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26 April, 2010 by pomodorozen Categories :
Dalai Lama
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Dalai Lama Libri
Frase del giorno
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Ottenere la pace

La felicità non può nascere dalla rabbia o dall’odio. Nessuno dice: “Oggi sono felice perché
stamattina mi sono arrabbiato assai”. Al contrario, la gente si sente a disagio e dice: “Oggi
non sono contento perché stamattina ho perso le staffe”. Tramite la gentilezza, tanto al
livello personale, quanto a livello nazionale e internazionale, col rispetto reciproco e la
reciproca comprensione, otterremo la pace, unitamente a una genuina soddisfazione.
(Tenzin Gyatzo, XIV Dalai Lama)

22 October, 2009 by pomodorozen Categories :
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Libri sullo zen
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Mente zen mente di principiante

Mente Zen mente di principiante

Estratto dal libro
Anche se non fate niente, possedete la qualità dello zazen in ogni momento. Ma se cercate di trovarla, non possedete alcuna qualità. Non abbiamo alcuna finalità. Ma una via c’è. La via di praticare senza alcuna meta, ossia concentrarsi su ciò che si sta facendo nel momento presente. Una sola è la via Il panorama che vediamo dal finestrino del treno cambierà, ma i binari su cui corriamo sono sempre uguali. E i binari non hanno né inizio né fine. Non esiste un punto di partenza né una meta da raggiungere. La nostra via è correre semplicemente sui binari e basta. Ma quando sorge in voi la curiosità per i binari sorge il pericolo. Limitatevi ad apprezzare la vista che si gode dal finestrino del treno Non c’è alcun segreto. La natura di ognuno è sempre la stessa, come i binari.


Shunryu Suzuki-Roshi

Conversazioni sulla meditazione e la pratica Zen
ISBN: 9788834002780

Prezzo € 10,00

Tratto dai discorsi che Suzuki-roshi teneva ai propri studenti Zen, questo libro e l’unica testimonianza scritta di un grande uomo, il quale, con le sue doti umane di semplicita, dolcezza, calore e umorismo, ha saputo comunicare agli occidentali, in una lingua occidentale, l’intimo significato dello Zen, collocandosi cosi, insieme a Watts, Krishnamurti e Trungpa, fra i protagonisti dell’incontro fra oriente religioso e occidente contemporaneo.

Shunryu Suzuki-roshi (1904-1971), figlio di un prete soto responsabile di un piccolo tempio giapponese, inizio l’addestramento zen molto presto sotto la guida di Gyokujun So-on e di altri maestri. Nel 1959, ormai responsabile di molti templi e di un monastero, riusci a realizzare il suo grande sogno: partire per l’America per diffondere lo zen soto, l’insegnamento di Dogen. Stabilitosi al Sokoji di San Francisco, un piccolo tempio soto di cui erano membri una sessantina di famiglie giapponesi, riuni attorno a sé un gruppo sempre piu nutrito di studenti americani, fondando in pochi anni il San Francisco Zen Center e lo Zen Mountain Center di Tassajara, il primo monastero zen in America per ritiri intensivi.

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22 October, 2009 by pomodorozen Categories :
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Cuore zen – Ezra Bayda

Consigli semplici per una vita di consapevolezza e compassione
ISBN: 9788834015568



Cuore zen e un libro cristallino. La lettura e leggera e scorrevole, tanto che a volte sembra difficile cogliere la profondita delle esperienze che descrive.

Per amore di chiarezza l’autore divide il percorso meditativo in tre fasi, e riesce cosi a tracciare un quadro esaustivo, semplice, ma non semplicistico, del sentiero della pratica. Secondo Bayda, l’io in quanto ‘me’, in quanto personalita, sé individuale, ha necessita di essere esplorato al fine di compiere un percorso spirituale completo, e cio avviene nella ‘fase del me’. Ma la conoscenza di sé, dei propri meccanismi di difesa, dei propri schemi emotivi, non esaurisce la comprensione cui da accesso la meditazione.

‘Essere consapevolezza’ ed ‘essere gentilezza’ non sono solo possibilita effettive dell’uomo, sono la sua vera natura.

L’autore illustra gli ostacoli, diversi per ognuno, ma riconducibili ad alcuni meccanismi ripetitivi, cosi come i pilastri della pratica e le qualita necessarie al risveglio.

Egli non insiste sul primato di una via sull’altra, pur definendosi insegnante di zen, e si concentra piuttosto su una disamina attenta ed esauriente di un cammino di realizzazione, esprimendo in tutta la sua complessita le vicissitudini umane di qualcuno che ha cercato risveglio e compassione. Il volume si completa con alcuni interessanti suggerimenti pratici ed esercizi per accogliere tutti gli eventi della vita, invece di fuggire, arrabbiarsi o tentare invano di controllarli.

Discepolo di Charlotte Joko Beck, la fondatrice della scuola di zen americano Ordinary Mind, Ezra Bayda insegna una pratica zen spogliata di ogni connotazione orientale e ridotta all’essenziale: essere presenti alla vita quotidiana con attenzione e consapevolezza. Questo e il segreto, sorprendentemente semplice, della vita spirituale: basta applicarlo nella propria vita quotidiana e il mondo intero diviene il nostro maestro, ci risvegliamo alla sacralita della vita e siamo colmi naturalmente di compassione per tutti gli esseri. Ma semplice non significa facile, e certo non e facile essere presenti agli aspetti piu dolorosi o imbarazzanti della vita. Cuore zen insegna una pratica in grado di trasformare le esperienze difficili in stadi preziosi del sentiero spirituale e di rendere la consapevolezza un’abitudine quotidiana.
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22 October, 2009 by pomodorozen Categories :
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Il manifesto dello Zen – Osho

Osho

Liberta da se stessi

Prezzo € 19,00

Lo Zen non ha nulla a che vedere con la mente, è il ruggito di un leone. E il maggior contributo dello Zen al mondo è la libertà da se stessi“. Osho

L’opera raccoglie l’ultima serie di discorsi di Osho in cui egli apre a vette mai prima dischiuse da coloro che in Occidente si sono avvicinati al mondo dello Zen, e parte del testo mette a fuoco i limiti dei vari Merton, Alan Watts, Paul Reps che, loro malgrado, hanno tentato di confinare tale esperienza al mero esercizio dell’intelletto.

“Man mano che ci si addentra nella lettura, si scopre che Osho ha le qualità di un arciere Zen. Con la sua poesia mette a fuoco il bersaglio, con la sua logica lo scruta dalle posizioni più diverse, prima di tendere l’arco della propria consapevolezza e annientare l’io con la freccia del proprio essere.

Leggendo questi undici capitoli (e il mio consiglio è di affrontarli uno per volta, senza fretta), vi invito a rileggerli tutti due volte, prima di proseguire. Se lo farete, non solo sperimenterete l’intima gioia di assorbire pian piano le parole di un Maestro Zen, ma nella rilettura ne potrete afferrare le sfumature meno abituali ai vostri processi mentali. E se siete persone come me, ben presto vi troverete a scrivere i vostri commenti, a evidenziare le cose che hanno sprigionato il vostro entusiasmo, o che hanno sollevato il vostro disaccordo.” Robert H. Rimmer

“Su questo pensatore sono stati scritti articoli e libri al curaro. Una campagna denigratoria che non ha avuto uguali ha tentato il discredito sistematico, tutto è caduto nel nulla. Rimane il pensiero. È difficile sottrarsi al fascino di un uomo dalla cultura universale, capace di collegare davvero l’occidente all’oriente, l’ebraismo al cattolicesimo, la magia alla scienza. E il sospetto che sia proprio questa capacità sincretica a generare l’odio diventa subito fortissimo. Perché anche nel passato tutti i tentativi di rapportare il sapere tra secoli e culture diverse sono sempre stati soffocati nel sangue.

E allora viene anche da riflettere sulla lotta tra bene e oscurità. La spiegazione della persecuzione di Rajneesh può trovare una lettura in questa titanica, millenaria battaglia tra la forza dell’unione e quella della separazione”.
“Taccuino di viaggio” a cura di Gabriele La Porta

Ci sono libri che è impossibile non pubblicare, che non si possono non leggere: sono opere che anticipano il futuro, mutano la realtà individuale, richiamano fortemente il nostro destino di uomini a possibilità mai concepite o immaginate. Questi libri obbligano a uscire dal proprio appartenere biologico, sociale, psichico e individuale, per indossare l’abito della consapevolezza: il solo strumento in grado di leggerli, di valorizzarli e di comprenderli. In questo sta il loro valore, la loro grandezza: questo è semplicemente uno di quei libri.

“I tempi sono maturi per un Manifesto dello Zen. L’Occidente ha acquisito familiarità, ma cerca di avvicinarsi allo Zen con la mente: ancora non ha compreso che lo Zen è pura non-mente!
L’incredibile compito dello Zen è farvi uscire dalla prigione della mente. Non si tratta di filosofia, di intellettualismi. Non è neppure una religione, perché non presenta finzioni, né menzogne, né consolazioni: è il ruggito di un leone.

La cosa grandiosa che lo Zen ha introdotto nel mondo è la libertà da se stessi. Questa è l’unica ribellione contro la mente, contro il sé, la sola ribellione che cancella ogni limite che vi imprigiona e che fa compiere un balzo quantico nel nulla. Ma questo nulla è assolutamente vivo, è la vita stessa, è l’esistenza. Il Manifesto dello Zen è semplicemente a favore di questa esistenza. Forse lo Zen è l’unico sentiero che non rifiuta nulla. Si rallegra di ogni cosa, senza condizioni: non ha comandamenti.

Lo Zen conosce solo una vita senza confini che assorbe in sé ogni tipo di contraddizione, in una profonda armonia. La notte è in armonia con il giorno, la vita è in armonia con la morte, la terra è in armonia con il cielo. Questa immensa armonia è l’essenza di questo Manifesto che si addice a tutti: uomini e donne, bianchi e negri, hindu e mussulmani, cristiani e buddisti. È un’esperienza, è il risvegliarsi della luce interiore…”
(Osho)

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25 September, 2009 by pomodorozen Categories :
Dalai Lama
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Felicità
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l’Arte della Felicità – Dalai Lama

L'arte della felicitàSe definiamo l’amore il desiderio genuino di saper felice un altro, ne consegue che ciascuno di noi in realtà ama se stesso: tutti noi desideriamo sinceramente la nostra felicità.

“Per raggiungere il nostro pieno potenziale umano, dobbiamo riuscire a bilanciare l’esigenza di intimità e unione con il senso di autonomia, ovvero con quel bisogno di rivolgere l’attenzione verso noi stessi che è parte integrante della nostra evoluzione di individui.”

Mutare prospettiva è spesso uno degli strumenti più potenti ed efficaci che abbiamo a disposizione quando ci confrontiamo con i problemi quotidiani della vita.

Sostanzialmente mutare prospettiva non vuol dire essere incoerenti oppure bandiere al vento. Ma se espressione della nostra voglia di capire gli altri rispecchiano la capacità di guardare la situazione da un altro punto di vista che in certe situazioni potrebbe essere anche quello del nostro peggiore nemico.

Cercare di capire il nostro nemico è anche segno di misericordia. Rispettare ed amare colui che ci ha fatto del male vuol dire far crescere in noi il seme della compassione. E se il mondo si dovesse riempire di compassione non ci sarebbe più posto per guerre, cattiverie e crudeltà.
(brani tratti da “L’Arte della felicità” – Dalai Lama)

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Che cosa occorre per essere felici?  Il denaro?  Il successo?  L’amore?  La stima degli altri?
E’ un interrogativo che da sempre l’uomo si pone senza sapersi dare una risposta. Il Dalai Lama, rivolgendosi a tutti, indipendentemente dalle condizioni o dalle storie personali, dalla religione o dalla cultura, ci spiega come per raggiungere la felicità siano necessari una disciplina e un metodo interiori che ci aiutino a combattere gli stati mentali negativi (la rabbia, l’odio, l’avidità) e a coltivare gli stati mentali positivi (la gentilezza, la generosità, la tolleranza verso gli altri).

L’Arte della Felicità non attinge quindi a credenze religiose o verità assolute, ma è la conquista e l’esercizio di una pratica quotidiana, difficile ma possibile: conoscere se stessi, capire le ragioni degli altri, aprirsi al diverso e guardare le cose in modo nuovo.

In una parola, riscoprire la qualità umana per eccellenza: la compassione. Insegnandoci a trasformare le avversità in occasioni per conquistare una stabile e profonda serenità interiore, il Dalai Lama ci rivela così come sconfiggere l’ansia, l’insicurezza, la collera e lo sconforto, per vivere meglio con se stessi e con gli altri. … continua

Tenzin Gyatso (1935) è il quattordicesimo Dalai Lama. Leader politico e spirituale del popolo tibetano, autorità religiosa, voce tra le più ascoltate del pacifismo mondiale, nel 1989 è stato insignito del Premio Nobel per la pace. Dal 1959 vive in India, a Dharamsala, sede del governo tibetano in esilio.

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