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Osho

24 novembre, 2010 by pomodorozen Categories :
Felicità
Osho
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Trasformare tristezza in felicità – Osho

Ad esempio, se ti senti scontento, cosa puoi fare? Patanjali [il più famoso esponente dello Yoga] dice di riflettere sull’opposto: se ti senti scontento, contempla la contentezza. Chiediti: cos’è la contentezza?

Porta equilibrio. Se la mente è arrabbiata, introduci la compassione. Pensa alla compassione, e subito l’energia cambierà, perché è la stessa energia; l’opposto è la stessa energia. Quando fai entrare in campo l’opposto, esso assorbe l’altro lato. C’è rabbia: contempla la compassione.
Fai una cosa: procurati una statua di Buddha, perché quella statua esprime il gesto della compassione. Quando sei arrabbiato, vai nella tua stanza, guarda il Buddha, siedi come un buddha, e prova compassione. Subito vedrai accadere dentro di te una trasformazione: la rabbia cambia, l’eccitazione scompare… nasce la compassione. Non è un’energia diversa; è la stessa energia della rabbia che cambia la sua qualità e raggiunge un livello più elevato. Prova.

Non è repressione, ricordalo. La gente mi chiede: “Patanjali sta reprimendo? Se sono arrabbiato, e penso alla compassione, non sarà una repressione?”. No, si tratta di sublimazione, non di repressione. Se sei arrabbiato e reprimi la rabbia senza pensare alla compassione, quella è repressione. Continui a tenerla sotto controllo, sorridi e agisci come se non fossi arrabbiato – ma la rabbia è lì che bolle, pronta a esplodere. Quella è repressione. No, non stiamo reprimendo nulla, e non stiamo fabbricando un sorriso o qualcosa del genere; stiamo cambiando la polarità interna.

È il polo opposto, l’altro estremo. Se provi odio, pensa all’amore. Se senti desiderio, pensa all’assenza di desiderio e al silenzio che l’accompagna. In ogni caso, introduci l’opposto, e osserva cosa accade dentro di te. Una volta che hai scoperto il ‘trucco’, sei diventato un maestro. Ora hai la chiave: in qualsiasi momento la rabbia può essere trasformata in compassione, l’odio in amore, la tristezza in estasi. La sofferenza può diventare beatitudine, perché la sofferenza ha la stessa energia della beatitudine – non è un’energia diversa. Devi solo sapere come canalizzarla.
Non c’è repressione, perché tutta l’energia della rabbia diventa compassione – non resta nulla da reprimere. Nella compassione, in realtà, viene espressa.

Esistono due modi d’espressione. Ora in Occidente è diventata molto importante la catarsi. I gruppi di Encounter e di Primal credono nella catarsi. Anch’io ho creato un metodo catartico con la mia Meditazione Dinamica, perché la gente ha perso la chiave per la sublimazione. Patanjali non parla affatto di catarsi. Come mai? La gente ai suoi tempi aveva la chiave, conosceva il ‘trucco’. Sapevano come sublimare. Tu te ne sei dimenticato, quindi devo insegnarti la catarsi.

C’è rabbia e questa rabbia può essere trasformata in compassione, ma tu non hai idea di come fare. Non è un’arte che si può imparare, è un ‘trucco’. Puoi imparare solo facendolo – non c’è altro modo. È come quando nuoti: devi nuotare, e sbagliare, e a volte rischiare. A volte ti sentirai perso; penserai che la tua vita sia in pericolo, che stai annegando. Devi passare attraverso tutti questi momenti, e così impari il trucco, sai di che si tratta. Nuotare è semplicissimo.

Hai mai notato? Ci sono alcune cose che impari e non puoi dimenticare: nuotare è una di queste. Tutto il resto puoi imparare, e puoi anche dimenticare. A scuola hai imparato mille cose; ora le hai dimenticate tutte. L’intero sistema scolastico sembra essere un grosso spreco. La gente impara, ma poi non ricorda nulla. Fai gli esami… e poi basta, poi non ti ricordi più di nulla. Ma non puoi dimenticarti come nuotare. Se per cinquant’anni non sei più andato al fiume e un giorno di colpo vieni gettato dentro, nuoterai bene come prima – non avrai nemmeno un momento di esitazione su cosa fare. Perché accade questo? Perché è un ‘trucco’. Non puoi dimenticarlo. Non è qualcosa che impari, non è un’arte. Ciò che impari – l’arte – può essere dimenticata, ma un trucco? Un trucco è qualcosa che va in profondità nel tuo essere e diventa parte di te. La sublimazione è un trucco.

Patanjali non parla mai di catarsi. Io devo farlo per via di come sei tu. Ma quando comprendi, e sei in grado di sublimare, la catarsi non serve più, perché essa è, in un certo senso, uno spreco d’energia. Sfortunatamente, in questo momento non c’è nulla da fare. E se hai represso per tanti secoli, la sublimazione può apparirti come repressione, quindi la catarsi sembra essere l’unica possibilità. Prima devi trovare un po’ di sollievo, alleggerirti – devi scaricarti dai tuoi fardelli – e poi ti si potrà insegnare l’arte della sublimazione.

Sublimazione vuol dire usare l’energia in modo più elevato – la stessa energia viene usata con una qualità diversa. Ma tu prova. Alcuni hanno fatto la Meditazione Dinamica per lunghi periodi di tempo. Puoi provare: la prossima volta che provi rabbia o tristezza, siediti in silenzio e lascia che la tristezza si sposti verso la felicità – aiutala, dalle una spintarella. Non fare troppo e non avere fretta, perché la tristezza all’inizio sarà riluttante a muoversi verso la felicità. Per secoli, per molte vite, non le hai permesso di muoversi in questa direzione – sarà riluttante

È come un cavallo che vuoi costringere a prendere una nuova strada, una che non ha mai percorso prima – sarà riluttante. Cercherà di imboccare la vecchia strada, il solco che conosce già. Lo dovrai convincere, sedurre, a poco a poco. Di’ alla tristezza: “Non temere. È magnifico! Vieni da questa parte. Puoi diventare felicità, non c’è nulla di male in questo è non è impossibile”.
Persuadi la tristezza, parlale, e un giorno all’improvviso scoprirai che la tristezza si è spostata in un nuovo canale: è diventata felicità.

Bibliografia

La vita è un dono – Osho
Giusto o sbagliato – Osho

12 novembre, 2010 by pomodorozen Categories :
Enzo Biagi
Felicità
Osho
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Come essere felici? – Enzo Biagi intervista Osho

Intervista di Enzo Biagi a Osho – (12/01/1986)

ENZO BIAGI: L’ultima domanda, qual è la tua ricetta per essere felici?

OSHO: Ogni bambino nasce felice. Ogni bambino nasce innocente e meraviglioso. Ma poi accade qualcosa e tutti quei bambini meravigliosi si perdono; la loro innocenza viene distrutta. Tutta la loro felicità si trasforma in disperazione. Osserva un bambino che raccoglie conchiglie sulla spiaggia: è più felice dell’uomo più ricco del mondo. Qual è il suo segreto? Quel segreto è anche il mio. Il bambino vive nel momento presente, si gode il sole, l’aria salmastra della spiaggia, la meravigliosa distesa di sabbia. E’ qui e ora. Non pensa al passato, non pensa al futuro. E qualsiasi cosa fa, la fa con totalità, intensamente; ne è così assorbito da scordare ogni altra cosa.

Il segreto della felicità è tutto qui: qualsiasi cosa fai non permettere al passato di distrarre la mente e non permettere al futuro di disturbarti. Perché il passato non esiste più e il futuro non esiste ancora. Vivere nei ricordi, vivere nell’immaginazione significa vivere una vita non esistenziale; e vivendo fuori dall’esistenza ti sfugge cosa l’esistenza è. Sarai inevitabilmente infelice, perché per tutta la vita ti lascerai sfuggire la vita stessa. Perdi un’occasione dopo l’altra, ma la vita non ti dà due istanti contemporaneamente: te ne dà solo uno alla volta!

E quell’istante può essere vissuto oppure ce lo si può lasciare sfuggire. Esistono due modi per farselo sfuggire o ci si lascia appesantire dal passato. Oppure ci si fa attrarre dal futuro… e l’istante scompare! Ci si lascia sfuggire ciò che è reale desiderando ciò che reale non è: l’infelicità umana è tutta qui. Io cerco di aiutare i miei amici a capire una cosa sola: vivi nel presente. In questo istante, ora, non esiste infelicità, né sofferenza, né angoscia.

Se ti allontani dal presente, entri in un mondo irreale… e l’irrealtà sarà inevitabilmente fonte di infelicità. La realtà è estatica e il solo modo per collegarsi al reale è non lasciarsi sfuggire il momento presente. Se conosci il gusto, se anche una sola volta hai assaporato cosa si prova a essere nel presente – a volte, mentre guardi un’alba o un tramonto, sii semplicemente presente, così potrai assaporare il gusto – ti stupirai, ma possiederai per sempre la chiave che ti introduce nel reale. Una chiave universale che può aprire tutte le porte dei misteri della vita, delle sue estasi e delle sue bellezze.

Non avete bisogno di un Gesù Cristo che vi conduca in paradiso; siete in grado di essere in paradiso qui e ora. Perché il paradiso non è da qualche parte nell’alto dei cieli. E’ qui, da qualche parte! Mi ricordo di un ateo che in salotto aveva scritto la frase che riassumeva la sua filosofia: “Dio non é da nessuna parte (nowhere, in inglese, n.d.t.)”. E tutti coloro che andavano a trovarlo non potevano fare a meno di vederla, ragion per cui da li partiva ogni discussione…. un giorno all’ateo nacque un figlio, che crebbe fino all’età in cui si impara a sillabare. Un giorno il bambino era seduto in braccio al padre, fu attratto dalla scritta sul muro e si mise a leggerla. Riuscì a leggere “Dio”, ma “nowhere” era una parola troppo lunga. Per cui la divise in due e lesse: “Dio è qui ora”, (‘now here’ in inglese, n.d.t.).

Il padre rimase sconvolto, non aveva mai pensato a quella possibilità di lettura… si dice che la sua filosofia di ateo andasse in frantumi. Iniziò a pensare alle implicazioni di quel qui e ora. Nel qui e ora non troverai Dio, ma qualcosa di più grande: troverai un’essenza divina. Questo è il termine che designa l’esperienza suprema della beatitudine. Ricorda quelle due parole: qui e ora, e conoscerai il segreto della felicità suprema. Non è mai esistito altro segreto, né mai ne esisterà un altro. E tutto qui! Ed è semplicissimo, facilmente a portata di mano di ogni essere umano. Non occorre appartenere a una chiesa o a un’organizzazione. Non devi portare con te una sacra Bibbia, i Veda, la Gita o il Corano. Devi solo capire un po’ di più la tua mente e le sue funzioni, come agisce.

La mente non è mai nel presente, mentre il tempo è sempre presente; per cui la mente e il tempo non si incontrano mai. Ecco dov’è la tragedia: a ogni istante ti sfugge il treno e continuerai a perderlo per tutta la vita. Un grande mistico stava morendo. I suoi discepoli gli erano vicini e gli chiesero: “Maestro, qual è il tuo ultimo messaggio?” Il Maestro morente aprì gli occhi e indicò col dito il tetto della sua capanna. Uno scoiattolo stava giocando; tutti i discepoli guardarono verso l’alto e per un istante vi fu un silenzio assoluto. Il Maestro disse: “Questo è il messaggio di tutta la mia vita. Vivi nel momento.

E’ meraviglioso ascoltare lo scoiattolo che gioca sul tetto, senza preoccuparsi di altro”. E aggiunse: “Ora, posso morire” e morì col sorriso sulle labbra, il volto soffuso di beatitudine. Perfino nell’ultimo istante della vita il suo messaggio fu: sii qui e ora. Quello è anche il mio messaggio.

13 settembre, 2010 by pomodorozen Categories :
Amore
Ego
Osho
Rapporti Umani
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Ama te stesso – Osho

Io insegno l’amore per se stessi.

Ma ricorda, amore per se stessi non significa orgoglio egocentrico, niente affatto, significa esattamente l’opposto.  La persona che ama se stessa scopre che in lei non esiste alcun sé.  L’amore dissolve sempre il sé: questo è uno dei segreti alchemici che dev’essere compreso, appreso, sperimentato.

L’amore dissolve sempre il sé. Ogni volta che ami, il sé scompare. Quando ami una donna, almeno nei pochi istanti in cui senti amore reale per lei, in te non esiste un sé, alcun ego.

L’ego e l’amore non possono esistere insieme. Sono come la luce e l’oscurità: quando viene la luce, l’oscurità si dissolve.

Se ami te stesso, ti sorprenderai: l’amore per se stessi implica la scomparsa del sé. Nell’amore per se stessi non esiste mai un sé. Questo è il paradosso: l’amore per se stessi è totale assenza di sé. Non è egocentrismo; perché ogni volta che esiste la luce non c’è alcuna oscurità, e ogni volta che esiste amore non c’è alcun sé.

L’amore scioglie il sé congelato. Il sé è simile a un cubetto di ghiaccio, l’amore è simile al sole del mattino. Il calore dell’amore… e il sé inizia a sciogliersi. Più ami te stesso meno troverai un sé dentro di te, per cui diventa una meditazione profonda, uno slancio appassionato verso il divino.

E tu lo sai! Forse non sai nulla dell’amore per te stesso, perché non ti sei mai amato. Ma hai amato gli altri, e devi aver colto dei bagliori fugaci. Devono esserci stati istanti rarissimi in cui per un secondo, improvvisamente, tu non eri più presente e solo l’amore esisteva, solo l’energia dell’amore fluiva, senza avere un centro: dal nulla verso il nulla.

Quando due amanti sono seduti vicini, due nulla sono seduti vicini, due zero siedono vicini; e questa è la bellezza dell’amore: ti svuota totalmente del tuo sé.

Ricorda, dunque: l’orgoglio egocentrico non è mai amore per se stessi. L’orgoglio egocentrico è esattamente l’opposto. La persona che non è riuscita ad amare se stessa diventa egocentrica.

(da Con te e senza di teOsho)
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BIBLIOGRAFIA:
Amore: Il potere dell’accettazione – Lise Bourbeau
Ho bisogno del tuo amore. E’ vero? – Byron Katie
Il nostro bisogno d’amore – Dalai Lama
Amore e libertà – Osho

30 agosto, 2010 by pomodorozen Categories :
Osho
Presenza mentale
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Il sole è nuovo ogni giorno – Osho

“La giovinezza è una qualità dell’essere
Questa è una delle massime più profonde di Eraclito.

Il sole è nuovo ogni giorno. La fame è nuova ogni giorno L’amore è nuovo ogni giorno. La vita è nuova ogni giorno.

Dire “ogni giorno” non è esatto: ogni movimento, ogni gesto, ogni momento, ogni cosa è nuova. Da dove viene allora il vecchio? Perché ti annoi? Se ogni cosa è nuova è non puoi entrare nello stesso fiume, e se non puoi rivedere la stessa alba; se ogni cosa è così nuova è fresca, perché dunque ti annoi e muori? Perché non vivi in funzione dell’armonia interiore. Vivi in funzione della mente. La mente è vecchia.

Ogni sole è nuovo, ogni mattino è nuovo, ogni fame è nuova, ogni sazietà: ma la mente è vecchia.

La mente coincide col passato, la mente è memoria accumulata. E se guardi attraverso la mente, questa porta con sé vecchiaia e morte per tutte le cose: ogni cosa sembra polverosa, sporca, tutto a causa della mente. Metti da parte la mente, metti da parte i ricordi! Se riesci a mettere da parte i ricordi, tua moglie è nuova ogni giorno, perché è solo a causa dei ricordi che tu pensi di aver vissuto con questa donna trent’anni e di conoscerla bene. Chi può conoscere mai nulla. Rimaniamo estranei, eternamente estranei.

Come puoi conoscere una persona? Si può conoscere una cosa, non una persona, perché una cosa può essere esaurita. Come puoi conoscere una persona? Una persona è libertà. Cambia in ogni momento. Se non puoi entrare due volte nello stesso fiume, come puoi incontrare di nuovo la stessa persona? Se persino i fiumi sono così mutevoli… la consapevolezza, il fiume della consapevolezza non può essere vecchio. Se metti da parte la mente, se non guardi con gli occhi vecchi, tua moglie è nuova, ogni gesto è nuovo. In questo caso esiste una costante, una continua eccitazione nella tua vita, una continua vivacità.

Oggi avrai fame, è nuova. E oggi, quando mangi, questo cibo è nuovo, perché nulla può essere vecchio nell’esistenza. L’esistenza non ha passato. Il passato fa parte della mente. L’esistenza è sempre nel presente, nuova, fresca, sempre in movimento, una forza dinamica, un movimento dialettico, scorre come un fiume. Se avrai questa intuizione, non sarai mai annoiato. E la noia è la malattia più grave: uccide in profondità, è un lento avvelenamento. A poco a poco sei così annoiato che diventi un peso morto che grava su te stesso. Allora la poesia della vita scompare. A questo punto non fioriscono i fiori e non cantano gli uccelli. A questo punto sei già sepolto, sei già nella tomba.

Si dice che la gente muore a trent’anni e sia sepolta verso i settanta. Anche trent’anni sembrano troppi, questo proverbio deve risalire ai tempi antichi… ora non è così: ora la gente muore a vent’anni circa. Anche questa età pare troppo remota. Molti giovani, giovanissimi, di diciott’anni, venti, vengono a dirmi: “Siamo annoiati”. Sono già invecchiati. Li avete istruiti, avete già condizionato la loro mente. Stanno già morendo. Muoiono ancor prima di essere giovani.

Ricorda, la giovinezza è una qualità dell’essere. Se sei in grado di guardare il mondo senza mente, resterai giovane per sempre. Anche nella morte sarai giovane, emozionato, proprio perché la morte si sta avvicinando; sei eccitatissimo: una grande avventura, un culmine, una porta si apre ora sull’infinito.

Mai nulla è uguale a se stesso. Ogni cosa continua a cambiare. Solo la mente è vecchia e morta. Essere capaci di guardare la vita senza mente, questo è meditazione.

Tratto da:: Osho,” L’armonia nascosta, discorsi sui frammenti di Eraclito”, Ed ECIG

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Ricevuto in Lista SadhanaGuido da Todi

17 giugno, 2010 by pomodorozen Categories :
Frase del giorno
Osho
Vita e morte
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Oltre la vita e la morte – Osho

Abbandona l’idea di essere qualcosa di separato dalla vita,  e la paura della morte scomparirà…  se ti unisci totalmente alla totalità della vita,  vivrai per sempre: andrai al di là della vita e della morte.
(Osho –  ”The Book of Wisdom”)