso, ma attenti a non passare dalla visualizzazione all’ossessione, altrimenti l’energia si blocca. Se non ci manteniamo aperti, non possiamo ricevere ciò che Dio ha in serbo per noi. Quindi, visualizzate pure quel che credete di volere, ma aggiungete alle vostre affermazioni questa frase: “Che possa manifestarsi questo o qualunque altra cosa sia meglio per me”.
10) Smettete di gareggiare.
In verità, soltanto noi stessi abbiamo il potere di sabotarci. E non esiste la competizione. C’è il bene in abbondanza per tutti, e nessuno può togliervi niente, perché il bene che vi spetta vi appartiene già per diritto divino. Sappiate questo, accettatelo, e non vi preoccuperete più di gareggiare con nessuno.
11) Ballate
Muovere il corpo permette davvero all’energia bloccata dentro di noi di sbloccarsi. Scegliete un brano musicale che non riuscite ad ascoltare senza battere i piedi, quindi alzatevi e lasciate che il vostro corpo si muova liberamente a tempo di musica. Schioccate le dita, muovete il collo, le braccia, i fianchi e le gambe. E non preoccupatevi di come potete apparire: state offrendo una preghiera musicale a Dio. Se vi sentite particolarmente coraggiosi, provate a ballare nudi sotto la pioggia. E’ una cosa straordinaria.
12) Spegnete la televisione
Guardare la televisione fa sì che la vostra energia rimanga inerte. Fate qualcos’altro allora. Leggete un buon libro, prendetevi cura di voi stessi in qualche modo. Non c’è nulla di male nel guardare un po’ di televisione ogni tanto, ma gran parte delle cose che vengono trasmesse sono negative: violenza, dettagli di come le persone si fanno reciprocamente del male. Che tipo di energia positiva pensate che tutto questo possa portare nella vostra vita?
<12 regole per liberare l’energia interiore>
(di Staci Backauskas)
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La medicina Tibetana
I metodi di cura tibetani, di indiscutibile efficacia e celebri in tutta l’Asia centrale, ci aprono alla conoscenza una magica rete di interrelazioni tra macro e microcosmo, presentando fondamenti spirituali per noi inconsueti e denotando una magistrale capacità di osservazione della natura.
Tutto l’impianto teorico della medicina tibetana, la sua diagnostica e i vari corpi dell’essere umano vengono considerati in modo approfondito.

La medicina tibetana
La medicina Tibetana si basa su una dottrina cosmologica che vede l’intero universo come un’aggregazione di particelle, ognuna delle quali contiene la natura e le potenzialità dei quattro elementi: aria, acqua, fuoco e terra.
Queste particelle generano i tre umori: vento, bile e flemma, che possiamo considerare come i regolatori delle funzioni fisiologiche dell’uomo.
La medicina Tibetana si basa sul fatto che la condizione di salute o di malattia, sia fisica che psichica, dipende dall’equilibrio e dalla reciproca interazione dei tre umori; se l’energia del corpo e della mente non sono in equilibrio può sorgere una malattia.
La medicina tibetana offre diverse tecniche di rilassamento che chiamiamo meditazione, ovvero familiarizzare con la mente, per acquisire una maggiore consapevolezza e quiete mentale.
La medicina tibetana cura e previene in particolar modo malattie croniche come: paresi facciali, osteoporosi, artrosi e dolori reumatici, ulcere, problemi del colon, intolleranze alimentari, emicranie, problemi della pelle (eczema e psoriasi), epatiti, cancro, diabete, colesterolo, problemi relativi alla menopausa, dolori alle articolazioni.
La diagnosi si avvale di diversi sistemi di indagine, come il controllo del polso, delle urine, della lingua, finalizzati ad identificare la natura e la sede degli squilibri.
La terapia della medicina tibetana si basa su diverse tecniche, tra cui agopuntura, massaggi con la digitopressione,
dieta, modifiche del comportamento e integratori naturali, la ricca farmacopea è composta da fonti vegetali e minerali, preparati con tecniche specifiche.

a cura di Valdo Vaccaro – http://valdovaccaro.blogspot.com/
L’ANSIA, L’IPERTENSIONE E LE STATINE
La preoccupazione di un tendenzialmente vegano per una bizzarra ed inaspettata crisi
Caro Valdo,
Ti scrivo perché ho qualcosa di urgente che mi preoccupa.
Stanotte ho dovuto chiamare la guardia medica per problemi di pressione alta (200/125). Ho 59 anni, sono alto 1.72 e peso 79 kg.Premetto che sto alimentandomi in modo tendenzialmente vegano, concedendomi forse troppo spesso dolcetti biologici a fine pasto.Non ho mai sofferto di ipertensione. Il primo episodio si è verificato un anno fa a seguito di un consumo eccessivo di liquirizia.Poi tutto è tornato normale (124/84/65).
La sensibilità eccessiva curata col biancospino ed il coenzima Q10
Premetto che sono molto sensibile. Ieri sera, ad esempio, più provavo la pressione per una verifica, e più mi saliva.
L’avevo provata verso le 17 da un amico, ed era già altina (150/100). Devo dire che gli accadimenti della vita mi stanno probabilmente condizionando. La pressione minima mi era salita un mese fa, in occasione della morte di un mio carissimo amico. Oscillava infatti sui 100. Andai da un erborista e mi consigliò 2 pasticche al giorno di Qupres (biancospino) e coenzima Q10 a scopo preventivo. Tutto era tornato normale. L’altro ieri mattina ad esempio stavo a 124/84.
Sportivo, dinamico e vegano, col cavolo che vado a cadere nella solita statina
Sono molto dinamico e sportivo. Vado in bicicletta ed anche a piedi, non appena posso. In casa, abitando in una villetta a schiera, non rinuncio mai a fare le scale. Non ho nessuna voglia di ricorrere alla pastiglietta per la pressione che tantissimi miei conoscenti assumono da anni.
Alla ricerca di un aiuto medico
Tu cosa mi consigli? A chi rivolgermi per un aiuto medico? Ti ringrazio di cuore per le informazioni e gli orientamenti che gentilmente dispensi. Paolo C. da Verbania
Fare attenzione al sale da cucina, ma anche agli eccessi di ansia e di introspezione
Ciao Paolo,
L’ipertensione arteriosa è una di quelle condizioni che dipendono da diverse cause non sempre inquadrabili e sintetizzabili con facilità, o descrivibili in due parole.
E’ in altri termini uno squilibrio multi-fattoriale, che si traduce in quegli sbalzi di millimetri di mercurio che ti stanno angosciando più del necessario.
Uno dei motivi più ricorrenti, di carattere chimico, è l’abitudine al cloruro di sodio, ovvero il consumo del normale sale da cucina.
Ma in certe persone, dove i fattori sensibilità, introspezione ed ansia giocano un ruolo importante, il fattore sale può diventare anche secondario.
Una pompa sottoposta a superlavoro, al ritmo di 90/140 e oltre
Ipertensione significa eccessiva tensione del sistema cardiocircolatorio, col cuore costretto a pompare il sangue sotto sforzo, in quanto il volume sanguigno deve irradiarsi nel sistema vascolare attraverso tubicini che si sono intasati e rimpiccioliti, ed anche perché lo stesso sangue è diventato più vischioso, più grasso e meno fluido.
La pressione del sangue è considerata alta quando ai suoi massimi livelli sta dal 140 in su, e ai suoi minimi dal 90 e oltre.
Sale, grassi, Omega marini, diete low-carb, diete a zona, diete Lemme, fumo e caffè, tra i protagonisti dello scempio cardiaco
Per generazioni, gli scienziati del passato hanno creduto che l’alta pressione fosse una conseguenza inevitabile dell’età.
Quando però si sono accorti che diverse popolazioni del mondo invecchiavano senza conoscere questo problema, hanno dovuto ricredersi, e capire meglio dove la gente sbagliava.
E il primo elemento che accomunava le genti sane, quelle mai intaccate dall’ipertensione, era il basso consumo di sale. Giapponesi e cinesi, tanto per fare un esempio, soffrono normalmente di alta pressione per la loro abituale tendenza a consumare pesce e prodotti del mare, dove oltre al sale c’è pure il grasso e ci sono gli Omega marini.
Oggi è facile riscontrare problemi ipertensivi nei mangiatori di cadaverina, nei fumo-caffettomani e nei seguaci delle diete low-carb.
La normalità cardiocircolatoria si ottiene col famoso equilibrio corpo-mente-spirito
Diciamo pure che la normalità della pressione dipende essenzialmente da sane ed equilibrate abitudini di vita, e da corretto modo di pensare, da prese di posizioni il più possibile rilassate ed armoniose verso se stessi e chi ci sta vicino, e verso il mondo in generale.
C’entra un po’ tutto, dalla famiglia al sesso, dalla religione alla cultura e alla politica.
Sbalzi pletorico-anemici e vago-simpaticotonici correlati direttamente con lo stato cardiaco
E’ importante mantenere il sangue a livelli equilibrati, evitando cibi concentrati, soprattutto caramelle, liquirizie, dolcetti, e altre sostanze che alla fine fanno lo stesso effetto del sale, del pepe e delle spezie, in quanto richiamano acqua per la diluizione, provocando ritenzione idrica e situazioni pletoriche, con fatica aggiuntiva per la pompa cardiaca.
Sia la pletora, consistente in una iper-saturazione di cibi e liquidi nel corpo, che l’anemia, consistente nell’esatto contrario, possono essere alla base del problema.
Stesso discorso per fumo attivo e passivo, per bevande tipo the, caffè, bevande gassate e zuccherate, cole, alcol.
Tutte le cose, i pensieri, le sostanze che vanno ad incidere psicologicamente o chimicamente sul sistema nervoso centrale spostando la bilancia del proprio equilibrio vago-simpaticotonico, sono da considerare disturbanti e perturbanti, capaci quindi di arrecare danno circolatorio.
L’unica vera panacea al mondo contro le statine e contro l’ansia della pressione alta.
Quale? Si chiama cibo della specie.
Non mancherò mai di suggerire l’unica vera panacea esistente al mondo per l’essere umano.
Quale, quale, quale?
Tutti curiosi ed ansiosi a cercarla, tutti all’inseguimento della formula magica e del coenzima Q10.
L’unica formula magica, signori miei, si chiama cibo della specie homo sapiens, e non della specie homo canis, homo felis e homo avidus.
Pertanto la formula magica anche per te è il veganismo crudista.
Ma attenzione. Nel caso tuo il tendenzialmente vegano mi induce a qualche perplessità.
Tutto sta a vedere cosa ci metti in quel tendenzialmente.
Se ci metti le liquirizie, le mentine, le ricole, i dolcetti bio, i torroncini, le merendine, le colombine e il cioccolatino, stai pur sicuro che non torni al peso forma e che fare a piedi le scale non basta affatto.
I cibi-no dell’ipertensione
Ricordarsi che nell’ipertensione sono rigorosamente vietati uova, pesce, carne, caffè, the, alcol, tabacco, sale, zucchero, spezie, integratori, vitamine sintetiche, tutte sostanze che tendono a congestionare il circolo già sovraccarico, e tendono pure ad innalzare il colesterolo nel sangue.
Vanno pure limitati al massimo i farinacei, la pasta, la pizza, il pane, i dolciumi.
L’esperimento ventennale di Cambridge ha dimostrato che la formula dei 5 pasti sazianti di sola frutta al giorno, distribuiti sapientemente tra le due-tre prime colazioni fruttariane del mattino (ore 7-9-11) e le due merende fruttariane del pomeriggio (16.30-17.30), è la migliore soluzione per mandare a quel paese ogni problema cardiocircolatorio ed ogni problema cancro-tumorale, cioè ognuno dei due peggiori killer mondiali.
La gente si sconvolge sempre per Cambridge, mai per le statine
Cinque pasti di frutta al giorno? E dove li mettiamo?
E il pranzo e la cena dove vanno mai a finire?
Se mangio due cachi, non riesco a metter dentro altro per tutta la giornata!
Mi ha obiettato una signora alla conferenza di Bergamo di qualche giorno fa.
Questo si chiama albergare gravi pregiudizi ideologici ed essere fuori dal seminato.
Occorre assolutamente tenere l’apparato gastrointestinale ordinato come un orologio
Quando si dice che l’uomo è fruttariano nel corpo, nella mente e nell’anima, si includono anche il suo stomaco ed il suo intestino, nonché tutta la biochimica del corpo. Significa che quei 5 pasti citati vanno benissimo e non intasano nessuno, salvo che una persona non sia davvero messa male.
C’è gente con un intestino carico di roba marcia e putrescente che staziona stabilmente in zona colon, con dure incrostazioni, con tasche strane e diverticoliti, con depositi melmosi, con residui e miasmi putrefattivi che condizionano e compromettono ogni cibo vivo in arrivo, costringendolo invetabilmente alla fermentazione alcolica.
Fondamentale un digiuno e una ripartenza con l’unica dieta saggia e uomo-compatibile
In questi casi è fondamentale fare un digiuno purificatore di 2-3 giorni, riposando a letto o in casa, risparmiando energie fisiche e mentali, staccando la spina, bevendo solo acqua leggera.
Dopodiché si parte con la nuova dieta, che non è dieta correttiva, ma un sistema ovvio, logico, pertinente, compatibile col nostro disegno umano.
Ricordarsi che il succo di carote e di sedano sono un’autentica panacea.
Le carote contengono in pratica tutti gli aminoacidi del mondo in forma assimilabile, mentre le gambe di sedano offrono il miglior sodio organico e dunque approvato senza riserve, in precisa alternativa al pericolosissimo veleno cloro-sodio-magnesio-potassico del sale da cucina.
Con Cambridge, pasto e cena restano al loro posto, opportunamente riadattati
Ricordiamo infine che la dieta Cambridge2000 non implica affatto una soppressione di pranzo e cena, per chi ha un intestino in ordine e un’attività psicofisica intensa che richiede più calorie.
Pranzo e cena restano al loro posto suggeribili per tutti, sani e malati, nei quantitativi che ognuno dovrà saper regolare a suo piacimento e a sua necessità, ma su nuove basi salutistiche, che garantiscono salute ed energia per tutti, senza farmaci e senza integratori, senza carenze e senza effetti collaterali.
Gli increduli e gli scettici potranno sperimentarlo direttamente, con la sola accortezza di un piccolo digiuno preventivo purificatore.
Verdure crude seguite da un secondo di patate e/o cereali e/o legumi
Pranzo e cena che consisteranno entrambi di un primo piatto consistente in una terrina di verdura cruda come inizio, condita con olio di oliva extravergine pressato a freddo, accompagnata volendo da del buon pane integrale e da mezzo avocado.
Il secondo piatto potrà essere a base di patate o gnocchi, zucche e castagne (cioè amidi che sopportano la cottura), o riso integrale nero con piselli-lenticchie-porro, o legumi, o al limite la pasta integrale al dente col pomodoro crudo, la pizzetta sottile vegana, il gaspacho crudo o la minestra di verdure cotta al minimo dei 16 minuti, o il farro-miglio-saraceno leggermente abbrustoliti).
Una manciata di mandorle-pinoli-noci-noccioline-girasole a fine pasto (almeno una volta al giorno) obbligatoria per tutti.
Qualche buon panino vegano risolve la situazione durante i viaggi
Per chi è in viaggio, la soluzione pranzo-cena può essere sostituita da intelligenti, leggeri, super-verdi e super-saporiti panini integrali includenti consistente verdura verde in foglie crude, spalmo di crema di olive e di carciofi, spalmo di avocado, e magari qualche carciofino e qualche olivetta).
C’è da dire che in certi aeroporti, come al Marco Polo di Venezia, c’è un buffet crudista niente male, per cui il problema non esiste nemmeno.
Non dimenticarsi di prenotare il pasto vegano o vegetariano un giorno o diverse ore prima della partenza.
L’avena non fa bene solo ai cavalli, ma è uno dei tanti regali divini all’umanità
Anche una crema di avena, intenerita con semplice acqua o con latte di cocco o con latte di cereali, ed arricchita e quasi-integrata a crudo con germe di grano e farina di lino-sesamo-papavero-zucca,
dovrebbe trovare posto giornalmente verso le 11 del mattino per chi si alza presto, e non trova sufficiente la colazione a rigorosa base di frutta.
In mancanza di crema di avena, l’alternativa migliore è la banana ed il popcorn, nonché i datteri e i fichi secchi.
Quando si seguono queste regole, via per sempre i pacchetti di sigarette, le gomme da masticare e le mentine, i dolcetti, le liquirizie e le golia, i the ed i caffè, le cole e i RedBull, i farmaci e gli integratori.
Al bar con le idee chiare, la spremuta d’arancia seguita magari da panino vegetariano
Vi lascio al massimo una buona tazza calda di cioccolata concentrata e non zuccherata, visto che il cacao, a parte qualche controindicazione come la teobromina, contiene molte sostanze piacevolmente stimolanti ed è tremendamente buono, senza fare i danni gravi del caffè.
Andare dunque al bar con idee molto chiare e precise: la spremuta d’arancia o di pompelmo, la cioccolata amara senza latte (non comunque obbligatoria), il panino vegetariano.
parte 2 continua

a cura di Valdo Vaccaro – http://valdovaccaro.blogspot.com/
Alcuni compromessi a pranzo e cena, sempre dopo le verdure crude
Se qualche raro compromesso si può accettare, esso sia per prodotti il più possibile integrali ed il più possibile preceduti da frutta (2 ore prima) e da verdure crude (20 minuti prima).
Valida la pasta integrale al pomodoro crudo, e validi gli gnocchi di patate, come pure la pizza sottile con poco o niente formaggio e tante verdure fresche aggiunte a metà cottura.
Nessuna bevanda a tavola.
Questi consigli vanno bene per tutti e non solo per gli ipertesi, questo è ovvio.
Le straordinarie doti della patata
Basilarmente, serve adottare una precisa filosofia: ciò che si può mangiare crudo, mangiarlo tale e quale senza problemi, masticandolo bene e pazientemente.
Da cucinare restano patate, zucche, fagioli, lenticchie, funghi, patate dolci, castagne.
Le patate, cucinate ai minimi termini e sempre con la loro buccia addosso, hanno la grande qualità di mantenere le loro caratteristiche, di rovinarsi e pervertirsi meno degli altri cibi naturali all’insulto gravissimo della cottura.
Lo ha comprovato l’ingegner Simoneton, notando come la patata cotta (non stracotta) riesce a mantenersi sulla scala radiante-vibrazionale a un livello superiore ai 6000 Angstrom, che rivela notevole vivacità e digeribilità.
Il metodo infallibile dei Centri Pritikin per la cura dell’ipertensione
Tra le cinque migliori cliniche al mondo per la cura delle malattie cardiovascolari, c’è il Pritikin Longevity Center del dr Robert Pritikin, con sedi a Santa Monica (California, a due passi da Hollywood) e a Miami in Florida.
Rigorosamente nessun farmaco, in linea con le direttive della Scuola Igienistica americana, e alcuni consigli basilari per contrastare con successo l’alta pressione:
Via chiaramente tutti gli integratori salini e vitaminici, nonché tutti i farmaci inesorabilmente.
Via tutte le integrazioni di Omega3 inesorabilmente (ma ricorrere agli avocado, alle noci, ai pinoli, alle mandorle, alle arachidi)
Ricorrere a una dieta basso-grassa e basso-proteica incentrata cioè sui carboidrati vivi, indirizzata
verso la frutta, i vegetali crudi, le crucifere in particolare (cavoli, capucci, broccoli, verze,
crescione), soprattutto crude, estesa alle radici e ai tuberi, nonché ai grani (cereali) e a tutti i semi
non lavorati, inclusiva di una buona carica di fibra voluminosa (le fibre naturali sono sazianti, peso-
riducenti e peristalsi-compatibili)
Un record di guarigioni davvero strabiliante
In 20 anni di vita, 65000 persone sono entrate nei Centri Pritikin in condizioni precarie ed in carrozzella, uscendo dopo un mese a ritmo di jogging e di corsa sulle proprie gambe, senza assumere più un singolo farmaco.
Tengo a precisare che non ho alcun rapporto diretto coi Centri Pritikin, e che inoltre essi non fanno parte della rete di cliniche igienistiche sheltoniane.
Chiaro che queste ultime sono il massimo, in quanto più ancora precise e rigorose nelle scelte dietetiche, e meno ancora disposte a scendere a compromessi di alcun genere sul pianto etico.
Nelle Scuole Pritikin ad esempio, si accettano i latticini magri o sgrassati, o al limite magari anche la fetta di prosciutto, quando il cliente non è disposto a rinunciarvi, mentre dai Sabatino, dai Cinque, dai Burton e dal Goldhamer questo non avviene nel modo più assoluto.
Robert Pritikin non fa un discorso di etica, ma rimane comunque un amico di percorso
Il motivo per cui cito Pritikin sta proprio lì.
Parlo di gente dalla mentalità pratica e sbrigativa, che punta tutto sulla regolazione del peso, sulla eliminazione dell’istinto per il grasso, sul recupero veloce dell’efficienza fisica e dei valori normali di pressione e di colesterolo.
Un discorso di esclusivi parametri salutistici, dove è addirittura vietato parlare di anima, di etica, di animalismo, anche se, alla fine, le infrazioni percentuali contro i poveri animali si contano sulle dita della mano, per cui Robert Pritikin è da considerarsi un amico della nostra causa globale.
Ray Strand, un medico spregiudicato, ma tutto sommato trasparente e non ipocrita.
Ha fatto dell’integratore la base centrale della sua filosofia terapeutica.
Un altro personaggio importante, nel panorama dietetico e terapeutico americano, è sicuramente il
dr Ray Strand, personaggio che non conosco di persona, ma sicuramente interessante e a modo suo simpatico, non fosse altro che per la sua franchezza e un filo di recondito umorismo terapeutico che traspare dalla sua impostazione.
E’ anche molto avanzato ed aggiornato nelle sue ricerche e nelle sue posizioni.
Non si limita a contrastare il colesterolo LDL ma anche l’omocisteina.
Per lui tutte le malattie, e soprattutto le malattie cardiocircolatorie, derivano da alcune cose assai precise che si chiamano stress ossidativo, arrugginimento interno e intossicazione da ossigeno male-assorbito, da diete carnee, da fumo e dai soliti stili di vita sballati.
In lotta frontale contro i radicali liberi e il deterioramento cellulare, usando l’arma degli antiossidanti
Tali fenomeni e tali comportamenti portano a un deterioramento cellulare e alla formazione di radicali liberi.
La sconfitta di tutte le malattie sta dunque nel contrastare lo stress ossidativo e il deterioramento cellulare.
Con che cosa? Con l’arma più tremenda a disposizione dell’uomo, ovvero con gli antiossidanti.
Strand riconosce che non c’è nulla al mondo di più antiossidante della frutta.
La win-win diet? Sette pasti di sola frutta al giorno, più verdure crude a pasto e cena.
Sappiamo benissimo che non esiste sul pianeta Terra migliore antiossidante della frutta al naturale
E Strand non esita a riconoscerlo.
Al punto che la vera win-win diet (dieta vincente) che vorrebbe imporre a se stesso, alla sua famiglia, ai suoi pazienti e perché no al mondo intero, è la dieta ad esclusivo contenuto di frutta e verdura allo stato crudo (chiamatela pure vegana o come diavolo volete, osserva Strand).
Cambridge2000? Super. Approvata a pieni voti. Non solo, io andrei anche oltre.
Io farei la media tra la dieta di Boyd Eaton (12 pasti di frutta al giorno come l’uomo sano del Paleozoico) e la dieta di Cambridge (5 pasti sazianti di sola frutta al giorno), e stamperei all’ingresso delle scuole, delle fabbriche e degli ospedali un grande avviso.
Volete stare sani? 7 pasti di sola frutta al giorno, e 2 di verdura a pranzo e cena. Punto e basta.
Ho tentato invano la via della virtù
Ho tentato invano di farlo.
Nessuno mi seguiva. Stavo per chiudere il mio studio per fallimento commerciale.
Su 100 pazienti ai quali facevo questo discorso, 10 mi seguivano e 90 no.
Allora ho deciso di prendere il toro per le corna.
Integratori a raffica e non se ne parla più.
Drogo un po’ tutti, li costringo a prendere pasticche da mattino a sera fino alla fine dei loro giorni, e via avanti. Ho un successo enorme. Mi chiamano dappertutto. Persino da Londra e Parigi.
Guarisco la gente a forza di integratori, ma devono continuare fino alla fine
Io i problemi li risolvo. Dove manca qualcosa, o dove qualcosa non va, arrivo con l’integratore.
Guai smettere. Quando cominci devi continuare a prenderlo fin che vivi.
Se uno cambia registro e pretende di tornare indietro, peggio per lui.
Cade in uno stato di depressione e di catalessi, e gli tornano fuori tutte le disfunzioni che gli avevo risolto, più ovviamente gli interessi.
Meglio integrarsi a vita. Tanto, gli integratori costano poco.
Meglio essere puri e soffrire, o drogarsi allegramente e sopravvivere grazie alla chimica inorganica?
Ho scelto questa strada.
Un maledetto tanfo di prodotto chimico
Sto meglio io, più tranquillo e rilassato, e guadagno soldi a raffica.
Stanno meglio pure i miei pazienti, finché dura.
D’accordo puzzano maledettamente, perché chi prende integratori minerali e vitamine emana un tanfo chimico già a tre metri di distanza, ma ormai tre quarti dell’umanità va avanti a integratori, per cui puzza contro puzza, pochi si accorgono dell’inconveniente olfattivo.
Le migliori armi integratrici del dr Strand
Premesso che il nostro corpo ha già al suo interno ottimi antiossidanti, che sono il superoxide dismutase, il catalase e il glutathione peroxidase, il dr Strand contrasta gli stress ossidativi e i radicali liberi mediante:
I nemici della salute per il dr Strand non includono l’integratore, che è il male minore
Il dr Strand ha pure lui i suoi nemici da combattere, nella lotta ai radicali liberi, al cancro ed all’infarto.
Sono lo stress, lo scarso movimento, i cibi carnei, il fumo, il caffè, il the, l’alcol, i raggi ultravioletti (quelli cioè a basso livello di Angstrom nella famosa scala dell’Ing Simoneton, che ho citato ieri nella tesina Nessun minerale vale se privo di vibrazioni), i farmaci, i vaccini.
Gli integratori no. Quelli ovviamente li salva. Sono per lui il male minore.
Questo è un discorso che riguarda tutti, gente normale e gente ipertesa
Tornando a noi, caro Paolo, e a te in particolare, spero che quanto sopra ti possa servire, in quanto contiene implicitamente tutte le risposte ai tuoi quesiti.
Tieni presente poi che quando un igienista naturale parla, si rivolge a tutti.
Quanto sopra vale per te, per tua moglie e per i tuoi figli, per sani e malati, per amici e nemici di Berlusconi, ed anche per il premier, se vuole continuare a spassarsela a lungo con le sue veline.
Questo non perché noi siamo dei tuttologi, o degli specialisti in tutto ed in niente, ma perché la salute è un discorso unitario, e va affrontato in quel modo lì, non ci sono santi che tengano.
I medici non mancano in questo paese
Mi chiedi a quale medico rivolgerti.
Siamo circondati da medici. Nella tua Verbania ce ne saranno a decine, la maggior parte di essi bravi e onesti. Non mi va di demonizzare le persone.
Sai bene che quando critico la medicina intendo farlo in senso generale e non specifico.
I medici sono esseri umani come gli altri. Non divini e nemmeno diabolici.
Diabolico è invece il sistema, le alleanze, i coinvolgimenti del loro ordine, le ideologie e i metodi che spesso usano ed impongono.
Impossibile per un medico andare contro le statine, verrebbe radiato dall’Ordine
Ti garantisco che su 100 medici che visiterai, almeno 95 saranno costretti, per dovere e scrupolo professionale, oltre che per difendere la propria immagine e la propria sicurezza, a prescriverti quelle pasticche di statina che già stanno prendendo i tuoi amici.
Chiaro che non sono d’accordo sulle statine, sennò che igienista naturale sarei.
E’ come tu andassi da un vigile del fuoco e gli chiedessi di raccomandarti lattine di benzina, scatole di fiammiferi e oggetti pirotecnici da piazzare nel cruscotto della tua auto e sotto il letto di casa.
Digiunare se e quando serve sì, ma mai sottonutrirsi
Il mio specifico consiglio nei tuoi riguardi è di andare giù verso i 70-72 chili con calma, mangiando tanta frutta secondo gli schemi sopra circostanziati, e facendo più sport.
Devi fare attenzione a non metterti in quarantena, in sofferenza ed in fame.
Vietato dunque sottonutrirsi, perché quello porta poi a compensare, a cercare disperatamente il grasso, il cibo dolce, la nutella e la caramella bianca o nera poco importa.
Solo nel digiuno è giusto mettere in disparte il cibo.
L’importanza basilare della respirazione, per vincere l’ansia e il panico
Fa molta sistematica respirazione. Esercizi giornalieri per mezz’ora al giorno.
Respirazione yoga all’aria aperta, anche mentre cammini, col ritmo 1-4-2 dei santoni indiani, dove
1 secondo è il tempo di inspirazione, 4 secondi il trattenimento e 2 secondi l’espirazione.
Fallo sbuffando e facendo rumore, senza il timore di essere ridicolo.
Aumenta poi il ritmo a 2, 3, 4 e 5 secondi in modo progressivo giorno dopo giorno, senza forzare.
Il biancospino è un cardioregolatore, ma lascia pure stare le pastiglie
Il tuo erborista se l’è cavata bene, ma anche a buon mercato. Io ti avrei in caso mandato piuttosto lungo il più vicino torrente a cercarti dei cespugli di biancospino, a mangiarti le sue bacche e a masticare qualche foglia, visto che è pianta magica per la regolazione del battito cardiaco.
Quindi smettila pure di prendere pasticche placebo contrabbandate per innocenti e risolutive.
Risolvi le tue cose. Non andare da nessuno. Va a trovare te stesso che è meglio.
Va al nocciolo della questione e correggi gli errori che stai facendo, il peso in più che ti stai portando addosso (se sono 10 chili non è la fine del mondo, ma è pur sempre un sacco di patate).
E soprattutto butta via lo sfigmometro che ti crea solo ansia aggiuntiva e ti porta sfiga, come tu stesso hai potuto verificare di persona. Lascia stare le paure e le tensioni. Moriamo tutti prima o dopo. Il tuo caro amico scomparso, qualunque sia stata la sua vita in terra, probabilmente sta meglio adesso di prima, e magari ti guarda dall’alto e pensa a quanto stupido sei a dannarti in quel modo.
Il tuo amico, alla fine, potrebbe anche aver fatto un buon affare
Non deve nemmeno pensare alle farabutte vaccinazioni, e nemmeno a pagare l’ICI sulla seconda casa.
Non sto dicendo che è un bene che sia mancato. Ai suoi cari mancherà moltissimo.
Sto cercando solo di sdrammatizzare il problema.
Non farmi fare discorsi da prete, ma è chiaro che, se stai nel corpo e nella mente legato al materialismo e a niente altro che quello, o anche se invece accetti che uno va eternamente all’Inferno e l’altro va per sempre in Paradiso, c’è davvero di che piangere e disperarsi.
Fine di ogni cosa o anche parcheggio eterno nella gioia e nel dolore, non offrono alcuna consolazione.
Il premier non è perfetto, ma almeno sa cantare e divertirsi con una chitarra
E’ anche per quello che non mi hanno mai sedotto i preti e nemmeno i compagni.
Non mi seduce neanche Silvio, sia ben chiaro, ma almeno lo vedo di tanto in tanto prendere in mano una chitarra. Non gli manca il senso dello humour, e questo è della massima importanza.
Sai che mi disinteresso totalmente delle sue vicende intime e personali che sono cose da rispettare in modo sacro. E sai pure che non approvo i suoi agganci pubblicitari, e nemmeno le mortadelle che si mangia in pubblico e le mascherine che si mette al collo, che sono un piccolo insulto alla sua straordinaria intelligenza imprenditoriale e politica.
Ma, come si suole dire, nessuno è perfetto a questo mondo.
Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma (Associazione Vegetariana Animalista)
- Direzione Tecnica ABIN-Bergamo (Associazione Bergamasca Igiene Naturale)
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articolo a cura di Aldo Vaccaro
Mi stai riconciliando col vegetarianismo
Caro Valdo,
Sto leggendo con piacere, oltre ai tuoi articoli, anche il libro Alimentazione Naturale, sia la parte circolante nelle librerie (riguardante la prima sezione) che la seconda parte ancora inedita.
Ne approfitto per una digressione personale.
Non manco intanto di inviarti col pensiero, ogni volta che ti leggo, un grande grazie, perché mi stai riconciliando col vegetarianismo, dopo anni di rapporto altalenante col medesimo.
Sentivo di essere nel giusto, ma tutti erano coalizzati contro di me
Sono stata infatti vegetariana per 10 anni di fila, ed ho sperimentato sulla mia pelle e sulla mia psiche, imbrogli, ipocrisie, insulti e boicottaggi da parte sia di famigliari e amici, che da parte di medici approssimativi ed incompetenti.
Tutta la gente coalizzata contro.
Tutti come cani ad abbaiare contro il mio metodo di alimentazione opposto al loro.
Ed io, pur ragazzina, sentivo di essere nel giusto.
Anche perché, da quando avevo abbandonato rigorosamente la carne, non prendevo più alcun farmaco come in precedenza.
Niente scelte etiche, e niente opzioni salutistiche ma solo una misteriosa avversione corporale
La mia scelta iniziale, lo ammetto, non fu per niente di ordine etico.
Al limite non fu nemmeno per coscienza salutistica.
Si trattò piuttosto di una improvvisa e sorda avversione a livello di pelle e di organismo nei riguardi di ogni alimento di provenienza animale.
Qualcosa di inspiegabile a livello logico e culturale.
Era il mio corpo che si ribellava, prima che la mia anima ed il mio cervello.
Non c’era verso di accettare cane, pesce, uova, in qualunque forma e quantità essi fossero contenuti, inclusi e nascosti dentro un qualsiasi cibo.
Uno straordinario e quasi radiestesistico potere percettivo
Potevo addirittura individuare una frazione microscopica o polverizzata di carne a causa del puzzo mortale che emanava una determinata sostanza contaminata dalla cadaverina.
Persino i pacchi di biscotti e i panettoni, fatti con le uova, che per gli altri significavano magari profumo dolce e gradevole, emanavano per la sopraffina ricezione del mio detector personale, un’ondata precisa e distinta di odoraccio simile allo zolfo.
Per me la sua carne puzzava di morto, per lui profumava di viole e di margherite
Pensa che nei primi tempi, mi succedeva spesso di riportare la carne al macellaio.
E lui poveretto mi contestava, e diceva che quella carne era perfetta, anche se era disposto a sostituirmela.
Dovetti sembrargli maniaca ed isterica, perché minacciai per tre volte di mandargli dei controlli sanitari, visto che la sua carne puzzava per me a un miglio di distanza, mentre secondo lui profumava di viole e margherite.
In realtà quel macellaio, a parte la sua professione discutibile, era una persona onesta.
Ero io la causa di tutto, col mio strabiliante potere percettivo
Ero io invece che non riuscivo più sopportare e a consumare quel tipo di mercanzia intrisa di sofferenza e di morte.
Non avevo ancora capito di essere dotata di un apparato percettivo fuori della norma, capace di cogliere immediatamente le radiazioni e le vibrazioni negative emesse da quel pezzo di carne, capace di mettersi in sintonia con l’ondata di terrore e di tossine velenose e sconvolgenti che fuoriuscivano dalla fettina che il macellaio mi aveva tranciato, o dal prosciutto crudo che mi aveva pazientemente affettato.
Carente di tutto fuorché di Omega3, solo perché a quel non c’era la moda venale degli eicosanoidi
Da ragazzina, avevo sperimentato diversi problemi seri riguardanti la mia pelle, che appariva disseccata ed opaca.
Tutti in coro unanimi e sicuri di sé a predicare.
Ti manca il collagene, ti mancano le proteine nobili, ti manca il ferro-eme, ti manca la B12.
A quel tempo non si parlava ancora della cavolata del momento, della moda innescata dalla imbrogliante e sconsiderata dieta A Zona, ovvero degli Omega3 inventati dai venali e lugubri mercanti di olio di pesce e di balena.
Solo per quello nessuno mi disse che mi mancavano pure gli Omega3.
Da quando sono quasi-vegana non ho mai avuto una pelle così splendente
Inutile dirti che oggi ho una pelle bellissima, nonostante alcuni segni sul corpo di quella mancanza di collagene dovuta proprio alla carne che essi mi spingevano a consumare e che il mio corpo ipersensibile disperatamente respingeva.
Tant’è vero che, da quando ho cambiato radicalmente alimentazione, diventando vegetariana e a tratti vegana, l’elasticità, la ricchezza di collagene e la bellezza della mia pelle, non sono mai state così evidenti.
Una adolescenza non priva di problemi
Fin da piccolissima, probabilmente per gli omogeneizzati e per il latte vaccino datomi in fase di svezzamento, nonché per le vaccinazioni e le solite improprie diete pediatriche, soffrivo di gravi infiammazioni addominali.
Tutt’ora ne risento, e devo tenere d’occhio il mio intestino, essendo facilmente portata alle coliche.
Ma col mio presente sistema nutrizionale rinnovato e migliorato, ho già risolto il problema al 95%.
Ma quando da bambina mi lamentavo, e riscontravo delle correlazioni tra i cibi balordi e pesanti che mi davano in famiglia e lo stato del mio colon, venivo addirittura derisa apertamente dai medici, mentre in casa mi etichettavano come ansiosa, come troppo concentrata su me stessa, e come ipocondriaca.
Un temporaneo allontanamento dalla frutta e dalla verdura e una spinta al proteico
A un certo punto, essendo a quel tempo la mia alimentazione vegetariana ma non razionale, in quanto comprensiva di latticini e di uova, ho cominciato paradossalmente a degenerare, e a non tollerare più alimenti vegetali, frutta e cereali.
Una specie di vendetta dell’uovo e del formaggio che, da guerrieri proteici entrati in me nel loro Cavallo di Troia, mi spingevano irrimediabilmente a incrementare le proteine e ad accantonare il resto.
Si trattava di una nuova fissazione quasi ipnotica, secondo la quale i cereali mi danneggiavano e la frutta non mi nutriva.
Una continua gran fame e un approdo al pianeta pesce
Devo anche aggiungere che avevo sempre una fame atavica che mi portava, e mi porta tuttora, a consumare quantità indecenti di cibo.
E fu a quel tempo, 4 anni fa, che dopo 10 anni di regime latte-ovo-vegetariano, mi lasciai convincere ad optare almeno per il pesce.
Sviluppo di una certa intolleranza al glutine
Dopo esperimenti ed approfondimenti vari, verificai che, grazie agli errori di percorso a ritmo di latticini, uova e pesce, avevo sviluppato una forte intolleranza al glutine ed ai lieviti chimici.
A quel punto mi ribellai e decisi di riprendere in mano la situazione, reintroducendo gradualmente tutta la frutta e tutta la verdura, ed anche gli stessi cereali escludendo il frumento, ma includendo il glutine del farro, del kamut e di altri).
In altre parole ho ripreso il mio regime vegetariano, avendo sperimentato di persona le differenze nette e marcate tra un regime spurio e un regime pulito.
Oggi sono entusiasta della mia situazione nutrizionale
Al momento attuale ricorro, ma rarissime volte, all’uso di qualche uovo bio (da allevamento a terra) e di qualche scaglia di formaggio di capra o pecora, ed ho presente la possibilità e la necessità di fare un passo in avanti liberandomi pure di tali provvisorie imperfezioni.
Oggi posso dire di essere straordinariamente soddisfatta della mia situazione nutrizionale.
Mi sto infatti alimentando con abbondanti quantità di frutta e verdura, sentendomi sempre più forte!
E devo dire che ci hai messo un po’ lo zampino con una tua tesina del 7/11/08 che mi è molto piaciuta, dal titolo Cibi salvavita e cibi rovina vita: la malaproteina.
Condivisione totale del discorso etico-animalistico
Non vedo l’ora di completare la lettura del tuo testo di base per inserirmi stabilmente nella visuale
globale della salute che stai proponendo.
Per quanto riguarda il discorso etico ed animalista, lo condivido fino in fondo, e basterebbe quello da solo a supportare l’intera scelta di campo.
Ma non voglio toccare questo argomento, altrimenti allungherei in modo eccessivo il mio messaggio.
Impietosi attacchi dai vegani quando abbandonai temporaneamente il veganismo
Concludo dicendo che il profondo grazie che ti sto mandando, e che puoi pubblicare a vantaggio di chiunque abbia problemi simili ai miei, è dovuto al fatto che tu, a differenza di tanti vegani ai quali mi ero rivolta inizialmente per chiedere supporto e consiglio, hai capito perfettamente la mia situazione.
Da qui l’importanza e l’originalità del tuo testo e della tua filosofia tendenziale.
Avevo chiesto consiglio al veganismo in rete, confessando che non ce la facevo ad andare avanti con frutta, verdura e cereali, e che stavo per inserire il pesce nella mia dieta.
Venni attaccata senza pietà e senza esitazione come fossi una traditrice della causa, come una irresponsabile assassina.
Una povera ragazza tra due fuochi
Cosa può fare una povera ragazza in quelle condizioni.
Da una parte il sistema famigliare e il sistema medico che ti spingono a cadaverizzarti, e ti inculcano la necessità insopprimibile di inserire la bistecca e la proteina nobile e sostanziosa, e persino a nascondere la tua interna propensione ideale al veganismo, portandoti verso il baratro del malessere e della malattia.
Dall’altra gli stessi vegetariani che si scagliano quasi come degli sciacalli contro chi sgarra, senza comprendere le motivazioni che a volte esistono alla base di certe scelte magari sbagliate.
Grazie di cuore per aver letto la mia storia personale fino a questo punto.
Ora devo scappare, dato che c’è molto da lavorare,
Con tanta simpatia
Camilla Ripani
Responsabile Articoli e Video gruppo Anima – NonSoloAnima TV, Galleria Unione 1, 20122 Milano
www.NonSoloAnimaTV, c.ripani@nonsoloanima.tv, Tel 02-89280666
L’importanza di sapersi mettere e rimettere in discussione
Ciao Camilla,
Pur essendo nel fiore della tua giovane vita, hai già evidenziato molte tensioni, molte vicissitudini alimentari e filosofiche, con crisi, problemi, cambiamenti, ripensamenti.
Saper cambiare, sapersi rimettere in discussione, non è affatto simbolo di precarietà e di instabilità, ma soltanto di grande intelligenza e umiltà, di flessibilità mentale, di libertà dai condizionamenti e dai dogmi interni ed esterni.
Aver influito su una persona ribelle, scettica e non facile da convincere, quale tu sei, mi galvanizza e mi riempie di ovvia soddisfazione.
Una testimonianza di enorme valore per la gente
La tua testimonianza per me vale come 1000 e più lettere di plauso per quanto sto portando avanti a livello culturale.
Non finirò dunque mai di ringraziarti per questo tipo di testimonianza doc, non richiesta e non sollecitata, e nemmeno immaginata, con tanto di firma.
Qualcuno dirà che si tratta di un gioco interno per spingere il successo del mio libro, edito dal gruppo Anima.
L’Anima ha centinaia di autori e migliaia di titoli da seguire.
Figurarsi se si mette a perdersi in questo tipo di quisquiglie, creando poi discriminazioni e antipatici favoritismi verso un autore piuttosto che un altro.
Sei dotata della capacità di cogliere ogni minima contaminazione
La cosa più interessante è che sei finalmente approdata al giusto lido del veganismo, quello che rispecchia esattamente, più ancora che negli altri, il vero ed autentico essere umano.
Sei una persona dotata per natura della sensibilità e dei livelli percettivi adatti a capire se stessi al di fuori di ogni impostazione ideologica, culturale e nutrizionale. Sei in altri termini una sensitiva.
Solo così si spiega la tua capacità di captare presenze minime di contaminazione cadaverica ed animal-proteica nei cibi.
Coscienza e capacità non comuni di saper analizzare correttamente il proprio corpo
La tua capacità poi di raccontare e fare una traccia storica precisa del tuo curriculum nutrizionale, collegandolo ai tuoi disturbi alterni ed alle tue turbe psicologiche, rivela doti di auto-lettura ed auto-analisi fuori del comune. Questo significa avere piena coscienza del proprio corpo.
Significa sapersi analizzare in modo corretto, supportati da una bussola efficiente, o comunque da un valido strumento di navigazione.
La fame non è un difetto, ma un segnale di trascuratezza precedente verso le proprie cellule
Una sola cosa mi preme aggiungere. Quando dici di godere di una fame atavica ed indecente, lo fai quasi con imbarazzo e senso di colpa, al pari di qualcuno che sta rivelando qualche sua segreta ed inconfessabile colpa.
Invece io vedo in quella fame un normalissimo segno di salute, un sintomo di reattività autentica e naturale a una serie di trascuratezze precedenti.
Vietato sottoporsi a regimi sotto-calorici, sotto-vitaminici, sotto-minerali, sotto enizimatici e
sotto-vibrazionali
Non si tradiscono impunemente le proprie cellule ed il proprio corpo, mangiando poco e mangiando cibi droganti e cibi spazzatura.
Non lo si ingiuria e lo si tratta male, costringendolo alla fame ed alla penuria, imponendogli un regime sotto-calorico, sotto-vitaminico, sotto-minerale, sotto-enzimatico, sotto-vibrazionale.
Questo si può fare, in modo costruttivo, solo nell’ambito di un pianificato digiuno igienistico, mirato ad espellere delle tossine e ad avviare un nuovo tipo di dieta fruttariano-vegana tendenzialmente ed intelligentemente crudista, conforme cioé al disegno gastrointestinale dell’essere umano.
Vietato denutrire e mettere a carestia il proprio sistema cellulare
Non si appesantisce l’organismo di proteine e grassi sbagliati che lo portano a stati putrefattivi e fermentativi che implicano una rottura dell’equilibrio nutrizionale, ed un affamamento sistematico dell’intero sistema, una denutrizione ed una carestia prolungata delle proprie cellule.
Il giorno dopo, o la settimana dopo, o il mese dopo, il proprio corpo si vendica e si ribella, reclama il cibo di oggi ed anche quello di ieri.
Ed in più tende a reclamare compensazioni in termini di carboidrati comodi, veloci e sbagliati, tipo grassi animali saturi e zuccheri morti, che sono tutte sostanze a veloce rilascio di energia distorta, di stimolazione e di forza glicemica sbilanciante.
Sensazioni provate nell’ultimo meeting alla ABIN di Bergamo
Provengo dalla conferenza di Bergamo di ieri 31 Ottobre alla corte di Carmelo Scaffidi, ovvero dall’apparente modesto palcoscenico dell’ABIN, dove c’è tanto da insegnare e tanto da imparare, proprio per causa della scarsa coesione ideologica e della insufficiente convinzione che si evince e si coglie negli incontri e nei dibattiti che ivi si tengono, nonostante il continuo e costante sacrificio di un presidente-missionario che sta mettendo corpo e anima a favore della causa.
Alcune evidenti carenze servono da lezione e da insegnamento. Come dire che la miseria insegna.
Non tutto il male finisce per nuocere.
Gli spropositi, i dubbi sulle questioni fondamentali e le interpretazioni spesso fuoriposto che ivi si colgono, indicano soltanto un vagare libero e disordinato del pensiero e del ragionamento, una certa quale carenza di rigore nell’impostazione scolastica del gruppo.
Se manca a volte rigore, precisione e coerenza a livello di insegnamento, se mancano gli strumenti intellettuali, ma anche finanziari ed economici, per portare a un più alto livello qualitativo l’azione della Scuola, essa non può certamente decollare verso sponde più ambite e desiderabili sia per i dirigenti che per i soci.
La solitudine e l’isolamento ingiusto di una persona ammirevole
Non si può lasciare un uomo solo e abbandonato nella sua lodevole ed eroica missione a favore dell’umanità che lo attornia, negandogli tutto l’appoggio e tutti i mezzi di sostegno che egli meriterebbe, centellinando la collaborazione ed elemosinando i contributi associativi.
La ABIN sta in pratica facendo quello che i medici non fanno.
Sta insegnando alla gente cos’è la salute e come si perviene ad essa con metodi naturali.
Meriterebbe aiuti della regione lombarda, dalla provincia di Bergamo e dello stato, altro che sopravvivere a livello di boccheggiamento.
L’obiettivo perseguito da Scaffidi è di tipo esclusivamente benefico
Qualche piccolo errore terapeutico di percorso in direzione di un integratore minerale da usarsi solo nelle emergenze, e magari adoperato con eccessiva fiducia ed indulgenza perché qualche premio Nobel lo ha magari magnificato, ci può anche stare.
Ma nessuno al mondo può mettere in dubbio l’assoluta buona fede di Scaffidi, e nemmeno la sua umiltà, la sua voglia di verità e non di dogmi, da qualunque parte essi provengano.
A lui interessa fare del bene al prossimo, niente altro che quello.
Un brillante e generoso intervento del professor Franco Libero Manco
L’intervento, come al solito brillante e perentorio di Franco Libero Manco, giunto all’ABIN con venti minuti di ritardo in auto da Roma con la signora Rossana, ha chiarito in modo dettagliato le posizioni della AVA sia sul piano dell’animalismo che su quello igienistico.
La disponibilità e la generosità del massimo esponente italiano del Movimento Vegetariano, dopo 7 ore di autostrada, saltando il pranzo, per mettersi a disposizione gratuita di una trentina di persone lombarde, e tornare a Roma sobbarcandosi altre 8 ore di viaggio, non vanno sottaciute.
Franco, ha fatto un discorso memorabile, da persona sinceramente devota alla causa ed anche da impareggiabile oratore quale è, mettendo in evidenza la necessità di amare il creato in modo universale, includendo ogni essere, ogni foglia, ogni espressione della volontà divina.
La contestazione pungente di un agricoltore cattolico
Ma uno del pubblico, agri-frutticoltore ed esponente pure di una comunità cattolica, ha contestato quella visuale, secondo lui troppo ideale e teorica, non trovando di meglio che sostenere una sorda ma netta opposizione. Nel suo campo i lumaconi rossi gli mangiano ogni foglia edule e vanno sterminati, mentre, sui rami dei suoi frutteti, sciami di calabroni gli divorano ogni frutto, per cui la natura è fatta di esseri che dominano e di esseri che devono essere massacrati senza troppa pietà, per cui con la logica si arriva pure alla giustificazione dei macelli, delle guerre, delle dominazioni dei più forti sui più deboli.
Una diplomatica ciambella di salvataggio
Ho dovuto lanciare una diplomatica ciambella di salvataggio, dicendo che c’era sicuramente della logica nelle sue osservazioni, e che io stesso, pur condividendo al 100% le posizioni di Franco Libero, non mi faccio scrupolo dall’eliminare ogni zanzara che ha l’ardire e l’insistenza di ronzarmi attorno.
Aggiungendo però che c’è uccisione ed uccisione, e che diverso è il livello di valenza assassina tra difendersi da una fastidiosa zanzara (che vive in tutto pochi giorni), da un vorace calabrone, da un dannoso lumacone e da una formica rossa, o al limite da una belva che ti sta attaccando, e lo sgozzare degli animali complessi e a sangue caldo, che attendono da noi una meritata comprensione, una parola buona ed una carezza, al pari e di più del gatto e del cane che trattiamo come amici e come parte della nostra vita, e non certo un vile atto di alto tradimento.
Le madri bovine piangono lacrimoni per giorni quando vengono derubate delle loro creature
Animali che guardano, pensano, amano. Madri mucche che soffrono e piangono disperate per giorni e giorni al pari di noi, quando gli viene sottratto cinicamente il proprio vitellino.
Bovini, suini, gallinacei che hanno un’anima al pari di noi, e che vengono destinati aprioristicamente per ingrata sorte al martirio ed al macello, prima ancora di nascere, creando nel contempo infelicità, disastri psicofisici e sofferenze insopportabili ed inaudite anche per gli stessi aguzzini bipedi, tra chemio, espianti e trapianti nei peggiori reparti ospedalieri.
Cambio repentino di argomento e passaggio al problema della fame e dell’energia vitale
Quando poi è stato il mio turno a parlare, ho affrontato proprio il problema della fame, dicendo che essa è una cosa seria, visto che senza carburante la nostra macchina sbuffa, borbotta e non va avanti.
Ho aggiunto che Dio ci ha dato grandi polmoni ed un capiente apparato gastrointestinale, per cui occorre adoperare al meglio i nostri organi.
Le tre fasi del metabolismo necessario a produrre vitalità
L’energia vitale è un fatto di nutrizione, di metabolismo efficiente, ed è composta da 3 fasi.
La prima fase sta in quello che mettiamo dentro, in quello che anabolizziamo, assimiliamo ed assorbiamo, con l’aiuto di bocca, naso (e polmoni), occhi, orecchi, cuore ed anima, quello cioè che captiamo dentro e fuori di noi.
La seconda in quello che emettiamo e catabolizziamo, e che deve essere eliminato prontamente e regolarmente (aria viziata, svuotando i polmoni alla perfezione, cioé del tutto; acque stanche-usate-urinate ed escrementi, svuotando il colon con precisione e regolarità cronometrica).
La terza è quello che produciamo di utile per noi stessi e per gli altri, per chi sta vicino e lontano, per la natura e gli animali, visto che non siamo in questa terra per vegetare o fare come i gamberi, ma per migliorare e migliorarci, per evolverci, per fare dei passi avanti.
Gli ingredienti basilari della salute e dell’energia vitale
Aria, sole, acqua, frutta, cibi della specie (non crudeli e non costipanti), movimento fisico e attività aerobica, riposo, meditazione, motivazione ed entusiasmo, amore per se stessi e per gli altri, hanno concluso, quali ingredienti basilioari della salute, questa seconda sessione del meeting.
Per rafforzare le perplessità che emergono regolarmente ogniqualvolta si parla a favore della frutta come cibo al centro della dieta umana, e che ti fanno guadagnare un’immeritata patente di estremista, ho citato pure gli esperimenti dell’ingegnere francese Simoneton che, dotato di contatore Geiger, di camera ionizzante di Wilson e biometro di Bovis graduato in Angstrom (unità di misura delle lunghezze d’onda), ha dedicato 20 anni di intensive ricerche alle qualità radianti e vibrazionali del cibi.
La scala vibrazionale delle onde radianti
L’ossidazione cellulare avviene in contemporanea col crearsi di una minuscola corrente elettrica di un 50-milionesimo di Volt all’interno di ogn i cellula.
L’elettricità e la vitalità del sistema cellulare derivano proprio da questo.
L’elettricità in effetti non è altro che un’onda di elettroni costretti a muoversi da atomo ad atomo.
I valori delle onde radianti vanno dai massimi e ottimali livelli dell’infrarosso (7600-9000 Angstrom), al rosso (6200-7600 A), all’arancio (5900-6200 A), al giallo (5800-5900 A), al verde (5200-5800 A), al blu (4500-5200 A), al violetto (3900-4500 A), all’ultravioletto (3000-3900 A) e ai raggi X (600-3000 A).
Questi colori non vanno confusi col colore esterno dei cibi.
Una sostanza può benissimo apparire rossa all’occhio ma emettere radiazioni blu o viceversa.
La frutta e la verdura crude ancora una volta ai vertici della salute
Ebbene, gli alimenti catalogati come benefici e superiori, sono risultati quelli superiori ai 6500 Angstrom, guarda caso frutta e orgaggi crudi.
Gli alimenti accettabili (definiti di appoggio o di compromesso), inclusi nella gamma 3000-6500, sono risultati le verdure appena scottate, l’olio, il pane integrale, alcuni latticini crudi e non fermentati, il vino non pastorizzato (e qui il Simoneton, da bravo francese non poteva scontentare del tutto i produttori di Camenbert e di Beaujolais), mentre gli alimenti inferiori (da 3000 A in giù) sono risultati essere le marmellate, il pane bianco, le carni e i salumi, il cioccolato, il the ed il caffè.
Gli alimenti morti e privi totalmente di vibrazioni sono i liquori e l’alcol, le conserve, i prodotti di pasticceria, le merendine, i dolciumi, le bevande zuccherate e gassate.
Cosa significa in termini di sostanze, di reazioni biochimiche e di collocamento nutrienti, il semplice morso di una modesta mela
Non ho mancato di citare, in ossequio alle ricerche di David Reuben (vedi suo testo-chiave Everything you always wanted to know about nutrition), le insospettabili e straordinarie caratteristiche di una semplice mela, a cui la gente attribuisce in genere la semplice dotazione di acqua e zucchero e qualche vitamina.
Morsichi una mela e 191 sostanze chimice conosciute, più altrettante ancora ignote, scatenano nel tuo corpo 1300 reazioni chimico-enzimatiche per disintegrare le sue molecole e piazzarle nei punti più consoni del corpo umano, con la pectina che va in zona intestino, il retinolo o vitamina A che va alla retina in zona oculare, col licopene che va ai genitali a contrastare i radicali liberi, con le antocianine che vanno a rinforzare la fragilità dei capillari, e così via per 1300 volte.
Tutte queste reazioni avvengono in forza della crudità naturale del prodotto e della sua reattività bio-chimico-elettrica-vibrazionale, che con la cottura sparirebbero.
Centosessantamila specie eduli diverse nel pianeta Terra, messe a disposizione da un creatore divino e previdente, ma ignorate e disprezzate da una popolazione presuntuosa e sciancata
Il discorso vale ovviamente per tutte l’altra frutta e le verdure, che nell’assieme totalizzano 160 mila diverse piante eduli del pianeta.
Il discorso vale per il caco e il mango, il nespolo, la castagna e l’uva, ma anche per le foglioline della stevia, o pianta peruviana dello zucchero, che nessuno da noi conosce.
Mastichi una sua fogliolina verde ed è come mettere in bocca un cucchiaio di zucchero, col dolce e gradevole sapore che ti rimane per alcuni minuti.
Sistema immunitario e sistema digestivo umano disegnati solo e sempre dal Padreterno, non certo dalla GlaxoSmithKline o dalla Manzotin
Come il sistema immunitario umano non è stato disegnato dalla Glaxo, dalla Pfizer, da Donald Rumsfeld o dal micidiale manipolo farmaceutico Sanofi-Baxter-Roche-Novartis-Bayer, così il nostro sistema digestivo non è stato disegnato dalla Buitoni e dall’Alemagna, ed ancor meno dalla Cremonini, dalla McDonalds, dalla Simmenthal o dalla Manzotin.
Questo lo avevo detto il mese scorso alla Conferenza di Roma del 24/9 presso l’AVA, per far capire alla gente tuttora incredula e sconvolta di fronte a questi fatti, che la vera nutrizione è determinata da quello che ha disegnato il Padreterno e non da chi disegna e sforna a ripetizione menù e piatti farabutti in televisione, a vantaggio delle multinazionali del sangue rosso e del sangue bianco (latte), dei farmaci e degli integratori, del caffè e delle pastiglie di balena e delfino, chiamate Omega3.
La mano divina è invece rintracciabile in ogni dove
La mano di Dio è rintracciabile invece in ogni punto del nostro corpo, in ogni caratteristica positiva della frutta, in ogni reazione biochimica all’interno del corpo umano.
Nel contempo, quello che non va bene per noi, rivela la sua incompatibilità in continuazione.
Reazioni tipo la leucocitosi, la putrefazione gastrointestinale, l’avvelenamento uricemico e l’osteoporosi da acidificazione del sangue, nonché le stesse crisi ossidative culminanti nei radicali liberi, sono tutte prove eclatanti dei danni causati dai cibi sballati che la gente va disinvoltamente consumando, e dai farmaci-vaccini-integratori che va disinvoltamente assumendo, avviandosi a disintegrazione e rovina precoci.
Reazioni di scetticismo anche da parte di un segretario non sempre sereno e coerente
Anche qui la reazione è stata quella solita.
Un grande applauso da parte di una decina di ospiti arrivati da Milano, ma alcuni interventi improntati allo scetticismo, e tutti di marca bergamasca.
Lo stesso Donato Milone, segretario del gruppo ABIN, aveva tante cose importanti da ridire, alcune valide altre meno, al punto di innescare delle polemiche interne tra il pubblico.
Pretendere da me articoli più brevi (sua personale richiesta), puntando a manifesti elettorali più che a tesine d’impronta scientifica, può essere un punto di vista.
Insistere invece sulla innocenza e sulla quasi-necessità di mangiarsi disinvoltamente cadaverina nelle cene conviviali, e di cedere alle endorfine, cioè alla gioia che dà il bicchiere di vino dopo una buona bistecca, può andare bene per il comune uomo della strada, e non certo per il segretario di una scuola di igienismo naturale e dello spirito etico-animalistico che ogni iniziativa salutistica deve per forza comportare.
Nessun intento polemico o distruttivo, ma solo un invito a fare dei passi avanti
Sappia Milone che questo non è un missile reattivo nei suoi confronti.
Mi sta benissimo che lui rimanga alla segreteria della ABIN, né vorrei usare la stima che ha Scaffidi nei miei riguardi per condizionare la struttura organizzativa dell’associazione, però qualche passo evolutivo è lecito attenderselo anche da parte sua.
Le divagazioni e le deviazioni verso la macrobiotica e le alternative giapponesi
Una giovane signora di Bergamo è intervenuta contro l’enfatizzazione della frutta, che per lei vale una volta al giorno al massimo, e non come punto centrale dell’alimentazione umana, corroborata in questo da una scuola orientale di matrice giapponese, vicina alla macrobiotica, che comporterebbe delle formule nutrizionali valide ed alternative sia al carnivorismo che al fruttarianesimo occidentale.
Ho ribadito che i giapponesi sono i meno indicati al mondo ad insegnarci qualcosa in fatto di cibo, mentre in fatto di arti marziali e di elettronica sono incomparabili.
Lei ha insistito dicendo che non saprebbe dove mettere tutta quella frutta, dal momento che un caco la sazia per tutta la giornata.
La formula benefica e straordinaria dell’esperimento salva-cancro five-per-day di Cambridge
Ho ribadito che i 5 pasti sazianti di sola frutta al giorno, secondo l’esperimento di Cambridge, che tutti continuano a non conoscere e a non rispettare, sono criteri di medici e non di vegani-fruttariani.
Tali criteri sono stati elaborati in semplice funzione salutistica anti-cancro ed anti-cardiopatia, e sottintendono comunque una riduzione notevole dei criteri riscontrati dal dr Boyd Eaton (autorità mondiale in fatto di alimentazione paleozoica, per le sistematiche analisi con carbone radioattivo negli escrementi pietrificati delle tribù umanoidi del paleozoico), dove la quota di sola frutta era di ben 12 volte al giorno.
L’inserimento della frutta 5 volte nella giornata non pone nessuna difficoltà, partendo dalla prima colazione delle 7, alla seconda delle 9, alla terza delle 11, alla prima merenda delle 17, alla seconda merenda delle 19.
Una bella carica di frutta e di micronutrienti rende pranzo e cena momenti di leggerezza, senza i drammi e le insidie delle indigestioni
Questa carica di preziosi nutrienti che includono per ordine di importanza acqua biologica zuccherina, minerali organicati, vitamine naturali, enzimi, ormoni, fitochimici colorati, vibrazioni, magnetismo, proteine vegetali e acidi grassi polinsaturi, rendono poi i due pasti principali a pranzo (ore 13) e cena (ore 19 e 30) necessariamente più semplici e leggeri, con una abbondante quota di vegetali crudi e di germogli alternati tra pranzo e cena, seguita da un piatto naturale di sostegno ed anche di possibile compromesso, che può includere patate e zucche, cereali e legumi, pannocchia cotta nel suo cartoccio, o persino pasta integrale al pomodoro o pizza alle verdure, o minestrone di verdure cotto ai minimi termini non oltre 16-18 minuti.
La magica crema di avena e i gustosi panini vegani
L’inserimento di una porzione di crema di avena e di farine di semi tipo sesamo, lino, girasole, zucca, oppure di un piatto di pop-corn e banana, anche al posto di una quota di frutta, può servire a soddisfare ancora di più la fame emergente che si nasconde nelle viscere di ognuno di noi.
Il ricorso a dei panini integrali, spalmati di crema di olive, di carciofi o di avocado naturale, e riempiti di verdure verdi e germogli, o di qualche noce, può sostituire benissimo, soprattutto quando si è in viaggio, il pranzo e la cena. Nessuno deve stare a corto di nutrizione e a corto di calorie, pena la caduta nel tuffo notturno sulla nutella, nel tuffo sul grasso e sul montasio, nel tuffo disastroso sul salame.
Il ricorso sistematico alla frutta assortita evita di dover ricorrere all’abominevole e disgraziato ricorso alle integrazioni e alle supplementazioni, cioè alle stampelle biochimiche
Una manciata al giorno di frutta secca assortita (mandorle, noci, nocciole, pinoli, arachidi) provvede poi a completare totalmente l’apporto minerale, incluso il troppo celebrato magnesio, che deve essere preso solo ed esclusivamente nell’ambito dei minerali organicati e dei minerali raggruppati, e non inseguito individualmente, pratica questa addirittura abominevole di apparente ed illusoria efficacia, da parte di certi medici e di certi terapeuti, a volte incluso i più onesti, ispirati e devoti alla causa, come lo stesso Carmelo, quando si muove al di fuori del vero e limitatissimo intervento d’emergenza.
Su questo problema del magnesio sto preparando una tesina specifica a parte, data l’importanza dell’argomento.
Una lezione di vita e di igienismo, meritevole probabilmente di grande diffusione
La tua confessione dettagliata e circostanziata, cara Camilla, è di per sé un’autentica lezione di vita e di igienismo. Ecco allora che ho inserito tutto questo discorso sulla fame, facendo di questo documento una ulteriore tesina di approfondimento e di riflessione, e non un manifesto elettorale e propagandistico che lascia il tempo che trova senza convicere nessuno, come pretende il segretario della ABIN.
Non è la lunghezza di un articolo a determinare la sua agilità e la sua incisività, ma la sua capacità di sviscerare ogni aspetto di quanto esso tratta, ovvero la sua portata qualitativa.
Nessuno mi venga più a dire troppo corto o troppo lungo.
Mi dica solo comprensibile o non comprensibile. Utile o dannoso. Gradito o sgradito. Costruttivo o distruttivo.
Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma (Associazione Vegetariana Animalista) http://valdovaccaro.blogspot.com/
- Direzione Tecnica ABIN-Bergamo (Associazione Bergamasca Igiene Naturale)