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Autori – Personaggi celebri

1 agosto, 2011 by pomodorozen Categories :
Andrea Pangos
Andrea Pangos
Meditazione
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Cos’è la meditazione – Andrea Pangos

 

Cos’è la meditazione?

La meditazione è ogni attività che matura la capacità di produrre felicità e di scoprirsi sua origine.

 

Perché meditare?

Per guarire dalla sofferenza, per amare e realizzarsi integralmente.

 

Che cos’è la realizzazione integrale di cui parli?

é l’illuminazione integrata nella pratica vita quotidiana: famiglia, lavoro, rapporti, amicizie, tempo libero, creatività e in altri aspetti della vita.

 

Si possono trascendere sentieri spirituali vecchi o nuovi e tradizioni conclamate e vivere una spiritualità autentica?

Più la vita è nobilitata dalla felicità più è spiritualmente autentica. Gli insegnamenti spirituali andrebbero utilizzati per crearsi un insegnamento proprio, una filosofia di vita in funzione dell’amore, cioè della felicità. Seguire ciecamente un insegnamento o un maestro significa rimanere dei seguaci, senza pervenire a se stessi.

 

Che cos’è il mondo?

Un’esperienza che appare nella propria esperienza di esserci.

 

Cos’è la propria esperienza di esserci?

L’esperienza di esserci è l’esserci, che fa esperienza di sé. Fondamentalmente è amore.

 

Questo è l’amore?

Sì, l’amore è il puro esserci, la pura esperienza di esserci senza la quale non ci può essere altra esperienza.

 

Qual è il rapporto tra l’amore e il mondo?

Il mondo è un’esperienza che appare grazie all’esperienza primaria che è l’amore.

 

Quindi il mondo è una nostra percezione?

Il mondo è un’esperienza che produciamo in noi stessi. Non esiste la percezione del mondo, nel senso di mondo preesistente a prescindere dai sensi, ma c’è una percezione chiamata mondo.

 

Quindi tutto ciò che vediamo, sentiamo, tocchiamo, è semplicemente frutto della nostra capacità di percepire?

Ciò che sperimentiamo siamo noi stessi come individuo con le nostre proiezioni, percezioni.

 

Perché funziona in questo modo? La percezione è forse una funzione necessaria perché noi e il mondo sembriamo reali?

L’individuo e il mondo sono irreali, soltanto l’origine è reale. Per non abbagliarsi con l’idea che il mondo è reale e per discernere più facilmente il reale dall’irreale, i concetti di realtà e reale andrebbero utilizzati soltanto riferiti all’origine, non alla manifestazione.

Esistono delle cause del mondo, ma non delle ragioni per cui c’è la vita e il mondo che appare in essa. Ogni ragione implica il pensiero che esige il tempo e lo spazio, quindi l’esperienza di esserci. Le cause del mondo, invece, esistono di là dal tempo e dallo spazio, in una dimensione senza esperienza e quindi sono inspiegabili. Cercare di spiegarsi le cause della vita è uno dei modi migliori per smarrirsi nella ricerca spirituale.

 

Perché allora tutti percepiamo il mondo in modo simile?

Perché ogni individuo con il suo universo è un’espressione della coscienza originale, che contiene anche i programmi, in comune a tutti gli esseri umani, che determinano il modo in cui ognuno crea, mantiene, trasforma e quindi sperimenta il proprio mondo individuale.

 

Cos’è necessario conoscere per realizzarsi?

è necessario tendere a divenire pura conoscenza in essere, dalla quale far scaturire pensieri in funzione della felicità integrata nella pratica vita quotidiana, con meno pensieri superflui possibile.

 

E quindi cos’è necessario dimenticare?

Più che dimenticare è bene scoprire che ogni conoscenza intellettiva è ignoranza, perché l’amore è la conoscenza integrale. I pensieri sono esperienze parziali, mentre l’Amore, oltre a essere l’esperienza primaria, è anche l’unica esperienza integrale. A dire il vero, anche l’amore è ignoranza, perché la conoscenza originale precede ogni esperienza.

 

C’è spazio per la sessualità nella realizzazione integrale?

La sessualità illuminante rende la realizzazione più integrale.

 

Quindi si può essere spirituali e sessuali allo stesso tempo?

Certo! La spiritualità è amore, essere spirituali significa essere amore.

 

Cosa intendi per sessualità illuminante?

Più la sessualità avviene nell’amore ovvero porta all’amore, più e spirituale, illuminante. Per essere più precisi, non si può non essere spirituali e sessuali contemporaneamente: alla base ognuno è un essere spirituale e sessuale, diversa è la qualità con cui la sessualità e la spiritualità vengono espresse o represse. La sessualità vera non c’è senza amore.

 

Com’è possibile realizzare gli insegnamenti spirituali dell’oriente in occidente?

Per rispondere con qualità e specificatamente dovrei conoscerli a fondo. Per rispondere essenzialmente, dico di non fermarsi ai concetti, alle tecniche, ai riti e di tendere a scoprire che l’amore e la conoscenza sono lo stesso.

 

Il tuo insegnamento offre la possibilità di illuminarsi vivendo in maniera occidentale?

Tendere a illuminarsi significa tendere ad amare, la vita offre innumerevoli occasioni per subire sofferenza, che possono diventare opportunità per aprire il cuore a se stessi, al prossimo e all’origine, a prescindere dagli emisferi planetari.

 

E in modo specifico cosa potrebbe aiutarci a realizzarci?

Consapevolizzare che non c’è nessuno, nessun soggetto particolare, che vive la vita, tranne la vita stessa, che, più precisamente, è se stessa.

 

Nei tuoi insegnamenti, appunto, parli di origine, che cos’è?

L’origine è inspiegabile. Ogni spiegazione esige il tempo, mentre l’origine è senza tempo. Dalla prospettiva della manifestazione, del tempo e dell’esperienza si può affermare che l’origine è, appunto, l’origine della manifestazione e che è senza tempo e senza esperienza, ma si tratta soltanto di idee riguardo a ciò che è indefinibile. Si può dire che l’origine è l’Assoluto, Dio immanifesto, la reale identità, il sé reale. Quindi non è il corpo, le emozioni, i pensieri, l’esperienza di esserci e nemmeno l’amore.

 

Quando tu nelle meditazioni dici sussisto origine, dove sei, dove è chi medita in quel momento, quando afferma questo?

Sussistendo senza pensiero non è certo l’origine ad affermare sussisto origine. è l’individuo che facendo questa affermazione si aiuta a consapevolizzare che in quanto Assoluto si è l’origine stessa, ma non come individuo. L’affermazione sussisto origine o sussisto Assoluto aiuta a scoprire che come individui scaturiamo da se stessi Assoluto, mentre come Assoluto si è l’origine di ogni individuo, della manifestazione intera.

 

Si parla di trascendere la mente, è vera questa cosa?

Ogni trascendimento implica il tempo e lo spazio, che non ci sono senza mente.

 

Quindi qual è la funzione della mente in un allievo che vuole illuminarsi?

L’allievo è la mente stessa. Essere ricercatore spirituale vero significa trasformare la mente da strumento di sofferenza in strumento di beatitudine, amore. Si tratta della mente che si autotrasforma, consapevolizzandosi.

 

La mente è l’individuo?

Si, la mente è l’individuo. Intendo la mente non solo come apparato emotivo e concettuale, ma anche come fenomeno vitale totale, processo di individualizzazione che dura dal concepimento alla morte.

 

Qual’è il rapporto tra la beatitudine e il vuoto mentale?

Vuoto mentale e beatitudine sono due modi di definire la pura esperienza di esserci, l’amore.

 

Cos’è l’estasi?

L’estasi può essere definita anche come beatitudine senza constatare, sapere, di esserci.

 

“Senza constatare di esserci” è oltre il pensiero? Cioè, constatare precede la formazione del pensiero?

La constatazione è un pensiero, l’estasi è lo stato in cui l’intero campo esperienziale produce, quindi sperimenta, beatitudine. Si tratta di uno stato di tale assorbimento che non riesce nemmeno a produrre pensieri. é il vuoto mentale più profondo.

 

Tu parli di estinzione, usi questa nuova definizione nel percorso di crescita spirituale. Di che si tratta?

L’estinzione è lo stato non esperienziale che avviene quando l’assorbimento in sé è talmente profondo che si è dissolta anche la beatitudine. Si tratta dell’estinzione temporanea dell’esperienza di esserci, quindi di ogni esperienza. L’estinzione è uno stato più profondo della beatitudine, cioè dell’amore, esperienza primaria portatrice di ogni altra esperienza.

 

Allora si diventa origine?

Non si può diventare origine, per due motivi almeno. In quanto Assoluto si è già l’origine, mentre come individuo non si può essere che un individuo. L’individuo non può diventare Assoluto e l’Assoluto non può diventare un individuo. Estinzione significa estinzione di ogni esperienza, ma non come durante il sonno profondo in cui l’esperienza di esserci è silente e non viene riconosciuta. Durante l’estinzione l’esperienza di esserci è totalmente dissolta e riemerge con il terminare dell’estinzione.

 

è possibile spiegare la natura di Brahman?

Si può cercare di spiegare praticamente tutto, ma non è detto che le spiegazioni siano veritiere. Ciò che si può dire è che Brahman immanifesto è l’esistenza senza coscienza di sé, l’origine  della manifestazione. Brahman manifesto nella sua forma pura è la beatitudine, pura esistenza con coscienza di sé. Brahman manifesto nel suo insieme è, invece, la manifestazione nella sua interezza. La qualità di Brahman manifesto nella sua interezza è una questione di esperienza di sé, lo stesso evento può essere percepito con sofferenza oppure producendo beatitudine.

 

Dunque la felicità non si cerca, ma si produce?

Cercandola nel modo giusto in se stessi ci si avvicina a produrla, esserla.

 

Cos’è l’illuminazione?

L’illuminazione temporanea è costituita da periodi di beatitudine e nel senso più stretto del termine, di estinzione. L’illuminazione definitiva, invece, è la costante alternanza tra la beatitudine e l’estinzione.

 

è vero che tutti quanti siamo già illuminati e che non c’è nessuno che s’illumina?

Alla base dell’esserci ognuno è beatitudine, che è lo stato illuminato, pertanto non può illuminarsi. L’individuo nel suo complesso, invece, si illumina, come ho detto poco fa, rendendo possibile il costante alternarsi della beatitudine con l’estinzione.

 

è possibile per l’uomo di oggi illuminarsi in modo più fisiologico rispetto a quello che le precedenti tradizioni insegnavano, cioè dopo anni e anni di meditazione, astinenze, rinunce e cambi di nome e identità?

Sì.

 

In che modo?

Liberandosi dalle cattive abitudini che producono sofferenza e acquisendo abitudini positive che producono felicità nella pratica vita quotidiana. è bene comprendere che la sofferenza è una malattia, che più si soffre più si è malati e che maggiore è la sofferenza più intensa deve essere la terapia.

Più velocemente si vuole guarire più bisogna volgersi verso l’amore e la sua origine, tale volgersi è la sostanza della meditazione spirituale.

Iniziare a meditare, cioè avviarsi su un percorso spirituale, significa anche iniziare a trasformare la propria esistenza in funzione dell’amore, liberarsi dal culto della sofferenza in favore della vita funzionale alla felicità.

 

Seguendo le meditazioni che tu insegni come suggeriresti a un allievo di impegnarsi giornalmente? Quanto meditare, come?

Le meditazioni appartate che propongo, che sono solo una parte del sistema meditativo che ho sviluppato, vanno utilizzate per maturare la capacità di rendere meditare ogni aspetto della vita.

La meditazione non va intesa soltanto come esercizio appartato, da fare una o più volte al giorno. La meditazione andrebbe intesa come esistenza alla ricerca della felicità, vita che usa le condizioni esistenti per liberarsi dalla sofferenza. Un’ottima meditazione è tendere costantemente alla presenza Integrale ora-qua, più precisamente tendere a divenirla, indipendentemente dalle situazioni della vita. Questo significa anche osservare le emozioni, i pensieri e il mondo avvenire in noi stessi. Inoltre, meditare significa cercare di non produrre emozioni e idee superflue, anche trasformando il dialogo interiore conflittuale in dialogo consapevolizzante.

 

La meditazione può davvero trasformare la vita di una persona?

Anche la quotidianità è una percezione che appare nella mente. La meditazione qualitativa trasforma la mente, non soltanto la quieta. Esistono ottimi metodi per quietare la mente, senza però trasformarla profondamente, perché non eliminano abbastanza efficacemente le cause degli ostacoli per la realizzazione Integrale. Va considerato che molti metodi adatti alla vita da ashram o da monastero non sono idonei alla maturazione spirituale integrata nella vita di città. Sono metodi che funzionano in condizioni materiali ed energetiche favorevoli alla consapevolizzazione, ma la vita di città è piena di ostacoli per la maturazione spirituale. Chi vive in città e vuole maturare l’esserci dovrebbe usare metodi profondi che permettano di maturare contemporaneamente capacità spirituali ed energetiche tali da trasformare questi ostacoli.

Grazie!

Intervista ad Andrea Pangos

Claudia Catani – Maratea, 31.07.2011

 

 

 

20 maggio, 2011 by pomodorozen Categories :
Andrea Pangos
Consapevolezza
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Le domande illuminanti – Andrea Pangos


Le domande illuminanti sono strumenti meditativi per scoprire le verità concettuali, la Verità esperienziale, l’Amore, e la Realtà, Reale Identità.

Nel senso stretto del termine, il concetto di domanda illuminante riguarda specifici quesiti dall’alto potenziale consapevolizzante (illuminante), per esempio: Qual è la Reale Identità?

Nel senso ampio del concetto invece, ogni domanda impiegata in modo da favorire la consapevolizzazione è illuminante, anche l’interrogazione sull’ameba: Dove avviene l’ameba?, Si è formata nel tempo e nello spazio?, Li percepisce?, A chi l’ameba appare come tale?, Qual è la sua Origine?

La mente può porsi domande in modo da:

- eliminare l’ ignoranza riguardo a se stessa, a altre menti, alla Coscienza,

alla Totalità, alla Reale Identità…; oppure - diversificare la propria ignoranza, facendole magari assumere nuove false vesti di “vera” conoscenza, stratificandola e rendendola più: complessa, affascinante, intrigante, credibile, supportata da calcoli, dati statistici, prove scientifiche… Nel primo caso si tratta di acquisizione di conoscenza nobilitata dall’integrazione dell’esserci, che può portare a conoscere l’illusorietà del sapere e a trascenderlo integralmente. Interpellarsi in modo consapevolizzante, è uno degli usi illuminanti che la mente può fare di sé.

Nel secondo caso, è conoscenza appresa in modo non illuminante e porta l’intelletto a essere sempre più soggiogato del proprio concettualizzare non abbastanza consapevole. Si tratta del sapere che, attribuendosi sempre più valore, si impedisce di conoscere la propria illusorietà e limitatezza. Fruite in modo congruo, le domande illuminanti sono uno strumento per eliminare la conoscenza superflua e per contribuire al costituirsi di verità sostanziali. Interrogandosi in modo consapevolizzante, la mente può superare le ramificazioni concettuali, emotive e percettive. Si affranca dalla propria fossilizzazione, favorendo la costituzione di risposte sempre meno suggestionate da condizionamenti limitanti. Per esempio, la maggioranza degli individui fantastica di trovarsi nell’universo, il che forma e potenzia concetti abbaglianti del tipo: sono nato, sto vivendo, morirò. In un certo senso, questi concetti corrispondono all’effettivo stato dei processi, perché l’individuo è nato, vive e un giorno morirà. L’abbaglio consiste nella fantasia di essere in Realtà l’individuo, nel vaneggiamento che egli rappresenti l’Identità Reale.
Questo farneticare impedisce di scoprire che:

- l’universo percepito appare nell’individuo e come tale è un suo segmento,

- l’universo Origina dalla Reale Identità,

- soltanto l’individuo è nato e morirà,

- la situazioni di vita avvengono nell’individuo, che è la vita stessa,

- in Realtà, cioè come Dio e non come individuo, si Sussiste Origine di ogni forma di vita,

- la Reale Identità Sussiste Eterna, non nata.

Porgendosi domande in modo consapevolizzante la mente si stimola a trascendere l’analisi dualistica: la Consapevolezza integrale dispone di risposte sostanziali praticamente senza bisogno di porsi domande. Tutto è sostanzialmente chiaro alla mente Chiara. Utilizzate qualitativamente, le domande illuminanti sono un modo per diminuire il preoccuparsi e migliorare l’occuparsi. Di solito, invece che occuparsi di risolvere i problemi, l’individuo mediamente consapevole si preoccupa molto, si pone molte domande superflue e pochi quesiti sostanziali, senza praticamente offrirsi qualitative risposte fondamentali.

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Associazione alla Ricerca Della Reale Identita’ IT25 R063 4536 2321 0000 0001 588
Codice BIC (per pagamenti dall’estero) IBSPIT2V
Per il pagamento con bonifico è necessario spedire una copia del bonifico a andreapangos@gmail.com
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I 5 libri in forma cartacea saranno spediti via posta ordinaria senza spese di spedizione aggiuntive , mentre i 6 libri in formato PDF saranno spediti tramite e-mail.

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1. La maturazione del Conscio – di Zoran Gruičić e Milica Gruičić (260 pag, 14,00 € )
2. Il Conscio Maturo – di Zoran Gruičić e Milica Gruičić (198 pag, 14,00 € )
3. Guarire con le energie – di Zoran Gruičić e Milica Gruičić (220 pag, 12,50 € )
4. Il cavaliere delle Energie – Andrea Pangos (132 pag, 7,50 € )
5. Eternamente Qua – Andrea Pangos (248 pag, 12,50 € )

B. Libri in formato PDF
6. L’Esistenza senza tempo – di Zoran Gruičić e Milica Gruičić (176 pag, 15,00 € )
7. Essere – di Zoran Gruičić e Milica Gruičić (172 pag, 14,00 € )
8. Karma e incarnazione – Andrea Pangos (144 pag, 12,50 € )
9. Divenire – Andrea Pangos (141 pag, 14,00 € )
10. Amare – Andrea Pangos (135 pag, 14,00 € )
11. Realtà e Amore – Andrea Pangos (172 pag, 15,00 € )

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7 marzo, 2011 by pomodorozen Categories :
Alda Merini
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A tutte le donne – Alda Merini

A Tutte le Donne – Alda Merini

Fragile, opulenta donna, matrice del paradiso

sei un granello di colpa

anche agli occhi di Dio

malgrado le tue sante guerre

per l’emancipazione.

Spaccarono la tua bellezza

e rimane uno scheletro d’amore

che però grida ancora vendetta

e soltanto tu riesci

ancora a piangere,

poi ti volgi e vedi ancora i tuoi figli,

ti volti e non sai ancora dire

e taci meravigliata

e allora diventi grande come la terra

e innalzi il tuo canto d’amore.

(Alda Merini)

1 marzo, 2011 by pomodorozen Categories :
Andrea Pangos
Dio
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Dio non vuole nulla da nessuno – Andrea Pangos


Dio non vuole nulla da nessuno

Uno dei concetti più devianti sulla sofferenza è l’idea che la sofferenza di qualcuno sia una conseguenza della cosiddetta volontà di Dio. Se fosse veramente così, Dio sarebbe sadico.
Tra l’altro, Dio non vuole e nemmeno può volere (niente da nessuno):
- in quanto Consapevolezza senza esperienza di Sé o altro, Dio Immanifesto non ha percezione di nessuno, nemmeno di Sé.
- ogni volere implica (la volontà di) un cambiamento, che esige il tempo.

Dio manifesto, inteso come Amore, non può cambiare, è destinato a rimanere Amore. Dio Immanifesto è (il) Senzatempo.
- il volere è inscindibile dal pensiero e Dio (sia Immanifesto sia manifesto come Amore) non pensa.
- affermare che Dio vuole qualcosa significa asserire che è Imperfetto, mentre Dio Immanifesto è Perfezione Assoluta(Una perfezione non spiegabile e non sperimentabile),
Origine della perfezione relativa (sperimentabile) che è la Felicità, che può essere definita come Dio manifesto.

Quanti tra coloro che parlano di volontà di Dio, si sono chiesti in modo illuminante cosa significa il concetto volontà di Dio e se Dio ha veramente volontà? Quanti si sono risposti qualitativamente? Per dare una risposta effettiva riguardo alla (presunta) volontà di Dio:
- nel caso che con il concetto Dio si intenda l’Amore (Felicità), bisogna divenire integralmente Felicità, almeno per un breve periodo.
- se invece con il concetto Dio si intende l’Origine della manifestazione, è necessario consapevolizzare (non sperimentare) Dio Immanifesto, il che implica l’Alternanza tra la Felicità e l’Estinzione e il divenire consapevoli di quest’Ultima.

L’idea che Dio voglia la sofferenza di qualcuno, magari come conseguenza della presunta giustizia divina (la giustizia implica il dualismo giusto-ingiusto e quindi l’intelletto, sconosciuto a Dio), è un modo di razionalizzare in modo deviato le ragioni della sofferenza. Si tratta di una razionalizzazione figlia anche dell’idea che ci sia una causa spiegabile dell’esistenza del mondo, mentre non c’è. Ogni spiegazione è un pensiero, che esige il tempo-spazio, mentre il mondo è una conseguenza di cause inspiegabili, perché Precedenti il tempo-spazio.
(Andrea Pangos)

Bibliografia


Amare

Divenire

Realtà e Amore

Karma e Incarnazione

Eternamente Qua

Il Cavaliere delle energie