WP Remix









Libertà

15 giugno, 2010 by pomodorozen Categories :
Andrea Pangos
Equanimità
Frase del giorno
Libertà
(0) Comment

Non preoccuparti – Andrea Pangos

Molti si preoccupano del mondo, aggravandone così la condizione.  L’umanità ha bisogno di soluzioni, non di ulteriori preoccupazioni.  Occuparsene con qualità rigenera il genere umano,  preoccupandosene lo degenera.  Chi conosce le soluzioni si occupa, non si preoccupa.

(Andrea Pangos – “Realtà e Amore” Pag. 19 )

11 giugno, 2010 by pomodorozen Categories :
Anthony de Mello
Frase del giorno
Libertà
Sofferenza
(0) Comment

Dolore e sofferenza – Anthony de Mello

Il dolore e’ reale, ma la sofferenza emerge solo quando ti opponi al dolore ed e’ il risultato della tua opposizione al dolore, alla realta’ che ostacola i tuoi desideri.  Se accetti il dolore, la sofferenza non esiste. Il dolore, per l’essere reale,  non e’ intollerabile, perche’ ha un senso comprensibile che lo placa.  Cio’ che risulta insopportabile e’ avere il corpo qui e la mente nel passato o nel futuro, e’ il desiderio di distorcere la realta’ che e’ inamovibile. Questo si’ che e’ intollerabile, perche’ e’ una lotta inutile,  come e’ inutile  il suo risultato: la sofferenza.  Non e’ possibile lottare per cio’ che non esiste, non si deve cercare la felicita’  dove non c’e', ne’ prendere per vita cio’ che vita non e’. Bisogna svegliarsi!  Non appena ci svegliamo…..paf! finisce la sofferenza.
(da Ti voglio libero come il vento, pag. 17 – Anthony De Mello)

1 giugno, 2010 by pomodorozen Categories :
Frase del giorno
Jiddu Krishnamurti
Libertà
(0) Comment

La via della libertà – Jiddu Krishnamurti

Non c’è alcuna via verso la verità, sia essa storica o religiosa. Non è da esperire o da trovare nella dialettica, né da vedere in opinioni mutevoli e credenze. Ti imbatti in essa quando la mente è libera da tutte le cose che ha messo insieme.
(Jiddu Krishnamurti, Diario)

5 febbraio, 2010 by pomodorozen Categories :
Amore
Articoli
Felicità
Libertà
Osho
(0) Comment

Innamorarsi dell’Amore – Osho

La polarità fondamentale della vita, dell’Amore e della Meditazione
La crescita personale richiede un movimento continuo da una polarità all’altra. A volte stare da soli è perfetto: si ha bisogno del proprio spazio, di dimenticare tutti e stare con se stessi. L’altro è assente e quindi non hai nessuno che ti confina: l’altro crea un confine, da solo sei infinito.
Vivendo insieme agli altri, andando in giro per il mondo, nella società, a poco a poco si avverte un senso di confino, di limitazione, come se si avessero attorno delle mura: diventa una sottile forma di prigionia e si sente il bisogno di muoversi.

A volte è necessario stare completamente da soli, in modo che ogni confine scompaia, come se l’altro non esistesse affatto, e l’intero universo, il cielo infinito esistessero solo per te: in quel momento di solitudine per la prima volta si comprende cos’è l’infinito.

Ma se ci rimani troppo a lungo, con l’andare del tempo l’infinito ti annoia, diventa insipido. Ci sono purezza e silenzio, ma non c’è alcuna estasi: l’estasi arriva sempre attraverso l’altro. E allora all’interno cresce una fame d’amore, si desidera rifuggire la propria solitudine, questo vasto spazio infinito; si vuole un posticino confortevole con della gente intorno, in modo da dimenticarsi di se stessi.

Questa è la polarità fondamentale della vita, dell’amore e della meditazione. Le persone che cercano di vivere solo attraverso l’amore e le relazioni a poco a poco diventano molto limitate: perdono infinità e purezza, diventano superficiali.
Vivere sempre in relazione significa vivere dentro i confini in cui puoi incontrare l’altro; pertanto ti fermi sempre sulla soglia, non riesci mai a entrare nel tuo palazzo, perché è davanti alla porta che ci si incontra con i passanti. Le persone che vivono solo nell’amore, dunque, a poco a poco diventano superficiali. La loro vita perde di profondità. E le persone che vivono solo di meditazione diventano molto profonde, ma la loro vita manca di colore, è priva di danza estatica, non ha la qualità orgasmica dell’essere.

Un’umanità reale, l’umanità del futuro vivrà le due polarità assieme, e ogni mio sforzo consiste nel cercare di condividere tale comprensione. Sarebbe bene potersi spostare liberamente dall’una all’altra, senza che una delle due diventi una limitazione: non dovresti temere la folla del mercato, né dovresti temere il monastero.
Tale libertà, tale flessibilità di movimento, è ciò che io chiamo sannyas. Più ampio è il movimento, più ricca sarà la tua vita.

La vita dovrebbe essere al tempo stesso complessa e semplice. E’ necessario cercare di continuo questa armonia, altrimenti la vita diventa monotona, con una sola nota che si continua a ripetere, senza però poterne far nascere un’orchestra.

da “Innamorarsi dell’amore” – Osho

Osho - Amore e Odio - DVD

Da non perdere

Prezzo € 15,30 (-15%)

L'ABC del Risveglio
Prezzo € 16,00

Il Miracolo più Grande
Commenti ai vangeli

Buono

Prezzo € 9,00

La Vita è Dono
Prezzo € 14,00

Essere se Stessi

Da non perdere

Prezzo € 6,50

Il Mondo è in Fiamme
Commenti al Dhammaopada il sentiero di Gautama il Buddha
Prezzo € 16,00

La Meditazione Passo dopo Passo

Da non perdere

Prezzo € 14,00

Giusto o Sbagliato?
Non puoi essere sicuro di ciò che fai perchè non sei ancora sicuro di ciò
Prezzo € 15,30 (-15%)

La Voce del Mistero
Prezzo € 9,00

Estasi - Il Linguaggio Dimenticato
Prezzo € 14,00

Che cos'è la Meditazione

Da non perdere

Prezzo € 9,00

Amore, Scienza e Meditazione
Le dimensioni dell’uomo nuovo
Prezzo € 7,00

Tu Sei il Mondo

Da non perdere

Prezzo € 6,50

Il Sutra del Diamante
Prezzo € 18,00

Il Rispetto per Se Stessi - DVD

Da non perdere

Prezzo € 14,00

Una Perfetta Imperfezione
Ama ciò che sei

Da non perdere

Prezzo € 16,50

15 dicembre, 2009 by pomodorozen Categories :
Amore
Compassione
Equanimità
Libertà
(0) Comment

La messinscena della carità

0034

La carità è in realtà , l’interesse personale mascherato da altruismo. Voi dite che è difficile accettare che ci possano essere delle occasioni in cui non siete genuini nei vostri tentativi di essere affettuosi e fiduciosi nei confronti degli altri. Vorrei semplificare questo concetto. Anzi, semplifichiamolo il più possibile, portiamolo alle estreme conseguenze, almeno per cominciare.

Esistono due tipi di egoismo. Il primo è quando io concedo a me stesso il piacere di compiacermi. Questo è quello che comunemente definiamo egocentrismo. Il secondo è quando mi concedo il piacere di compiacere gli altri. Questo sarebbe un tipo di egoismo più raffinato.

Il primo tipo appare più che evidente, mentre il secondo è nascosto, molto nascosto, e per questo più pericoloso, perché finiamo per sentirci davvero eccezionali. Ma forse, tutto sommato, non siamo poi tanto eccezionali. Vedo che protestate, a questa mia affermazione. Splendido!

Lei signora mi cita il suo caso: lei vive da sola, va in parrocchia, e dedica agli altri parecchie ore del suo tempo. Però ammette anche che in realtà lo fa per egoismo – lei ha bisogno di essere utile – e sa anche che ha bisogno di essere utile in modo tale da sentire di dare un piccolo contributo al mondo. Ma afferma anche che, poiché gli altri hanno bisogno di lei, si tratta di uno scambio bidirezionale.

Lei è quasi illuminata! Dobbiamo tutti imparare da lei. E’ vero. La signora dice:”Io do qualcosa, e ricevo qualcosa”. Ha ragione. Io vado la per aiutare, do qualcosa, ricevo qualcosa. E’ splendido. E’ vero. E’ reale. Questa non è carità, è interesse personale illuminato.

E lei, signore, lei mi fa notare che il vangelo di Gesù è in ultima analisi il vangelo dell’interesse personale. Otteniamo la vita eterna attraverso i nostri atti di carità. “Venite benedetti delpadre mio, perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare” e così via. Lei dice che questo conferma esattamente quello che ho detto io. Se guardiamo a Gesù lei dice, ci accorgiamo che i suoi atti di carità erano, a conti fatti, atti di interesse personale, per assicurarsi le anime da destinare all vita eterna. E ritiene che ciò costituisca l’essenza e il significato profondo della vita: il perseguimento dell’interesse personale attraverso gli atti di carità.

Bene. Però, vede, lei sta barando un po’, perché ha inserito la religione in questo discorso. Legittimo, per carità. E’ valido. Ma forse è meglio che mi occupi dei vangeli, della bibbia e di Gesù verso la fine di questo ritiro. Ma ora, tanto per complicare le cose un po’ di più, vorrei dire solo questo: “Ho avuto fame, e mi avete dato da mangiare. Ho avuto sete e mi avete dato da bere.” E loro cosa rispondono? “Quando? Quando l’abbiamo fatto? Non lo sappiamo”. Erano inconsapevoli!

Qualche volta, fantasticando, mi capita di immaginare una scena nella quale il re dice: “avevo fame e mi avete dato da mangiare” e la gente che si trova sulla destra dice: “Esatto Signore lo sappiamo”.

“Non stavo parlando con voi” risponde loro il re.

“Non corrisponde alle scritture; voi non dovreste saperlo”.

Non è interessante? Voi, invece lo sapete. Voi conoscete quella sensazione di piacere che si prova compiendo atti di carità. Esatto, è così!

E’ esattamente il contrario di qualcuno che dica:”cosa c’è di tanto speciale in quel che ho fatto? Ho fatto qualcosa, ho ricevuto qualcosa. Non avevo idea di fare del bene. La mia mano sinistra ignorava quello che stava facendo la destra”

Sapete, il bene assume il suo valore più altro in quelle occasioni in cui non ci si rende conto che si sta facendo del bene. Non si è mai tanto buoni quanto nelle occasioni in cui non ci si rende conto di essere buoni. Ossia, come direbbe il grande Sufi: ”Un santo è tale finché non viene a saperlo”. Non è autocosciente.
Tratto da: Messaggio per un’aquila che si crede un polloAnthony de Mello – Piemme