fonte immagine www.celicart.comPer millenni gli uomini hanno mangiato, dormito e avuto bambini, senza sapere come accadesse, fino al momento in cui hanno sentito il bisogno di conoscere i processi della digestione, del sonno, del concepimento, della gravidanza, ecc. E da quando li conoscono, hanno la possibilità di nutrirsi meglio, dormire meglio e avere bambini in condizioni migliori. Allo stesso modo, ci sono molte cose da imparare sull’amore, sugli effetti che producono sullo psiche dell’uomo, sulle forze e le correnti che liberano nei piani sottili, sulle regioni che attraversano nell’uomo e nel cosmo. E lì, c’è tutta una scienza che aspetta l’umanità.
(Omraam Mikhaël Aïvanhov)
inviato da Elisabetta Mastrocola ( http://www.scrittura-creativa.it )
La felicità è un obiettivo – dichiarato o meno – che molto spesso vede la sua realizzazione nell’amore, nel rapporto di coppia. Ma perché, tanti amori iniziati meravigliosamente finiscono nella delusione della stanchezza e della noia, o ancor peggio in rabbia e sofferenza? continua
SEMI PER LA FELICITA’

La felicità è un obiettivo – dichiarato o meno – che molto spesso vede la sua realizzazione nell’amore, nel rapporto di coppia. Ma perché, tanti amori iniziati meravigliosamente finiscono nella delusione della stanchezza e della noia, o ancor peggio in rabbia e sofferenza?
Il percorso di conoscenza interiore – seguito ormai da molti – domanda un’espressione dell’amore e della sessualità emblematica di una maggiore consapevolezza, perché a nessuno sfugge più il clima di solitudine, lontananza ed estraneità che aleggia in tante relazioni.
Nel suo testo I SEMI DELLA FELICITA’ il Maestro Omraam Mikhaël Aïvanhov offre un interessante spunto di riflessione su quello che accade, a livello sottile, nella coppia:
«Ogni uomo ha ricevuto dalla natura questo istinto di volersi unire con un’altra creatura che sente come la parte complementare di sé stesso. Fino a quando non riesce a trovare questa creatura, sente una mancanza. Perché? Perché, giustamente, ha bisogno di questa altra metà per essere completo, al fine di creare.
Ma allora perché, dopo aver fatto questo incontro, la maggioranza delle persone prova tanta insoddisfazione e sofferenza? Perché non è sufficiente incontrarsi sul piano fisico. Affinché l’unione, la fusione sia perfetta, bisogna che abbia luogo nei tre piani, cioè anche nel piano psichico (il cuore e l’intelletto) e nel piano spirituale (l’anima e lo spirito). Ora, cosa si vede il più delle volte? Un uomo e una donna si incontrano, si trovano attraenti e dopo un po’ decidono di stare insieme, immaginando che sarà così che riempiranno il vuoto che sentono in sé stessi. Mio Dio, che ignoranza! Non sanno che questa attrazione che li spinge l’uno verso l’altro non è un bisogno superficiale da soddisfare, ma la manifestazione di un fenomeno cosmico che riguarda soprattutto la loro anima e il loro spirito. Ecco perché questa fusione dell’uomo e della donna deve dapprima farsi in alto, nel mondo divino, nel mondo della luce. Non è che dopo che può aver luogo nel piano fisico: allora sì, sarà la pienezza e questa pienezza produrrà delle creazioni di una bellezza inaudita.
Ora capite perché gli Iniziati ci insegnano che ci dobbiamo armonizzare con il Cielo, con il mondo divino: perché senza questo legame con il Cielo, ogni relazione con gli uomini è destinata prima o poi all’insuccesso. Armonizzarsi con il Cielo significa vibrare alla sua stessa lunghezza d’onda, dunque adattarsi, conformarsi, essere ricettivi. Altrimenti non si riceve nulla da lui…
E siccome noi stessi possediamo i due principi, maschile e femminile, armonizzarsi con il Cielo significa fare dapprima un lavoro interiore (questo è il principio maschile) di purificazione e di elevazione, per vibrare all’unisono con Lui; e poi da lì, nel silenzio e nella pace, lasciare che il Cielo si rifletta in noi (che rappresentiamo allora il principio femminile), per ricevere i suoi effluvi, i suoi raggi, i suoi semi di vita che diventeranno frutti nel nostro cuore e nella nostra anima.
Dunque nel lavoro spirituale mettiamo in azione i due principi in noi: il principio maschile, attivo, che ci permette di raggiungere il mondo divino, e il principio femminile, ricettivo, che fa di noi una coppa dove si riversano tutte le benedizioni.
Ecco quello che esattamente significa armonizzarsi: saper lavorare con i due principi.
Perché il principio ricettivo possa fondersi con il Cielo, bisogna che il principio attivo si sia precedentemente sforzato di stabilire l’ordine e la purezza.
La vera creazione non è possibile che a queste condizioni…
Ebbene, questa è per voi la verità più importante da capire, se volete essere felici: prima di realizzare una fusione con un uomo o con una donna, dovete realizzare questa fusione in alto, nella vostra anima e nel vostro spirito.
L’atto che compite nel piano fisico con una creatura fisica non è che il lontano riflesso di questo atto cosmico che è la fusione del principio spirituale in voi con il principio di Dio stesso, il vostro spirito. E siccome non ne è che un riflesso, non vi porterà che delusioni, se non avete saputo precedentemente realizzare questa fusione in alto. » *
L’osservazione di questo fenomeno spirituale che ci coinvolge tutti intimamente apre davanti a noi un ampio ventaglio di conoscenze da approfondire.
«Cominciate a capire che c’è qualcosa di molto più profondo e vasto di quanto non aveste immaginato fino ad adesso? Ma chi sono coloro che si preoccupano di studiare tutti questi fenomeni eterici che producono la forza dell’amore? Si amano, si abbracciano, fanno l’amore, senza domandarsi quello che accade realmente in sé. Direte: Ma come? Che c’è tanto da studiare? Non si ha bisogno di studiare per capire quello che succede fra due innamorati! Si ama, si ha bisogno di manifestare questo amore o di riceverlo. Non c’è niente da cercare o da capire di più.
Ebbene, vi sbagliate.
Per millenni gli uomini hanno mangiato, dormito e avuto bambini, senza sapere come accadesse, fino al momento in cui hanno sentito il bisogno di conoscere i processi della digestione, del sonno, del concepimento, della gravidanza, ecc.
E da quando li conoscon, hanno la possibilità di nutrirsi meglio, dormire meglio e avere bambini in condizioni migliori.
Allo stesso modo, ci sono molte cose da imparare sull’amore, sugli effetti che producono sullo psiche dell’uomo, sulle forze e le correnti che liberano nei piani sottili, sulle regioni che attraversano nell’uomo e nel cosmo.
E lì, c’è tutta una scienza che aspetta l’umanità.» *
Ecco, sarà forse così, che il rapporto di coppia – l’unione del principio maschile e del principio femminile - elevato nel contesto della scienza spirituale, e coltivato da mani coraggiose, pazienti e gentili, potrà racchiudere in pochissimi semi tutta la grazia della felicità.
Elisabetta Mastrocola
Ufficio Stampa Prosveta
elisabetta.mastrocola@alice.it
*I SEMI DELLA FELICITA’ di Omraam Mikhaël Aïvanhov – Edizioni Prosveta
Omraam Mikhael Aivanhov
“Se è necessario fare tante leggi per regolare i rapporti fra esseri umani, è perché questi non sono ancora abitati dall’amore. Quando sapranno che cos’è il vero amore, quando vivranno in quell’amore, non avranno più bisogno che le leggi vengano a ricordare loro ciò che possono o non possono fare; lo faranno, perché troveranno spontaneamente il modo di mettersi in armonia gli uni con gli altri.
L’amore è l’unica forza che organizza le cose, che le fa crescere e fiorire. Non appena l’amore entra in una famiglia, in una comunità, in una società, non c’è più bisogno di dire: «Fate questo, e se non lo fate guai a voi!» Tutti eseguono il proprio compito con piacere. Dove è entrato l’amore, non c’è più posto per la legge.”
IL NATALE nella tradizione iniziatica

Dal pensiero del 25/10/2008.
“Nascere significa entrare sotto la legge della benedizione. La nascita è la possibilità data all’essere umano di riparare i propri errori del passato e di sviluppare le forze luminose latenti in lui. Un bambino viene al mondo solamente perché un uomo e una donna si sono uniti per amarsi; è quell’amore a dargli la vita. Nascendo, ogni essere umano riceve la visita di Dio. So bene che molti bambini non sono realmente figli dell’amore, ma io parlo in generale, mi attengo a dei principi. Quando un uomo e una donna s’incontrano e pensano di diventare padre e madre, non iniziano immaginando che il loro bambino sarà frutto del caso o sarà il risultato di una violenza, e neppure pensano che ricorreranno a mezzi artificiali di procreazione. Nel profondo del cuore e dell’anima, ciascuno comprende la nascita come il frutto naturale dell’amore.”
Omraam Mikhaël Aïvanhov – Edizioni Prosveta
Quando ci liberiamo dall’aspetto formale del Natale – così come lo conosciamo – e lo purifichiamo dall’ossessiva commercializzazione di cui è diventato protagonista, possiamo recuperare il valore psichico, mistico e cosmico di cui è portatore.
Nel suo libro Natale e Pasqua nella tradizione iniziatica – Edizioni Prosveta, il Maestro Aïvanhov afferma:
“Se esistono quattro feste cardinali: Natale, Pasqua, le feste di S. Giovanni e di S. Michele, ciò non è dovuto al caso, o perché è piaciuto a qualche religioso istituirle, ma perché le quattro date cadono in corrispondenza di fenomeni cosmici. Nel corso dell’anno, il sole passa per i quattro punti cardinali (equinozio di primavera, solstizio d’estate, equinozio d’autunno e solstizio d’inverno), e durante questi quattro periodi avvengono nella natura dei forti impulsi e delle grandi circolazioni di energie che influenzano la terra e tutti gli esseri che la popolano: le piante, gli animali, gli uomini… Gli iniziati, che hanno studiato tali fenomeni, hanno constatato che se l’uomo presta attenzione, se si prepara e si mette in uno stato di armonia per ricevere quegli influssi, possono prodursi in lui grandi trasformazioni.
La tradizione cristiana ci dice che Gesù è nato alla mezzanotte del 25 dicembre. Il 25 dicembre il sole è appena entrato nella costellazione del capricorno. Simbolicamente il capricorno è legato alle montagne, alle grotte, ed è appunto nell’oscurità di una grotta che il Bambino Gesù può nascere. Per tutto il resto dell’anno, la natura e l’uomo hanno svolto una grande attività, ma all’approssimarsi dell’inverno, molte attività si arrestano, i giorni si accorciano, le notti si allungano: è il momento della meditazione, del raccoglimento, cose queste che permettono all’uomo di penetrare nelle profondità del suo essere e di trovare le condizioni per la nascita del Bambino… Ma lasciamo da parte il particolare di sapere se Gesù è veramente nato il 25 dicembre a mezzanotte. A noi interessa il fatto che, attorno a quella data, ha luogo nella natura la nascita del principio cristico, di quella luce e di quel calore che trasformano tutto.”
I tanti elementi menzionati dalla tradizione – personaggi, animali e cose – hanno un grande simbolismo sia sul piano individuale che collettivo (e nel testo citato possiamo approfondire tale studio), ma sono soprattutto rivelatori di aspetti che dobbiamo imparare a conoscere e ad utilizzare per il nostro lavoro interiore, il cui scopo è la nascita della consapevolezza; ma prima di arrivare a questo punto, bisogna tornare un po’ indietro:
“La vita di un bambino non inizia con la sua venuta al mondo. Prima di nascere, esisteva già in un luogo dove sua madre lavorava alla sua formazione. Una nascita è dunque paragonabile alla presentazione di un’opera di uno scultore o di un pittore: si solleva il velo che la nascondeva e ora tutti possono vederla, perché è giunta a compimento. Certo, è così, ma l’essenziale è che questo lavoro era stato iniziato molto tempo prima, cioè nell’istante in cui il bimbo era ancora solo un seme… Ecco il motivo per il quale, per capire il fenomeno della nascita, dobbiamo prima studiare il seme.
Immaginate un liquido nel quale si siano fatti sciogliere dei sali di cristallo: è trasparente e in questo liquido non vedete nulla. Ma se lo trattate in determinate maniere, se ad esempio lo scaldate, si andranno formando dei cristalli seguendo certe linee di forza e vedrete apparire delle figure geometriche. Ogni atomo di un elemento chimico possiede la proprietà di cristallizzarsi in un modo o nell’altro, ed è così che si formano i cristalli, trovando ogni atomo il suo posto in funzione di determinate linee di forza. Lo stesso fenomeno avviene con il seme: il seme è come una soluzione chimica, che possiede delle proprietà specifiche, che attendono il momento favorevole per manifestarsi.
Andrò ancora oltre dicendo che il seme è un talismano preparato dal Creator per attirare forze ed elementi dallo spazio. Quando mettete questo seme in certe condizioni, vale a dire quando lo piantate nella terra dandogli l’umidità e il calore indispensabili, esso attira tutti gli elementi che gli corrispondono e comincia a crescere. Il seme in sé non possiede questi elementi, che si trovano invece distribuiti nello spazio, per cui tocca al seme attirarli a sé. Il seme in sé stesso – ed è questa la ragione per cui è così minuscolo – possiede solo il progetto di quello che più tardi sarà l’albero, con le sue radici, il suo tronco, i suoi rami, le sue foglie, i suoi frutti.”
Allo stesso modo del bambino nel grembo materno e del seme piantato nel terreno, la realizzazione di un individuo consapevole è il punto di arrivo di una gestazione interiore che parte dalla cura del seme:
“La vita psichica di ogni uomo contribuisce alla trasformazione degli elementi contenuti nelle sue cellule e nel suo sangue… Così come lo è per la madre, anche il discepolo ha il compito di costruire in sé un altro corpo, ma un corpo spirituale che gli permetterà di nascere una seconda volta. Egli nutre l’idea, il progetto : il Regno di Dio e la sua giustizia, la perfezione, l’armonia, e ora deve realizzarlo giorno per giorno apportandovi i materiali necessari. Anzi, sarebbe più esatto dire che sono i materiali stessi a presentarsi spontaneamente. Quando avete preparato un piano e lo mettete in evidenza, esso attira dal cosmo tutti gli elementi che gli corrispondono, i quali andranno a distribuirsi secondo le linee di forza di tale piano.
La seconda nascita è un lavoro cosciente, che parte da uno schema che abbiamo in noi, nella nostra mente… Quando parlo del lavoro che compie la madre sul bambino che porta in seno, parlo naturalmente di un lavoro subcosciente… Alla stessa stregua, quando un discepolo assume il ruolo di madre, per mettere al mondo un bambino divino, non è necessario che conosca i dettagli della sua formazione…
Che si tratti della vita interiore o della vita fisica, affinché il bambino nasca in buone condizioni, la cosa più importante è il modo di vivere della madre…”
Realizzarsi come individui consapevoli è il più grande lavoro che possa essere intrapreso, perché libera dall’oscurità della paura e dal peso delle sofferenze; è allora che il Bambino Gesù e il bambino in noi si sentono lo stesso bambino, e il Natale diventa il possibile risultato di una completa realizzazione.
Elisabetta Mastrocola
Ufficio Stampa Prosveta
elisabetta.mastrocola@alice.it
In tutte le tradizioni spirituali si studia il tema della morte… delle tante morti… e della morte fisica. È bene che oggi queste conoscenze arrivino a tutti, perché insegnano a vivere meglio, a tener conto della legge di causa ed effetto e della legge di corrispondenza, ad affrontare, superare e trasformare la più temibile delle paure: la paura della morte.
Il Maestro Omraam Mikhaël Aïvanhov così ne parla:
“Per la Scienza iniziatica l’essere umano è un riflesso, un’immagine dell’universo, e come l’universo, è composto da mondi, cioè da – corpi - diversi. La scienza ufficiale non è ancora giunta ad ammettere questa realtà, e da qui deriva una serie di errori, in cui incorrono notoriamente sia la medicina che la psicologia.
Gli induisti dividono tradizionalmente l’essere umano in sette corpi, suddivisione accettata dalla maggior parte degli spiritualisti. Il corpo più materiale, e l’unico visibile ai nostri occhi, è il corpo fisico, ma esistono altri sei corpi composti da materie sempre più sottili: i corpi eterico, astrale, mentale, causale, buddhico e atmico. In realtà il corpo eterico fa ancora parte del corpo fisico, ed esiste in quattro diversi stati chiamati etere chimico, etere vitale, etere luce ed etere riflettore. Ecco perché il corpo fisico è divisibile in sette stati: solido, liquido, gassoso, più i quattro stati eterici. Gli altri corpi possono pure essere divisi in sette diversi livelli: abbiamo così il corpo astrale con tre livelli inferiori e quattro superiori…
Al momento della morte, l’uomo deve distaccarsi successivamente da tutti quei corpi e passare attraverso tutti quei livelli.
Il corpo fisico è come una fortezza, ma quando lo si abbandona, nel momento della morte, se si sono trasgredite le leggi dell’amore, della saggezza e della verità, si sarà obbligati a pagare nel piano astrale tutte le trasgressioni commesse. Non sono invenzioni: l’hanno sempre detto tutti i più grandi Maestri dell’umanità, e grandi artisti, pittori e poeti hanno rappresentato quel mondo nelle loro opere; e per di più, persone clinicamente morte da tre o quattro giorni sono ritornate in vita e hanno raccontato ciò che avevano visto nel piano astrale. Di tanto in tanto il Cielo permette a qualche persona di fare quell’esperienza per incitare gli uomini alla saggezza, ricordando certe verità.
Quindi, dopo la morte, l’uomo deve subire nel piano astrale tutto il male che ha fatto agli altri e soffrire tutte le trasgressioni che ha commesso. Non si deve credere che l’Intelligenza cosmica voglia vendicarsi o punirli: essa vuole soltanto che l’uomo divenga perfettamente cosciente di tutto ciò che ha fatto sulla terra, perché spesso ha fatto soffrire degli esseri senza nemmeno rendersene conto e questo stato di ignoranza è inaccettabile, perché impedisce di evolvere.
L’Intelligenza cosmica ci fa quindi passare attraverso quelle sofferenze che abbiamo inflitto agli altri, per farci conoscere bene ciò che abbiamo commesso, affinché ci si possa correggere. Il tempo che vi trascorriamo dipende dalla gravità dei nostri errori. Coloro che non hanno commesso dei grandi crimini superano rapidamente quella tappa, mentre gli altri rimangono per anni nelle sofferenze.
Quando l’uomo ha pagato completamente i suoi debiti, entra nel primo livello dell’astrale superiore, dove vive nella gioia e nello stupore, grazie alla felicità che ha dato agli altri sulla terra. Tutto ciò che ha fatto di buono per loro aiutandoli, incoraggiandoli, dando loro speranza, risvegliando in loro la fede o l’amore lo deve vivere anche nel piano astrale, amplificato all’infinito…
Successivamente quegli esseri salgono verso i mondi del piano causale, dove tutti i tesori e le ricchezze della saggezza vengono loro offerti, tutti i misteri dell’universo vengono svelati, tutta la bellezza dei mondi celesti viene mostrata. Poi salgono ancora più in alto nel piano buddhico dove, uniti all’Anima universale, vivono una vita di indescrivibile felicità. Poi, per ciò che accade nel piano atmico, non vi sono parole che lo possano esprimere; è la fusione completa con il Creatore…”*
Queste conoscenze sono fondamentali per noi e per i nostri cari, e per il comportamento più adatto da tenere con chi se ne sta andando.
Il momento del distacco, sia improvviso che previsto, è sempre molto difficile per chi rimane, per una serie complessa di motivazioni; ma la consapevolezza della straordinaria esperienza che il trapassato sta vivendo, ci responsabilizza a porgere tutto l’aiuto possibile e il sostegno necessario perché possa affrontare sé stesso nella più assoluta serenità.
“Quindi, lasciate che i morti partano tranquillamente verso quei luoghi dove devono andare. I vostri genitori, i vostri amici, non aggrappatevi a loro, non tratteneteli con il vostro dolore e la vostra sofferenza, e soprattutto non cercate di chiamarli per comunicare con loro: li importunereste e impedireste loro di liberarsi. Pregate per loro, inviate loro il vostro amore, pensate che si liberino e si elevino sempre più nella luce. Se li amate veramente, sappiate che sarete un giorno con loro. Questa è la verità. Quante volte ve l’ho già detto: là dove è il vostro amore, là un giorno sarete anche voi.”*
*estratti dalla pubblicazione La morte e la vita nell’aldilà
di Omraam Mikhaël Aïvanhov – Edizioni Prosveta
Elisabetta Mastrocola
elisabetta.mastrocola@alice.it
Ufficio stampa Prosveta