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Salute fisica

3 March, 2010 by pomodorozen Categories :
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Liberare l’energia interiore – le 12 regole

1) Cantate

Non fa niente se siete stonati come campane arrugginite. Cantare permette all’energia che è dentro ognuno di noi di vibrare. Non importa se quel che cantate è un brano d’opera o una polka. Cantare è una forma di preghiera musicale che ci permette di sentire la nostra unità con Dio.

2) Rilassatevi e lasciate andare

Stringete forte le vostre mani a pugno. Sentite la tensione negli avambracci, nelle mani stesse e nelle spalle. Quindi fate un bel respiro e, mentre espirate, rilassate le dita, rivolgete le palme delle mani al cielo e lasciate andare tutta quella tensione. Sentite quanta meno energia ci voglia per lasciar andare che per trattenere.

3) Distaccatevi dalle vostre emozioni

Visualizzate le vostre emozioni, attribuendo loro dei colori. Per esempio, rosso per la rabbia, porpora per la passione, blu per la tristezza, qualunque cosa funzioni per voi. Quindi, ammucchiate tutte queste emozioni colorate nell’angolo della stanza in cui vi trovate e rendetevi conto che non siete quelle emozioni, le provate soltanto. Quando vi rendete davvero conto di questo, le emozioni non hanno più il potere di controllarvi, e perciò potete essere più obiettivi e risolvere più rapidamente le situazioni emozionali negative.

4) Apritevi alla verità

Talvolta la verità ci fa paura. Ci sono magari dei cambiamenti che non vogliamo affrontare. In situazioni del genere, provate allora questa affermazione: “Sono aperto e ricettivo allo spirito di verità vivente di Dio”. In realtà, siamo tutti figli di Dio, pieni di gioia e di prosperità. E questa è davvero una verità che, come diceva Gesù, ci rende liberi.

5) Smettetela di sentirvi in colpa

Se avete fatto qualcosa che non vi sembra giusta, correggetela. Scusatevi. Compensate chi ha eventualmente subito un torto da voi. Se invece vi sentite in colpa per abitudine, è opportuno cambiare il modo di pensare che è alla base di questo atteggiamento. Finché vi prendete cura di voi stessi con la compassione e sensibilità per i sentimenti degli altri di cui siete capaci al momento, non avete nulla di cui sentirvi in colpa. Il senso di colpa è una delle forme di energia più basse, e ci tiene separati da Dio, bloccando l’amore e la fede.

6) Smettete di combattere le vostre paure

La maggior parte di noi prova paura. Ciononostante, la prima cosa che facciamo è cercare di convincerci che non dovremmo mai provare paura. In realtà, la paura è uno strumento che ci porta più vicini a Dio, perché quando proviamo paura e riusciamo a superarla attraverso la fede in Dio, allora sentiamo il nostro potere creativo in unione con quello divino.

7) Respirate

Provate questa antica tecnica indiana chiamata Nadi Sodhana. Mettetevi seduti comodi con le gambe incrociate e sollevate la mano destra verso il naso. Chiudete le narici con una sorta di pinza formata dal mignolo e dal pollice. Liberate la narice sinistra togliendo la pressione del mignolo e inspirate per circa 10 secondi. Quindi chiudete di nuovo la narice sinistra con il mignolo e aprite la destra rilasciando la pressione del pollice. Fatto questo, espirate per lo stesso numero di secondi. Ripetete questo esercizio per quanto tempo volete. E’ in grado di bilanciare i livelli di ossigeno e di anidride carbonica, rilassando ogni organo e riequilibrando i livelli di energia.

8) Preparatevi

Trascorrete un pomeriggio a scegliere i libri da colorare, i pennarelli da usare, oppure la corda da saltare. Non prendete nulla che implichi competizione, soprattutto con voi stessi. Quando vi sentite di giocare, è necessario che abbiate gli strumenti giusti. Sappiate che ci saranno dei giorni in cui non riuscire a tenere a bada lo stress, ma anche che disponete comunque di modi per scaricarlo.

9) Non siate ossessivi

Quando il nostro cuore desidera qualcosa, è facile lasciarsi ossessionare da essa. Molti usano tecniche di visualizzazione per manifestare i loro desideri. Si tratta senz’altro di uno strumento meraviglioso, ma attenti a non passare dalla visualizzazione all’ossessione, altrimenti l’energia si blocca. Se non ci manteniamo aperti, non possiamo ricevere ciò che Dio ha in serbo per noi. Quindi, visualizzate pure quel che credete di volere, ma aggiungete alle vostre affermazioni questa frase: “Che possa manifestarsi questo o qualunque altra cosa sia meglio per me”.

10) Smettete di gareggiare.

In verità, soltanto noi stessi abbiamo il potere di sabotarci. E non esiste la competizione. C’è il bene in abbondanza per tutti, e nessuno può togliervi niente, perché il bene che vi spetta vi appartiene già per diritto divino. Sappiate questo, accettatelo, e non vi preoccuperete più di gareggiare con nessuno.

11) Ballate

Muovere il corpo permette davvero all’energia bloccata dentro di noi di sbloccarsi. Scegliete un brano musicale che non riuscite ad ascoltare senza battere i piedi, quindi alzatevi e lasciate che il vostro corpo si muova liberamente a tempo di musica. Schioccate le dita, muovete il collo, le braccia, i fianchi e le gambe. E non preoccupatevi di come potete apparire: state offrendo una preghiera musicale a Dio. Se vi sentite particolarmente coraggiosi, provate a ballare nudi sotto la pioggia. E’ una cosa straordinaria.

12) Spegnete la televisione

Guardare la televisione fa sì che la vostra energia rimanga inerte. Fate qualcos’altro allora. Leggete un buon libro, prendetevi cura di voi stessi in qualche modo. Non c’è nulla di male nel guardare un po’ di televisione ogni tanto, ma gran parte delle cose che vengono trasmesse sono negative: violenza, dettagli di come le persone si fanno reciprocamente del male. Che tipo di energia positiva pensate che tutto questo possa portare nella vostra vita?

<12 regole per liberare l’energia interiore>

(di Staci Backauskas)

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16 December, 2009 by pomodorozen Categories :
Claudia Rainville
Felicità
Salute fisica
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Responsabilità della propria salute e felicità

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Non possiamo parlare di Metamedicina senza tener conto della legge di responsabilità, giacchè essa costituisce la condizione di base per una vera guarigione.

Intuitivamente, sapevo che gli essere umani possiedono la capacità di sviluppare la malattia sia attirando l’agente infettivo mediante la frequenza vibratoria, sia destabilizzando le molecole delle proprie cellule, consentendo in tal modo lo sviluppo di una patologia. Ma quando mi azzardavo a proporre questa ipotesi, tutti mi deridevano.
Il Mahatma Gandhi diceva: “L’errore non diventa verità solo perchè si propaga e si moltiplica. E la verità non diventa errore solo perchè nessuno la vede.”

Assumere la responsabilità di ciò che viviamo significa riconoscere e accettare che i nostri pensieri, i nostri sentimenti, i nostri atteggiamenti – proprio come lezioni da imparare nella nostra evoluzione – abbiano dato luogo sia alle situazioni felici ed infelici in cui ci siamo imbattuti sia alle difficoltà o alle gioie che viviamo attualmente.
Quando dico che essere responsabile della situazione significa che mi riconosco quale creatore di ciò che vivo, non intendo insinuare che ho creato deliberatamente una situazione gradevole o sgradevole, ma che bisogna accettare e riconoscere che i nostri pensieri, il nostro sentire, i nostri atteggiamenti o le lezioni che è necessario integrare nella nostra evoluzione, hanno generato le situazioni felici o infelici che ora stiamo vivendo.

La legge della responsabilità, di conseguenza, non ha nulla a che fare con il merito o la punizione, con la fortuna o la sfortuna, con la giustizia o l’ingiustizia, oppure con la colpa: riguarda solo il concatenarsi delle cause e degli effetti.
Non siamo forse liberi di accettare una convinzione o rifiutarla?
Di scegliere le parole di cui ci serviamo? Di interpretare una parola o una situazione?
Non siamo forse liberi di odiare o amare? Di accusare o comprendere? Di dire del male o del bene?
Non siamo forse liberi di guardare la verità in faccia o di mentire a noi stessi? Di reagire o di agire? Di alimentare la paura o di avere fiducia?

SI, siamo liberi di pensare, di provare sentimenti, di avere le nostre convinzioni, i nostri atteggiamenti, di fare le nostre scelte.

Sebbene abbiamo, tutti quanti, questa libertà intera, non possiamo sfuggire alle conseguenze di ciò che scegliamo di dire, fare, credere ….
Nulla è frutto del caso …

Metamedicina Ogni sintomo è un messaggio – Claudia Rainville

4 December, 2009 by pomodorozen Categories :
Salute fisica
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La salute del corpo

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- Paramahansa Yogananda -

Dalle Lezioni della Self-Realization Fellowship (grado II – L.39) riportiamo alcuni consigli di Paramahansa Yogananda sulla cura del corpo fisico, tramite la forza mentale.

* Legge divina di guarigione *

La vita di tutta la materia, come anche di ogni creatura vivente, dipende innanzitutto dall’energia cosmica vitale immanente e dalla luce del sole esterna. Le malattie iniziano quando queste due grandi energie cessano di penetrare nell’organismo con forza sufficiente a mantenere una buona salute. Ecco la ragione per cui si debbono conoscere i differenti canali attraverso i quali queste energie possono penetrare in forma piu’ efficace nel corpo. Oltre alla potenza individuale della forza vitale, come pure di quella solare, vi sono, poi, delle complesse reazioni tra di esse da considerare. Si tratta delle reazioni tra i due poteri della luce solare e della forza vitali miscelati; causa di sostegno del corpo umano.

Il dubbio, la fatica mentale, la tristezza, l’indifferenza, il fastidio, il timore, il nervosismo, la timidezza, la pigrizia mentale e fisica, il troppo indulgere alle cose, la vita senza un metodo, la mancanza di interessi e di iniziative creatrici rappresentano agenti di contrasto, che rendono impossibile all’energia cosmica di accordarsi con la nota umana. Lavorando con interesse, con il desiderio di aiutare il prossimo, con ambizione spirituale creatrice, calma, valore; con atteggiamento invincibile, tolleranza, pazienza e pace si creano dei forti atteggiamenti, attraverso i quali l’energia cosmica puo’ dare il suo aiuto.

La legge seguente e’ conosciuta solo da pochi; ma, ancor meno la mettono in pratica:

in modo continuo che il proprio corpo e’ ricco di vitalita’ – specialmente nei momenti in cui esso e’ debole – si sara’ dato un inizio ad un’intento nuovo, segreto ed invisibile, per vitalizzare se stessi.>

Realizzate tramite la meditazione – che sviluppa l’intuizione e conferisce al devoto una

Comprendete a fondo che solo il pensiero e la conoscenza esistono come realta’ permanenti. La materia puo’ venire conosciuta solo attraverso le idee; fate lo sforzo di capire come, di conseguenza, nelle vostre attivita’ non state utilizzando energia, ma di energia; o, .

Per questa ragione non dovrete mai sentirvi debilitati fisicamente, mentre starete continuamente estraendo energia ed entusiasmo dai vostri pensieri.

………………

* Eseguite sempre i vostri doveri con attenzione ed equilibrio *

Eseguite sempre i vostri compiti, sia minori che maggiori, con una profonda cura, ricordandovi che Dio stimolera’ sempre ogni sforzo che valga la pena voi compiate; e che state agendo con l’intento di realizzare una nobile ambizione. Se sarete convinti che Dio vive nelle vostre azioni, mentre praticate quelle nobili, la Sua incessante energia cosmica penetrera’ nei vostri corpi. Ed il Suo potere invisibile stimolera’ la vostra circolazione sanguigna ed ogni attivita’ creatrice che intraprenderete.

La forza vitale fluisce nel corpo attraverso un atteggiamento produttivo ed allegro, e non risponde ad una mediocre volonta’ morta. Imparate a venir a capo di ogni vostro dovere con animo fermo e intrepido, attingendo direttamente alla vostra interiorita’. Di conseguenza realizzerete che un’inondazione di vitalita’ scorrera’ attraverso ogni vostro muscolo e per tutto il vostro corpo, mentre siete intenti a compiere le vostre attivita’ quotidiane. Seguite i vostri compiti giornalieri con profonda felicita’, realizzando che non state lavorando solo per voi stessi, ma anche per Dio e per i Suoi figli; e che vi trovate uniti a tutti essi, come parte dell’umanita’ e non separati da questa. Se farete cosi’, il potere della felicita’ – in forma insperata – vi raggiungera’, ovunque voi siate.

Mentre i muscoli e le membra dei vostri organismi sono utilizzati nei doveri della vostra vita, visualizzate un raggio dell’energia cosmica di Dio attorno al vostro corpo, e realizzate che mai piu’ vi potrete sentire malati, perche’ i vostri tessuti stanno – in quel momento – rinnovandosi, pieni come sono di questa energia; e non solo di quella derivante dal cibo e dall’ossigeno.

Realizzerete molto presto che, per quanta energia fisica possiate consumare, voi saprete nuovamente attrarla a voi, grazie al sorriso interiore, che nasce dalla pace.

Cercate di restare calmi, in ogni circostanza, e permettete che fiorisca in voi la della serenita’, tra i fiori dei vostri sorrisi.

Bibliografia:
Salute! – Patch Adams
La salute è una scelta – Matt Traverso

Yoga e salute – Gabriella Cella
Salute e malattia – Rudolf Steinder

16 September, 2009 by pomodorozen Categories :
Salute fisica
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Influenza suina: cercasi virus

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Articolo a cura di Valdo Vaccaro
Tra le pandemie annunciate è stato ora il turno di quella suina poi risoltasi in una forma influenzale che, però, neccessita del suo vaccino… E, accorti, questa volta, a non farvi mancare il vaccino di routine preinvernale a che peste non vi colga! Eppure stando alle ricerche spurie, non evidenziate dagli interessi farmacologici, il seme è niente e il terreno è tutto.

SUPERSTIZIONE  DEL  CONTAGIO  E  CULTURA  DELLA  SALUTE

Ho una grossa esperienza diretta di queste indegne messe in scena a livello planetario, di questi mini-Aids controllati e guidati a bacchetta dai Servizi SegretiAvevo deciso di starmene buono.
Ho troppa esperienza diretta di questi panichi e di questi allarmismi.
Mi trovavo in Asia durante le ultime influenze Aviaria e SARS, e ne ho viste di tutti i colori.
Polizia sanitaria in ogni aereoporto.
Controlli esasperanti con termometri elettronici pronti a rilevare un minimo segno di febbre nei passeggeri.
Tripla razione di spray velenosi sulle teste dei viaggiatori ancora allacciati alle cinture (in Australia).
Sguardi sospetti ogniqualvolta uno scende in una nuova destinazione.Qualche viaggiatore disgraziato che tossisce e che viene preso in disparte per ulteriori controlli.

Esatta fotocopia di quanto è successo e sta ancora succedendo con l’influenza suino-messicana.
Prime pagine a titoli apocalittici.
Pagine della salute cariche di scemenze da parte di professori universitari e di docenti, di medici e sanitari, il più delle volte privi di scienza e di salute, privi di argomenti e privi di bussola.
Dichiarazioni demenziali di presidenti e premier, privi di autorità, di coerenza e di saggezza.

Nulla al mondo si prende per contagio, se non la scemenza e la stupidità.
La prima cosa che mi viene in testa è chiara e lampante: non ho alcuna paura della febbre.
Sono disposto a sfiorare o baciare in senso tecnico la prima ragazza disponibile, messicana o newyorkese, con 40 di febbre suina aviaria-caprina ed asinina, per dimostrare al mondo che non si prende un accidente.
Sono disposto a farlo di fronte a una commissione internazionale indipendente di tecnici e scienziati verificatori, per dimostrare che niente e nulla al mondo si prende per contagio, quando il proprio sistema immunitario funziona al meglio. Mi servirà solo il nulla osta di mia moglie.
Il discorso vale per l’Aids, il papilloma e tutto il resto.
Andiamo dunque a interrogare la Scienza Salutistica più affidabile e più libera da corruzione
l’Igienismo Naturale, una delle fonti attendibili e libera da corruzione in questo mondo folle e sbandato, sull’infettività dei microrganismi.
Lo scienziato tedesco Robert Koch (1843-1910) ha fissato le leggi e i paletti adatti a capire quando si può accusare un batterio (e a maggior ragione un virus) di essere il vero responsabile di un’epidemia:

1) Il microrganismo deve essere trovato in ogni caso di malattia (in ogni persona colpita).
2) Il microrganismo non deve essere trovato nei soggetti che non presentano i sintomi della malattia.
3) Il microrganismo deve essere capace di sopravvivere (batterio) o di permanere (virus) fuori dai tessuti del corpo.
4) Il microrganismo, reintrodotto nell’organismo, deve essere in grado di riprodurre lo stesso tipo di malattia causata in precedenza.

Ai suoi tempi non erano ancora conosciuti i virus, ma le leggi di Koch valgono oggi sia per i batteri che per i virus (anzi valgono ancora meglio per i virus, essendo essi parassiti non viventi ed incapaci di rilasciare tossine o di adattarsi a mutazioni ambientali come avviene per i batteri).

Criteri di infettività non rispettati nel caso di diverse malattie considerate infettive

Caso 1) Già l’eminente ricercatore canadese William Osler (1849-1919) scoperse che il bacillo della difterite è assente nel 28-40% dei casi di difterite. La prima legge di Koch, per cui il batterio/virus deve essere trovato in ogni caso di malattia, non viene rispettato nella tubercolosi, nella difterite, nella febbre tifoide, nella polmonite e in altre malattie.
Caso 2) Nemmeno la 2° legge viene rispettata, perché specifici batteri/virus della malattia si trovano ripetutamente anche in soggetti nei quali non ci sono sintomi della malattia stessa.
Caso 3) Anche la 3° legge non viene rispettata, perché i batteri/virus non sono capaci di vivere o di prolificare fuori dai tessuti corporali.
Anche per i 3 casi citati ho parlato di batterio/virus associati, nel senso che il discorso vale per entrambi.

Sono le condizioni di suscettibilità del paziente a fare del batterio o del virus un agente infettivo.

La Bio-Chemical Society di Toronto (Canada) condusse una serie di esperimenti dove colture di germi della tifoide, difterite, polmonite, tubercolosi e meningite, vennero fatte consumare in abbondanza a un gruppo di volontari sani e ben pagati.
Il risultato?
Nessuno di essi si ammalò.
Ma, quando le condizioni di suscettibilità vengono interdette, tutto il discorso cambia, a conferma del fatto che sono le condizioni del corpo ospitante a determinare il tutto, e non il microrganismo in sé.
Il batterio o il virus da solo (Dr Shelton’s Hygiene Review, feb 1972) possono causare una malattia niente più di come un fiammifero non acceso ed attivato può causare un incendio.
Non possiamo schivare i batteri e i virus. Dobbiamo essere a prova di entrambi.
Possiamo evitare le malattie solo mantenendoci in uno stato ottimale di salute tale per cui i batteri e i virus nulla possono contro di noi.

Batteri, amici indispensabili, accompagnatori ma non causa di malattia.

I batteri sono ubiquitari, stanno con noi da quando nasciamo a quando moriamo. La vita sul pianeta sarebbe impossibile senza di essi.
Trattasi dunque di creature amiche, di collaboratori ottimi, di preziosi alleati mangia-rifiuti, e non certo di nemici.
Entrano in azione immediatamente quando c’è una pericolosa accumulazione di materiale tossico che minaccia l’integrità del nostro corpo.
Non si nega che i batteri siano intimamente associati con molte malattie anche serie.
Non si nega che essi elaborino certe tossine e che emettano pure nel nostro corpo i loro rifiuti corporei, complicandoci ulteriormente la vita.
Non si nega il ruolo dei batteri nell’evoluzione della malattia.
Ma essi non sono affatto la causa primaria e fondamentale della malattia, come troppa gente pensa, in fotocopia con la medicina ufficiale.

I virus come i detriti cellulari interni o comunque come entità esterne inanimate nelle quali ci imbattiamo regolarmente

I batteri accompagnano le malattie, non le causano, il che è cosa assai diversa.
Pressappoco lo stesso discorso si può fare per i virus.
Le condizioni dell’ammalato derivano sempre dal suo modo improprio di vivere e di mangiare, non dai batteri e non dai virus in sé.
I batteri non producono malattia: è la malattia che li produce.
I virus invece non sono altro che detriti cellulari (derivati da nostre cellule spente e morte).
Più che amici, sono sostanze inevitabili che formiamo al nostro interno con la continua morìa cellulare, oppure sostanze esterne nelle quali ci imbattiamo.
Non sono entità viventi come i batteri, e sono incapaci di riprodursi in un ospite sano, dotato cioè di sistema immunitario funzionante.

Il concetto assurdo e medievale della moltiplicazione dei virus

E’ assurdo parlare di moltiplicazione dei virus.
Ci può essere solo sommatoria ed accumulazione, derivata sempre dalla moria continua e massiccia di nostre cellule spente, le quali, se non vengono pulite con regolarità da un bel sangue fluido e scorrevole, diventano alimento proteico per i batteri ed anche garitta o guscio di inserimento per i virus cadaverali acquisiti dalle carni, dal pesce, dai latticini, dai gelati, dagli yogurt, dalle uova e da tutte le folli proteine animali di cui l’umanità si nutre.
I cibi sbagliati, carnei, cotti, zuccherati, lattati, ovati, salati, incaffeinati ed intheati, hanno la caratteristica di sospendere il normale processo metabolico cellulare, e di far accumulare nel proprio corpo i propri detriti cellulari.
Alla fine, si va a peggiorare ed a rendere densa e rallentata la qualità del liquido nobile che ci nutre e ci ripulisce, del rosso e scorrevole sangue che diventa meno rosso e meno scorrevole, e che la medicina cerca poi di migliorare a colpi di eparina.

L’estrema pericolosità delle proteine animali in ambito virologico

E’ per questo che ogni piatto di carne, può essere dannoso per l’essere umano, dotato come è di un sistema gastrointestinale, di un sistema immunitario, di un sistema-corpo, smaccatamente fruttariani, e per niente onnivori come certi nutrizionisti universitari vanno tuttora insegnando, in questo pianeta quanto mai sprovveduto ed oscurato dall’ignoranza più nera.
Ai cani, ai gatti e alle iene, le proteine animali non causano grossi inconvenienti, essendo essi attrezzati di potenti acidi e di formidabili enzimi antiurici, nonché di un sangue acido, e non alcalino come quello umano.

Cosa sono dunque queste entità sotto-microscopiche chiamate virus?

I virus esistono solo come entità inanimate, fino a quando non vengono decomposti, demoliti, espulsi.
Diversi e molteplici i nostri organi interni, e diversi i tipi di detriti cellulari, cioè i virus endogeni che ne derivano.
Trattasi di molecole di acido desossiribonucleico (DNA), circondate da una catena di membrane proteiche.
Ogni cellula umana (10 trilioni di cellule in tutto) possiede milioni di organuli interni i quali, in sede di dissolvimento o morìa, o rinnovo cellulare, diventano detriti o spazzatura organica chiamata virus.
Non basta essere medici, virologi, immunologi, infettologi, per capire profondamente queste cose.
Serve piuttosto avere sempre tanta bussola e corretto orientamento.
Serve acquisire visuale cinematografica e non fotografica, visuale fisiologico-spirituale e non solo materiale-meccanicistica.

Il mito di una immunizzazione che non esiste

Non è possibile rendere una persona immune (disease-proof), renderla a prova di batterio o a prova di virus, con mezzi chimici o biochimici.
Al massimo esiste una debilitazione del vaccinato e quindi una sua ridotta reattività.
Il modo evidente e più garantito per minimizzare la reattività è quello di ammazzare il paziente, mentre per massimizzarla basta tenerlo nella più alta forma fisica possibile.
Le epidemie, le pandemie, non significano effettiva trasmissione di virus o di batteri da un uomo all’altro, come si tenta di affermare.
Esse sono solo la conseguenza di alti livelli di tossine nel sangue di tante persone contemporaneamente, legate ed accomunate da abitudini simili, da intossicazioni simili, da pensieri-preoccupazioni-stress simili e condivisi.

La vaccinazione è la peggiore invenzione mai concepita dall’uomo nella sua storia

Le inoculazioni e i vaccini sono puri veleni, sono interferenze estranee che by-passano il sistema immunitario, sono processi ammalatori e debilitanti della vitalità, che nulla hanno a che fare con la guarigione e la salute.
Non fanno bene ai sani e soprattutto ai bambini, perché quelli hanno già il loro potentissimo sistema immunitario funzionante.
Non fanno bene ai malati e agli anziani, perché essi sono già sufficientemente gracili per subire ulteriori indebolimenti.
La vaccinazione è la peggiore invenzione mai concepita dall’uomo nella sua storia.

Tutte le pandemie vengono superate ed eliminate grazie ai miglioramenti esterni ed interni

L’unica cosa che elimina le pandemie di ogni tipo sono i miglioramenti dell’ambiente circostante e quelli interni al proprio corpo, non certo i vaccini.
Tanto più che tutti i microrganismi hanno la capacità di adattarsi, di mutare in continuazione, rendendo superflua, parallela, ininfluente, e comunque sempre dannosissima la vaccinazione.
Ad esempio il cocco della polmonite diventa bacillo della tifoide alimentandosi del virus tifoide, e viceversa.
E’ stato dimostrato più volte come l’introduzione di colture batteriche e virali non è in grado di causare malattie nei corpi sani.
Ci sono fatti esperimenti in cui si sono introdotte colture abbondanti di tifoide, difterite, polmonite, tubercolosi, meningite, senza che esse abbiano causato alcun effetto.
I batteri sono dunque amici onnipresenti che entrano in azione quando esiste cibo da consumare (rifiuti e tossine da mangiare ed eliminare). Guai se i batteri non ci fossero.

Il batterio o il virus nel corpo non è sinonimo di malattia infettiva

Il dr Rene Dubos, famoso batteriologo e premio Pulitzer 1968, contraddice l’assunto medico secondo cui i germi hanno caratteristiche specifiche e immutabili nella loro struttura e nelle loro caratteristiche chimiche.
Lo stesso Louis Pasteur si accorse nel 1880 dei suoi errori gravi e cambiò radicalmente rotta, ma era agli sgoccioli della propria vita.
Il danno grave lo aveva già fatto.
E la medicina, specialista da sempre a raccogliere il peggio e a scartare il meglio, aveva già adottato ed interiorizzato i suoi schemi stravaganti, portandoli con sé fino alla data odierna.
Il vecchio Pasteur si accorse che i batteri mutavano a seconda delle condizioni del paziente, e che un corpo sano e resistente non era suscettibile ad essi.Si convinse alla fine che fattori fisiologici controllabili erano basilari nello stabilire la vulnerabilità alla malattia e concluse, con parole sue, che  La presenza nel corpo di un agente patogeno non è necessariamente sinonimo di malattia infettiva, ovvero hanno ragione i miei detrattori, tipo Bernard e Koch, secondo i quali il seme è niente ed il terreno è tutto.

da macrolibrarsihttp://www.macrolibrarsi.it/speciali/cercasi-virus-per-nuovo-vaccino.php

Articolo di Valdo Vaccaro – http://valdovaccaro.blogspot.com/

Riferimenti articoli correlati:

http://pomodorozen.wordpress.com/2009/09/03/influenza-suina-vaccino-si-o-no/

http://www.nexusedizioni.it/apri/Argomenti/Medicina-e-salute/Omicidio-di-massa—di-Barbara-Milton/

Guarda il video

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=hcKmFlPpKzA]
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[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=MVuW9qlxjRY]

19 March, 2009 by pomodorozen Categories :
Alimentazione
Autori - Personaggi celebri
Elisabetta Mastrocola
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Lo yoga della nutrizione e la fissione dell’atomo

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L’attenzione verso la cura dell’alimentazione è notevolmente cresciuta nel corso degli ultimi anni sia a causa dell’esigenza di assumere cibo sano non contaminato o alterato, sia per una maggiore sensibilità verso le sofferenze animali che ha condotto molte persone a scegliere regimi vegetariani e vegani; nonostante questo però, si tende a mangiare in fretta, in posti affollati e senza pensare troppo a quello che si sta facendo, o meglio, pensando ad altro, come se il cibo che diventerà parte di noi – il nostro corpo, la nostra forza, i nostri pensieri, i nostri sentimenti – fosse qualcosa di estraneo.

Il cibo, invece, come dice Omraam Mikhaël Aïvanhov, è una lettera d’amore del Creatore, e una lettera così importante deve essere letta in condizioni particolari.

« Se si mangia in modo meccanico, inconsapevole, facendo gesti rapidi, bruschi, inghiottendo piuttosto che masticando, lasciando che nella mente e nel cuore si agitino pensieri e sentimenti caotici, forse anche litigando con qualcuno, l’organismo è turbato in tutte le sue funzioni: nessun processo si svolge più correttamente, né la respirazione né la circolazione né la digestione né le secrezioni né l’eliminazione delle tossine. Migliaia di persone si ammalano in questo modo, senza sapere che i propri mali provengono dal loro modo di nutrirsi…

Chiederete: Ma allora, come si deve mangiare?…

Al momento di andare a tavola, dopo essersi lavato le mani, un Iniziato si mette nelle migliori condizioni per ricevere gli elementi preparati nei laboratori della Natura. Si raccoglie, si lega al Creatore, dice una preghiera, breve o lunga, ed è nel silenzio e nella pace che egli inizia quello che è un processo della più alta magia bianca: la nutrizione. Prende un primo boccone cercando di masticarlo il più a lungo possibile fino a farlo scomparire in bocca, senza nemmeno doverlo inghiottire. Lo stato in cui si prende il primo boccone è estremamente importante. Bisogna dunque prepararsi a farlo nelle migliori disposizioni possibili, in quanto è proprio quel primo boccone che mette in moto interiormente tutti gli ingranaggi. Se iniziate in uno stato armonioso, tutto il resto avverrà armoniosamente.

È anche molto importante masticare bene, perché  favorisce la digestione, certo, ma anche per un’altra ragione importantissima: la bocca, che è la prima a ricevere il cibo, è il laboratorio essenziale, in quanto è il più spirituale.

La bocca svolge su un altro piano il ruolo di un vero e proprio stomaco; essa assorbe le particelle eteriche del cibo, le energie più fini e più potenti, e sono i materiali grossolani ad essere in seguito inviati nello stomaco. La bocca contiene degli apparecchi estremamente perfezionati, delle ghiandole situate sopra e sotto la lingua, le quali sono incaricate di un lavoro speciale: captare le particelle eteriche del cibo. Quante volte ne avete già fatto l’esperienza! Stavate quasi morendo di fame, eravate quasi esanimi, e avete cominciato a mangiare… Sin dai primi bocconi, ancor prima che il cibo fosse stato digerito, vi siete sentiti  ristabiliti, rinvigoriti. Come è potuto avvenire così in fretta? Grazie alla bocca l’organismo ha subito assorbito delle energie straordinarie. »*

Nella natura tutto è vivo, composto di terra, d’acqua, dell’ossigeno dell’aria e del calore del sole; ogni cosa, anche il più esile filo d’erba, esiste grazie alla partecipazione e alla sintesi di elementi che giungono dallo spazio, e arrivano a noi grazie agli intermediari celesti, a cui dovremmo essere grati.

«  Il cibo è impregnato di tutte le energie del cosmo; ha anche registrato le impronte lasciate su di esso dagli uomini che hanno camminato o lavorato nei campi dove è cresciuto. Può quindi raccontarvi la sua storia, può rivelarvi quali esseri abbiano lavorato per farlo crescere, quali entità si siano occupate costantemente, giorno e notte, di infondergli l’una o l’altra  proprietà che fosse utile agli uomini, ai figli di Dio…

Il cibo è riempito di forze, di particelle che non provengono solo dalla Terra, bensì dall’intero cosmo, e sono proprio quegli elementi venuti dal cosmo ad essersi materializzati sulla Terra, sotto forma di fiori, di ortaggi e di frutti. In realtà il cibo si materializza sulla Terra esattamente come i bambini si materializzano nel grembo della madre. In origine, le piante e i frutti erano degli spiriti, ma per poter agire efficacemente qui sulla Terra, hanno dovuto conformarsi alle leggi del piano fisico… Tutto ciò che esiste al mondo è lì per rivelare i grandi misteri dell’Universo, ma di questo non ci si accorge; si mangia e si beve automaticamente e non si vede nulla, non si comprende nulla. Supponete di avere pensieri e sentimenti molto elevati… Se essi non danno alcun risultato tangibile, è semplicemente perché non sapete come materializzarli. Gli alberi lo sanno, le madri lo sanno, benché nemmeno in loro questo processo sia cosciente. Bisogna imparare a concretizzare i propri pensieri…

L’energia solare è condensata nei frutti e negli ortaggi di cui ci alimentiamo. Occorre dunque saper estrarre quell’energia e distribuirla in determinati centri del nostro essere. Questo però è possibile unicamente grazie a un lavoro del pensiero…

Durante i pasti dovete riuscire a liberare il vostro pensiero così da poter fissare l’attenzione sul cibo e penetrarlo con i raggi dell’amore. A quel punto, avviene una separazione fra la materia e l’energia: la materia si disgrega, mentre l’energia entra in voi, e ne potete quindi disporre. »*

Il processo del nutrimento, che rispecchia la legge della polarizzazione, è sia una concentrazione di forze dal sottile al materiale che una liberazione di forze dal materiale al sottile, e si ripete incessantemente.

« La scienza contemporanea ha scoperto la fissione dell’atomo, ma queste sono realtà che gli Iniziati conoscono da millenni. Nelle loro opere si legge che la materia è il ricettacolo dello spirito, che lo spirito e la materia sono sposati l’uno all’altra e che, bombardando la materia, si permette a quell’energia che è lo spirito di disgregarla, la qual cosa produce fenomeni di una potenza straordinaria… Se un giorno gli esseri umani impareranno come mangiare, constateranno che anche mangiando pochissimo potranno trarre maggiori energie dal cibo e lavorare molto di più senza fatica. D’altronde, in futuro, quando gli esseri umani scopriranno i grandi misteri della Natura, sapranno attingere energie dall’oceano, dall’aria, dai minerali, dagli alberi, ecc… e saranno capaci di realizzazioni prodigiose. »*

Realizzazione della comunione fra lo Spirito e la Materia, il prodigio dell’incontro  del principio maschile e del principio femminile nell’incarnazione umana:

« Il corpo fisico deve diventare capace di esprimere le qualità dello spirito. Mangiando coscientemente, con amore e riconoscenza, estraiamo dal cibo i migliori elementi per costruire il nostro corpo. Quando riceve uno strumento adatto (un corpo fisico in grado di svolgere il suo lavoro), lo spirito è onnipotente. »*

Elisabetta Mastrocola

Ufficio Stampa Prosveta

elisabetta.mastrocola@alice.it

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* HRANI YOGA

Il senso alchemico e magico della nutrizione

di Omraam Mikhaël  Aïvanhov – Edizioni Prosveta