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23 novembre, 2010 by pomodorozen Categories :
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Jiddu Krishnamurti
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Camminare insieme – Jiddu Krishnamurti

Forse avete riflettuto un poco su quanta abbiamo detto domenica mattina, approfondendo I’indagine per conto vostro, e può darsi che siate giunti a un punto oltre il quale non vi e riuscito di andare. Allora, potremmo spingerci un poco pili avanti insieme. Domenica dicevamo che noi dobbiamo avere la capacita di pensare insieme. Questa capacità affiora inevitabilmente, in modo del tutto naturale, quando ci rendiamo canto di quanto sia importante pensare insieme, in un mondo che va corrompendosi ogni giorno di più.

Pensare insieme non ha nulla a che fare can l’essere d’accordo o il non  esserlo, ma richiede che vengano messi completamente da parte  pregiudizi, criteri di valutazione, punti di vista e opinioni personali. Pensare insieme significa I’assenza di qualsiasi divisione tra noi; significa che in voi non c’e un pensatore separato dall’atto di pensare. C’e soltanto l’atto di pensare, la capacita di pensare insieme, e non il vostro modo personale di pensare, diverso dal modo di un’altra persona.

Ma evidentemente questa assenza di divisione non può sussistere se non siete disposti a mettere da parte le vostre esigenze personali, la vostra vanità, le vostre conclusioni particolari, cui date tanta importanza. Finchè non mettete da parte tutto questo, non è possibile incontrarci, non e possibile essere insieme. La parola ‘insieme’ significa camminare insieme, essere vicini in ogni momento e non stare uno avanti e l’altro indietro.  Significa fare la stessa strada senza pensare a cose diverse, guardare le stesse cose senza interpretare quello che si vede in base alle proprie preferenze, ai propri pregiudizi; significa osservare, ascoltare, camminare insieme.

Mi chiedo se vi rendete conto di che casa accada tra due esseri umani, quando sono capaci di stare ‘insieme’.  Nella permissività della società attuale, ognuno di noi pretende di essere soddisfatto, sessualmente, emotivamente, o in altri modi, ed e naturale che questa esigenza di soddisfazione porti con se tutto il problema della frustrazione. Per favore, ascoltate attentamente quello che vorrei farvi notare.  Non preoccupatevi di accettare o di negare quanto stiamo dicendo. Stiamo pensando insieme. .

Ci si aspetta soddisfazione da un’altra persona, oppure si agisce spinti dal desiderio di diventare qualcuno, di avere successo. Ed e inevitabile che ogni forma di desiderio, alla ricerca di soddisfazione, si muova verso la frustrazione e la nevrosi.  Ma quando siamo capaci di pensare insieme, quando voi, insieme alle persone che sono con voi, avete messo da parte opinioni, pregiudizi, valutazioni personali, e così via, in modo che sia scomparsa qualsiasi barriera che vi divide, allora, non c’e alcuna ricerca di soddisfazione, e quindi non esiste nemmeno frustrazione.  Questa non e un’affermazione superficiale, non e un concetto che stabilisce un obiettivo da raggiungere, ma esprime la consapevolezza del fatto che in qualsiasi campo, politico, religioso, economico, sociale, finchè non saremo capaci di pensare insieme, dovrà inevitabilmente sussistere la divisione.

E questa divisione alimenta il desiderio di inevitabilmente a finire nella frustrazione, nella inconsulte. Solo quando pensiamo insieme, finisce qualsiasi squilibrio.  Se me lo consentite, posso chiedere a quelli di voi che hanno ascoltato quanto abbiamo detto domenica mattina, se avete lasciato perdere opinioni, persuasioni, esperienze personali? Oppure, consciamente o inconsciamente, continuate a tenervele strette e per di più ora state facendo lo sforzo di capire che cosa significhi pensare insieme? Se fosse così sarebbe un tentativo davvero infantile, che permetterebbe di man tenere superficialmente tra noi una certa comunicativa, mentre in realtà alimenterebbe la divisione e quindi il conflitto.

Vedete, quando pensiamo insieme, il conflitto finisce completamente. Mi domando se ve ne rendete conto. Per favore, questo fatto deve essere capito. Da millenni gli esseri umani vivono nel conflitto, nella tensione emotiva, nello sforzo di sostenere ogni genere di contese, fisiche e psicologiche.

Da millenni gli esseri umani si sfruttano reciprocamente. Alla base di qualsiasi relazione umana c’e questa situazione penosa. Essere capaci di pensare insieme significa sottoporre a un cambiamento radicale la propria relazione con gli altri, perchè la divisione scompare.  Se voi siete ambiziosi, anche se un’altra persona non lo è, c’è divisione.  Se credete in Dio, in Gesù o in Krishna, e un’altra persona non ci crede, c’e divisione e quindi conflitto. Potete tollerarvi reciprocamente – ed è quanto sta accadendo oggi nel mondo – tuttavia la divisione rimane, i nazionalismi rimangono.

(tratto da:  Jiddu Krishnamurti – Che cosa vi farà cambiare – Discorsi a Saanen)

Bibliografia
Riflessioni sull’io – Krishnamurti
Come siamo – Krishnamurti

26 maggio, 2010 by pomodorozen Categories :
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Fabio Volo
Frase del giorno
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Il bello della coppia – Fabio Volo

“E cosa c’è di bello nella coppia scusa?”
“La complicità, il senso di appartenenza. A me, per esempio, piace conoscere una persona a memoria”
“Come ti piace conoscere una persona a memoria? E la routine? La monotonia? Che cos’hanno de bello?”
“No, non parlo di routine o monotonia, ma di sapere a memoria una persona. Non so come spiegartelo, è come quando studi le poesie a scuola, in quel senso intendo a memoria”
“Questa non l’ho capita”
“Ma si dai, come una poesia. Sai come si dice in inglese studiare a memoria? By heart, col cuore. Anche in francese si dice par coeur… ecco, in questo senso intendo. Conoscere una persona a memoria, significa, come quando ripeti una poesia, prendere anche un po’ di quel ritmo che le appartiene. Una poesia, come una persona, ha dei tempi suoi. Per cui conoscere una persona a memoria significa sincronizzare i battiti del proprio cuore con i suoi, farsi penetrare dal suo ritmo. Ecco, questo mi piace. Mi piace stare con una persona intimamente perché vuol dire correre il rischio di diventare leggermente diversi da se stessi. Alterarsi un po’. Perché non è essere se stessi che mi affascina in un rapporto a due, ma avere il coraggio di essere anche altro da sé. Che poi è quel te stesso che non conoscerai mai. A me piace amare una persona e conoscerla a memoria come una poesia, perché come una poesia non la si può comprendere mai fino in fondo. Infatti ho capito che amando non conoscerai altro che te stesso.
(Fabio Volo)

6 dicembre, 2009 by pomodorozen Categories :
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In coppia

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(di Dakshina Orsi)

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Due individui scelgono di “entrare in relazione”. Due personalità distinte si incontrano. E, naturalmente, di tanto in tanto, si scontrano. Il modo migliore di comunicare una critica è di riferirsi ad un comportamento o un’attitudine precisi, comunicare anche il proprio sentire a riguardo e proporre “costruttivamente” una correzione, una soluzione. Ma ancor più che l’essere ascoltati, per risolvere i conflitti è necessario imparare l’arte dell’ascolto. Quando due mondi si incontrano – due storie, due passati – è fondamentale riuscire a vedere con gli occhi dell’altro, “mettersi nei suoi panni” e, soprattutto, comprenderne lo stato emotivo.

Questa è empatia – una qualità che, tra l’altro, ha anche l’effetto di diminuire l’ostilità del proprio interlocutore in uno scontro verbale. Applicando l’arte dell’ascolto in una situazione di conflitto, scelgo, invece di reagire, di assumere il punto di vista dell’altro – magari anche riformulandolo esplicitamente: “Mi stai dicendo che…”, proprio per verificare la precisione di quanto inteso (molto spesso, infatti, l’emotività ci porta ad interpretare quanto espresso dall’altro, a volte stravolgendo completamente il contenuto della sua comunicazione – quando si dice “intendere fischi per fiaschi”).

Più frequentemente non ci si ascolta affatto, o si presume di sapere già dall’inizio dove l’altro vuole andare a parare. Non si è presenti alla situazione, ma, al contrario, ci si mette subito sulla difensiva, pronti a ribattere, con la mente che corre alla ricerca di un piano di attacco o di fuga. E questo non fa che aumentare la collera e alimentare il conflitto.

L’ascolto non riguarda solo le parole, ma anche i sentimenti che stanno dietro: quello che si può cogliere dall’espressione del volto, dalla postura del corpo o dalla vibrazione della voce. Ogni conflitto dovrebbe avere un processo di risoluzione alla fine del quale entrambi i partner si sentano “vincenti”, integri. In altre parole, che porti ad una più profonda comprensione. Questo ci permette di vivere le relazioni come un continuo divenire che giorno dopo giorno ci arricchisce e ci nutre.

Bibliografia:
La Coppia Illuminata – Fabio Marchesi

Migliorare i Rapporti di Coppia – Lise Bourbeau

Conoscersi, Capirsi, Amarsi – John Gray

Per una Felice Vita di Coppia – David Niven

La Coppia che Scoppia – Maria Cristina Strocchi

24 novembre, 2009 by pomodorozen Categories :
Amore
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Guido da Todi
Pensieri di saggezza
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Ricominciare da capo

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Per favore, lascia che ti parli delle tue parole e dei tuoi comportamenti che mi hanno ferito: che mi hanno reso infelice. Te lo chiedo perché non si radichi il risentimento, non si alimenti la rabbia, non si arrivi a una separazione, non finisca la tenerezza, non sparisca la dolcezza, non diminuisca l’amore. Per favore ascoltami senza rispondere, senza difenderti, senza interrompermi. Lascia passare qualche giorno, e poi dimmi che cosa pensi, che cosa senti. Io ascolterò: io ti ascolterò attentamente.”

“Per favore, lascia che ti parli delle tue belle parole e dei tuoi comportamenti che ho molto apprezzato e che mi hanno reso felice. Te lo chiedo perché l’amore cresca, si alimenti la tenerezza, aumenti la dolcezza, si nutra la gioia. Per favore ascoltami senza rispondere, senza giustificarti, senza interrompermi. Lascia passare qualche giorno, poi dimmi che cosa ne pensi, che cosa senti. Io ascolterò: ascolterò attentamente.”
(Bill Menza, Plum Village)

La pratica del ricominciare da capo ebbe origine in India, in epoca vedica, circa 5.000 anni prima di Cristo. Venne ritualizzata nella cerimonia di Pavarana, che si tiene ogni anno in ottobre, al termine della stagione delle piogge. Pavarana significa invito. La pratica dà a una comunità, a una famiglia o a una coppia, un’occasione per ritrovarsi e comunicarsi le esperienze in un contesto di consapevolezza e reciproco sostegno. Si mette in atto con profonda attenzione a ciò che si dice e si ascolta. Lo scopo è di promuovere la condivisione a cuore aperto dei sentimenti per superare le difficoltà che insorgono tra le persone. Lo scopo è ristabilire l’armonia nelle famiglie e/o nelle comunità. Lo scopo è esprimere o rivelare in modo salutare i propri dispiaceri, le ferite o i torti subiti, in modo che si possa davvero ricominciare da capo.
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tratto da Lista Sadhana:
Guido da Todi – http://it.groups.yahoo.com/group/lista_sadhana/

Bibliografia:
Per non rimandare tutto a domani -  William Bonder
Zero Limits – Joe Vitale
Creare e vivere una nuova vita – Pietro Archiati
Vivere la vita – Pietro Lombardo

http://www.macrolibrarsi.it/libri/__per-non-rimandare-tutto-a-domani.php?pn=180
http://www.macrolibrarsi.it/libri/__zero-limits.php?pn=180
http://www.macrolibrarsi.it/libri/__creare-e-vivere-una-nuova-vita.php?pn=180
http://www.macrolibrarsi.it/libri/__vivere_la_vita.php?pn=180