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Andrea Pangos

18 ottobre, 2011 by pomodorozen Categories :
Andrea Pangos
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Claudia Catani
Risveglio
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Dialogo sulla ricerca spirituale – Claudia Catani e Andrea Pangos

 

Chi è il ricercatore spirituale? Si potrebbe affermare che ogni essere umano è, in qualche modo, un ricercatore spirituale?

Si può affermare tutto ciò che affermabile, ma non tutte le affermazioni sono veritiere. Come individuo ognuno di noi è un processo di individualizzazione, unico e irripetibile, spinto dall’Amore. Essendo l’Amore il fenomeno esperienziale spirituale fondamentale, in una certa misura ognuno è un ricercatore spirituale. Ci sono però differenze abissali per quanto riguarda la qualità della ricerca. Più velocemente ci liberiamo dalla sofferenza, maturando la capacità di Amare, più siamo ricercatori spirituali veritieri.

 

Cosa intendi con il concetto “esperienziale”?

Ogni fenomeno è esperienziale. Oggetti, emozioni, pensieri, sensazioni, corpo, illuminazioni sono modi diversi del proprio esserci di fare esperienza di sé.

 

 

Cos’è lo “spirito”? Dov’è? E perché lo relazioni direttamente all’Amore?

Dipende da cosa si intende come spirito. Con la parola spirito si possono definire vari elementi, l’importante è sapere a cosa ci si riferisce con questa parola e usarla in modo coerente. Se come spirito intendiamo Dio Immanifesto allora lo spirito non si trova da nessuna parte, perché è senza tempo e spazio. Se come spirito intendiamo invece la pura esperienza di esserci, cioè l’Amore, allora lo spirito si trova nelle parti di noi che vibrano come Amore. In questo caso, nell’individuo poco consapevole lo spirito si trova solamente alla base dell’esserci, mentre quando Amiamo tutto il nostro esserci è spirito.

 

E cos’è la spiritualità?

La parola spiritualità può essere usata per indicare la vita illuminata, cioè la vita caratterizzata dalla costante alternanza tra l’Amore e l’Estinzione. In quanto spirito esperienziale, l’Amore è l’esperienza spirituale fondamentale, mentre l’Estinzione è lo stato spirituale più profondo, grazie al quale si può anche consapevolizzare lo spirito non esperienziale, Dio Immanifesto, Origine dell’Amore. Si può così maturare la certezza illuminata che l’Amore è un’espressione di Qualcosa di superiore all’Amore, che lo precede e che esiste sempre, a prescindere dall’Amore.

 

 

Ne abbiamo già parlato durante un dialogo precedente. Puoi descrivere ancora cosa intendi per Estinzione?

 

L’Estinzione è uno stato non esperienziale che si manifesta quando l’Amore è talmente profondo da dissolversi. L’Estinzione può emergere in meditazione profonda, ma anche durante le attività quotidiane, quando si è immersi in se stessi nella misura necessaria perché si manifesti, appunto, l’Estinzione.

 

Per essere, riconoscersi spirituali e condurre una ricerca seria e approfondita è necessario seguire un sentiero, un percorso, una via? Dov’è il “luogo” della ricerca?

Per maturare spiritualmente è necessario rendersi percorso spirituale, liberandosi dall’attitudine di produrre sofferenza e maturando la capacità di produrre Felicità, cioè di Amare. Il luogo della ricerca siamo noi stessi. Ogni posto, sentiero, avvenimento, insegnamento percepito appare in noi stessi, è una nostra esperienza, fa parte della nostra esperienza di esserci. Più che seguire è necessario utilizzare gli insegnamenti qualitativi per crearsi un proprio approccio consapevolizzante alla vita. Bisogna essere aperti a tutto ciò che favorisce l’Illuminazione e bisogna stare attenti a non divenire preda di abbagli spirituali.

 

Come possiamo crearci un percorso spirituale qualitativo e proteggerci dai pericoli di quelli che tu definisci come abbagli spirituali,  dal momento che troppo spesso anni interi di dedizione alla ricerca non portano che ad esigui risultati in merito all’Illuminazione?

 

Ci si può aiutare anche con richieste e affermazioni come: Chiedo l’eliminazione delle cause della falsa spiritualità, Abbandono gli abbagli spirituali alla Verità, Mi apro a consapevolizzare il percorso spirituale ottimale, Chiedo la protezione dai falsi maestri. Poi è di fondamentale importanza frequentare un maestro qualitativo, molto meglio un Maestro Autentico, ed essere aperti al suo influsso illuminante.

La mancanza di periodi sempre più frequenti, lunghi e profondi di Pace, sia durante ala meditazione appartata sia durante le attività quotidiane, andrebbe visto come campanello d’allarme che forse ci si sta soltanto occupando del campo spirituale senza però maturare spiritualmente.

 

è necessario seguire un maestro? Come riconoscere il “proprio”, o il vero maestro in quest’epoca, a mio avviso, falsamente ricca di offerte attendibili, vera conoscenza, ricca piuttosto di marketing “spirituale”?

Il vero maestro interiore è l’Amore, mentre il Maestro autentico, chiamiamolo così, esteriore, è ancora l’Amore, un qualcuno che emana costantemente Amore. Essendo la vita esperienziale inscindibile dall’Amore,   non si può fare a meno di sottostare all’influsso del Maestro. La questione è quanto si è aperti alla spinta evolutiva del Maestro interiore e all’influsso del Maestro Autentico esteriore. Fruire qualitativamente dell’insegnamento del maestro qualitativo, ancora meglio se è Autentico, facilita enormemente l’integrazione dell’esserci, cioè la maturazione spirituale. Maggiore è la trasformazione benefica che il maestro favorisce in noi, maggiore è la qualità del maestro.

 

Cosa intendi come trasformazione benefica?

La trasformazione della vita da produttrice di  sofferenza in strumento d’Amore. L’indicatore fondamentale della trasformazione benefica è l’aumento della gioia e soprattutto della Felicità nella pratica vita quotidiana, anche se in alcune fasi della trasformazione può emergere molta sofferenza, come conseguenza della purificazione fisica, emotiva e concettuale.

 

Questa è un’epoca in cui personalmente ritengo si sia mistificato, pontificato e  speculato sull’ intera  “faccenda 2012″…

Il maestro qualitativo non proietta gli allievi verso il futuro, ma li stimola a consapevolizzare il Presente e il Senzatempo.

 

 

Chi trova il Maestro Autentico in carne e ossa e lo segue, è destinato a restare un seguace?

Tendere a seguire ciecamente è una moda di pessimo gusto. Il ricercatore qualitativo tende a utilizzare gli insegnamenti con qualità. Il ricercatore saggio punta direttamente all’Illuminazione e quindi a diventare Maestro autentico. Seguire il Maestro Autentico significa seguitare a diventare Amore. Chi segue il maestro inteso come personalità rischia gravemente di rimanere un seguace. Chi cerca l’Amore si destina invece a trovare se stesso Amore.

 

Seguire ma poi divenire, trovare il maestro     in Sé?

Ogni fenomeno spazio-temporale fa parte del divenire. L’individuo è il divenire individuale, l’individualizzazione. Finché c’è vita c’è divenire.  Diversa è la qualità con cui l’avvenire avviene. Maggiore è la qualità del divenire, più ci si avvicina a divenire il Maestro Sé.

 

 

Com’è strutturato energeticamente l’essere umano? Corpo fisico, emozionale, mentale, astrale, anima, spirito?

L’uomo è sostanzialmente un processo energetico che si percepisce anche come materiale. La materia è energia sperimentata in forma di materia. La base energetica dell’uomo è un’energia di cui non si può fare esperienza, perché precede l’esperienza di esserci, esperienza che si produce proprio grazie a questa base vitale. Nell’esperienza di esserci possono apparire le varie esperienze energetiche chiamate: chakra, aura, corpo illuminato, energia vitale percepita, kundalini, e l’esperienza corpo che è energia materializzata.

 

 

Il mondo astrale, ritieni non esista?

Il mondo astrale fa parte del processo uomo, è un aspetto della mente.  Quindi esiste fino alla morte, con la quale scompare il mondo astrale dell’individuo in questione. Senza l’esperienza di esserci, la quale esige il corpo, non ci può essere alcuna altra esperienza e il mondo astrale è un’esperienza. Si tratta di un’esperienza che c’è anche quando non è percepita o meglio riconosciuta, ma esige la vita. Maturando spiritualmente, l’individuo migliora la qualità del proprio mondo astrale e subisce sempre meno gli influssi negativi del mondo astrale prodotto da altri.

 

 

A proposito di tutto ciò che tu definisci essere un nostro “segmento”, esistono altre civiltà, o altre umanità altrove, mondi possibili, altri dodici pianeti con vita umana, galassie abitate o prossimamente colonizzabili, altri dei o “rettili-rettiliani” e via dicendo?

Esistono altre intelligenze nell’universo, ma non va dimenticato che il cosmo percepito dall’uomo è una proiezione dell’uomo stesso, che è il processo basilare, più completo della manifestazione. Consapevolizzandoci qualitativamente possiamo scoprire queste intelligenze in noi e scoprire che il nostro Sé Reale, Ciò che si è in Realtà, è l’Origine dell’intero universo.

è chiaro che chi ha potere, posseduto dal proprio bisogno di potere, cerca di mantenere il potere, ma questi non sono argomenti che interessano il ricercatore vero, che cerca l’Amore e la sua Origine. La manipolazione si basa sulla paura e l’unico modo per liberarsi dalle paure è divenire Amore, che non conosce paura.

 

 

Qual’è il fine della ricerca spirituale? Dove inizia e dove termina?

La ricerca spirituale inizia e termina in noi stessi, più precisamente la siamo noi stessi, intesi come processo di individualizzazione, che inizia con il concepimento e termina con la morte.

Da una prospettiva ordinaria, il fine della ricerca spirituale è l’Illuminazione, mentre da una prospettiva più ampia, il fine è l’Illuminazione in funzione della Realizzazione Integrale e dell’Eccellenza.

La fine della ricerca spirituale ha varie tappe, ma non esiste una vera e propria fine della ricerca. L’Amore continua a esprimersi e a cercare nuove modalità espressive anche dopo l’Illuminazione, fino alla morte. La ricerca spirituale termina quindi con la morte, sia nel caso di chi si illumina sia nel caso di chi non lo fa.

 

E la differenza tra ricerca della spiritualità e spiritualità?

Si può affermare, lecitamente, che la ricerca della spiritualità è la ricerca dell’Illuminazione, mentre la spiritualità è il manifestarsi dell’illuminazione, anche attraverso la ricerca della Realizzazione Integrale e dell’Eccellenza. La spiritualità, intesa nel senso stretto del termine, implica l’Illuminazione, ma è ancora più completa con la Realizzazione integrale e l’Eccellenza.

 

Nisagardatta Maharaj – sulla cui conoscenza e autorealizzazione so tu hai profondamente indagato – ed  altri maestri prima e dopo di lui, hanno parlato di tre vie spirituali fondamentali: la via dell’amore, o devozione, bhakti yoga, la via della conoscenza, jinaja yoga, e quella dell’azione, karma yoga. Cosa rappresentano e come si integrano nella Realizzazione Integrale che tu proponi?

La via integrale include tutte e tre queste vie. Esige anche un maggior impegno, un investimento che però poi si rivela molto redditizio perché permette di maturare capacità che rendono possibile una maturazione più facile, poiché si hanno a disposizione più mezzi evolutivi rispetto al rispetto al maturare soltanto, o solo primariamente, alcuni aspetti: devozione, ricerca conoscitiva, agire consapevole, maturazione di certi aspetti energetici.

La Realizzazione Integrale è un metodo che stimola contemporaneamente la consapevolizzazione della Conoscenza e dell’Amore in noi, anche per permetterci di divenire Azione integrale, quando agiamo con tutti noi stessi amore integrato nei vari aspetti della vita.

Le differenze tra l’Amore, la Conoscenza e l’Azione ci sono soltanto quando c’è identificazione con le emozioni, i pensieri e le emozioni, perché non si Ama. Permanendo Amore si scopre che alla base Conoscenza, Amore e Azione sono lo stesso. L’Amore è la pura Conoscenza in essere, nell’Amore l’agente è l’azione coincidono e sono l’Amore stesso. L’Amore è senza sforzo è produce ottenimenti immensi.

 

è importante comprendere i concetti, ma non è decisamente più importante “abitarli”?

Comprendere i concetti spirituali è molto importante, ma la vera comprensione non si ferma all’intelletto, deve diventare conoscenza vissuta. I concetti veritieri sono verità intellettuali, che vanno usati per fare esperienza degli stati che descrivono, mentre nel caso dell’Estinzione devono portare a una non esperienza, perché l’Estinzione non è esperienziale. La comprensione intellettuale va usata in funzione della comprensione integrale, che è l’Amore, conoscenza senza pensieri dalla quale possono emergere spontaneamente verità concettuali.

1 ottobre, 2011 by pomodorozen Categories :
Andrea Pangos
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Consapevolezza
Felicità
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Dialogo sul vuoto mentale tra Claudia Catani e Andrea Pangos

Uno degli obbiettivi – da sempre – della ricerca spirituale è il raggiungimento del cosiddetto Vuoto mentale. Questo obbiettivo non viene però perseguito in tutti i vari tipi di percorso spirituale. In alcuni casi, evidentemente, non è oggetto della ricerca stessa. In altri casi se ne parla, ma il metodo non aiuta l’allievo a raggiungerlo. Esiste il Vuoto mentale? Che cos’è?

Il Vuoto mentale è l’Amore. Amare significa produrre Vuoto mentale. La ricerca spirituale è quindi inscindibile dalla maturazione del Vuoto mentale. Alcuni insegnamenti favoriscono la ricerca del Vuoto mentale, ma lo chiamano diversamente, per esempio Beatitudine, Pace o Puro essere. Gli insegnamenti che non fanno maturare questo stato non andrebbero considerati spirituali perché non conducono all’Amore.

 

Cosa implica il Vuoto mentale?

Nel senso stretto del fenomeno il Vuoto mentale è la pura esperienza di esserci esente da pensieri. Nel senso più ampio del fenomeno, il Vuoto mentale può, invece, essere caratterizzato anche dai pensieri, ma non superflui, che scaturiscono dal Vuoto mentale e praticamente non lo turbano.

 

Cosa accade in quest’ultimo caso al Vuoto mentale?

Il Vuoto mentale accade a se stesso caratterizzato anche dai pensieri. Il Vuoto mentale è consapevole di questi pensieri, di come si creano, durano e terminano e può osservarli e prolungare a piacere l’intervallo tra loro. Può inoltre decidere di far cessare il flusso di pensieri, per permanere esente da pensieri. Il Vuoto mentale applicato alla pratica vita quotidiana esige il pensiero consapevole. Non si può fare la spesa, pagare una bolletta o dialogare senza produrre pensieri. Senza pensieri non si può nemmeno tramandare un insegnamento spirituale.

La ricerca del Vuoto mentale totale non deve diventare un’ossessione, anche perché è impossibile permanere sempre e totalmente senza pensieri, sopratutto per chi non fa una vita da eremita.  Anche la lettura di questo testo esige la formazione di pensieri. La ricerca ossessiva del Vuoto mentale può facilmente diventare un ostacolo per lo stesso Vuoto mentale. Bisogna tendere al Vuoto mentale e contemporaneamente lasciarsi andare al flusso della vita per godersi la vita consapevolmente.

 

Tu parli di Vuoto mentale che osserva i pensieri.

Sì, i pensieri che scaturiscono dal Vuoto mentale sono segmenti del Vuoto mentale stesso, che è il soggetto osservante che osserva alcuni suoi segmenti o esperienze definite pensieri.

 

In che modo, attraverso quali pazienti processi, è possibile allenare la propria mente a “concederci” il Vuoto, lo spazio più amplio possibile tra un pensiero e l’altro?

Non è la mente di qualcuno. Non c’è nessuno ad avere la mente, ogni qualcuno è un fenomeno che abita la mente.

L’allenamento della mente può essere classificato in vari ambiti, tra cui: la meditazione appartata, la meditazione durante le attività quotidiane, l’attività creativa consapevole, il riflettere illuminante, la vita sessuale illuminante, il sonno consapevolizzante. La qualità mentale di ognuno di questi ambiti influisce sulla qualità meditativa degli altri. Perciò è importante puntare alla massima qualità meditativa in tutti gli ambiti.

 

In che senso sono “io” ad abitare la mente? Di chi è allora, la mente?

Se per te intendi Claudia, Claudia è un insieme di concetti che appartengono alla mente. Immergendosi in meditazione, scompare ogni pensiero e quindi ogni identità concettuale. Alla fine l’unica esperienza che rimane è il Vuoto mentale, che è Amore, Identità esperienziale senza identità concettuale, anche perché è senza pensiero.

Tu come individuo, cioè come processo di individualizzazione che dura dal concepimento alla morte, sei, invece, la mente stessa. Mente non intesa, come viene fatto spesso, come apparato percettivo, emotivo e concettuale, ma mente intesa come totalità della vita individuale. In questo senso, scaturendo la mente da Dio immanifesto,  si potrebbe dire che ogni mente è di Dio immanifesto, che però non conosce mente. Dalla prospettiva della mente, cioè dell’individuo, la mente è di se stessa, anche perché è se stessa e ogni avere esige l’essere e senza la mente in questione, non ci sarebbe il suo essere e quindi nessun avere.

 

Cosa intendi per meditazione appartata?

La meditazione appartata consiste nel meditare creandosi le condizioni per ridurre al minimo i disturbi esterni. È un momento da dedicare interamente a se stessi, a farsi del bene meditando. Ed è anche un bene per gli altri. Èimportante utilizzare un metodo meditativo qualitativo che trasformi profondamente la mente.  Alcuni metodi quietano la mente senza però trasformarla in modo profondo.

 

In che modo la sessualità può intendersi illuminante? E come si integra nella ricerca spirituale, dal momento che, secondo alcuni maestri e insegnamenti,la sessualità è considerata un dispendio energetico rispetto alla propria evoluzione spirituale, se non un’attività del tutto fuorviante?

Il problema di alcuni insegnamenti è che sono votati al risparmio energetico, perché non offrono strumenti per aumentare le energie nella misura necessaria.  Secondo alcuni la sessualità andrebbe evitata, anche perché la fuoriuscita dello sperma è un dispendio energetico. Questo è vero, ma se la maturazione spirituale dovesse dipendere anche dalla fuoriuscita del liquido seminale, sarebbe un bel problema, perché invece di agire per ampliare le proprie capacità energetiche, ci si limiterebbe dedicandosi al risparmio energetico. Non va dimenticato che il principio-uomo è anche il potenziale in cui appare l’universo intero come forma dell’esserci umano. Considerando questo, sarebbe veramente paradossale se l’uomo non riuscisse perlomeno a recuperare il potenziale energetico disperso dall’eiaculazione. E poi l’orgasmo è scindibile dall’eiaculazione. Per chi utilizza un metodo evolutivo qualitativo la sessualità sana e l’eiaculazione non rappresentano un problema energetico o spirituale, anzi. La sessualità illuminante attiva e matura potenziali energetici e processi consapevolizzanti utilissimi per la maturazione spirituale. Tra l’altro, l’orgasmo è uno stato in cui l’attività emotiva e concettuale si quieta e questo è uno degli scopi della pratica spirituale.

La sessualità consapevolizzante fa superare i traumi sessuali, mentre l’idea che la sessualità non è spirituale può essere un’ottima maschera concettuale per celarsi problematiche sessuali. Talvolta, maggiore è il trauma, più la sessualità viene negativizzata, per meglio illudersi di essere sulla strada giusta e per dar maggior apparente ragione alle proprie argomentazioni. Ci sono casi in cui i comportamenti condizionati dai blocchi sessuali sono stati definiti come segno di santità.

Dal punto di vista spirituale, la sessualità è un problema quando c’è attaccamento alla sessualità. Ciò implica anche la creazione di fantasie sessuali che allontanano dalla presenza integrale ora-qua. Le fantasie sessuali ci sono anche perché non ci si sente realizzati sessualmente. Realizzando una sessualità illuminante diminuiscono le fantasie sessuali. Producendo piacere la vita sessuale può produrre dipendenza dai sensi. Il vero modo per diventare indipendenti dai sensi è maturare l’Appagamento chiamato Beatitudine o Amore, grazie al quale non c’è bisogno di cercare piacere attraverso i sensi ma si può esprimere la Beatitudine attraverso l’espressione sensoriale, senza attaccamento a essa.

La sessualità è illuminante nella misura in cui avvicina all’Amore ovvero avviene nell’Amore. La sessualità illuminata non è né emozionale né emotiva. Durante il rapporto sessuale illuminato dall’Amore, non ci sono emozioni, perché c’è, appunto, Amore, che precede ogni emozione. Il rapporto sessuale illuminante è caratterizzato dal lasciarsi andare all’Amore e dall’abbandonarsi al partner e questo aiuta a liberarsi dalla rigiditàpsicofisica durante il rapporto, ma anche dopo. La sessualità illuminante porta anche all’attivazione del nodo di Brahma, che nelle donne si trova sul cervice, e che permette un orgasmo globale attraverso l’attivazione di processi ed energie profondamente consapevolizzanti, che favoriscono l’esperienza integrale di se stessi e del partner in se stessi. La sessualità è un ottimo potenziale per scoprire l’Unità e andrebbe praticata consapevolmente.

La vera sessualità è inscindibile dall’Amore che non può esserci senza sessualità, la quale non può esserci senza Amore. A meno di appoggiarsi alla tecnologia, senza l’atto sessuale non ci può essere la vita manifesta, spazio temporale, quindi non ci può essere l’esperienza Amore. L’Origine, Dio immanifesto, è uno stato non esperienziale. Senza l’esperienza primaria-Amore non ci può essere nemmeno l’esperienza sessualità, che come ogni esperienza è una conseguenza dell’esperienza Amore. Senza sessualità non può esserci nemmeno la ricerca spirituale, senza vita non c’è chi possa cercare cosa. Amore, sessualità e ricerca spirituale sono inscindibili. Sacro e profano sono aspetti separati solo a causa di mancanza di Amore, carenza che è causata anche dalla sessualità poco qualitativa e dalle idee sbagliate sulla sessualità, tra cui l’idea che la sessualità non è spirituale. Realizzarsi sessualmente permette anche di caricare meno di aspettative la ricerca spirituale. In più campi ci realizziamo e meglio ci realizziamo, minore è il rischio di compensare le mancanze in alcuni aspetti della vita con eccessi nell’altro, anche nella spiritualità.

 

Ma cosa ha a che vedere l’attività sessuale, sebbene illuminante, con l’esperienza del Vuoto mentale?

Come ho spiegato poco fa, l’orgasmo può essere un’ottima introduzione per permanere Vuoto mentale. La sessualità più profondamente vera avviene nel Vuoto mentale, cioè come espressione dell’Amore nell’Amore, che ha un rapporto sessuale integrale con se stesso, perché ogni esperienza è Amore. Inoltre, la capacità di produrre Vuoto mentale è determinata anche dalla qualità delle energie e la sessualità consapevole è molto energizzante.

 

E in che modo il sonno consapevolizzante può maturare in noi il Vuoto mentale?

Il sonno consapevolizzante favorisce la consapevolizzazione del sonno profondo, dei sogni e dello stato di veglia. È un ottimo aiuto per trascendere questi tre stati in favore dell’alternanza tra il Vuoto mentale e l’Estinzione, anche durante il periodo di riposo, quando l’alternanza va a sostituire il precedente dormire. Maggiore è il grado di consapevolezza, cioè più la conoscenza di esserci è vicina all’Amore, più il dormire si  è trasformato in un riposare illuminato.

 

Prima hai affermato che una mente quieta può non essere una mente trasformata. Cosa intendi con trasformare la mente, dal momento che spesso si intende l’annullare, eliminare la mente come scopo ultimo della realizzazione?

La trasformazione della mente implica l’eliminazione delle cause degli ostacoli interiori ed esteriori per il Vuoto mentale e la maturazione della capacità di produrlo. La meditazione appartata deve creare anche le condizioni per integrare nelle attività quotidiane uno stato meditativo sempre più qualitativo.

L’idea di annullare la mente può essere molto fuorviante, anche perché la mente non può essere annullata, esiste fino alla morte. Compreso in modo errato questo concetto può produrre conflitti, che sono sempre della mente con se stessa. Quando si usa il concetto di annullare la mente si dovrebbe specificare che significa eliminare la modalità meccanica della mente che impedisce il Vuoto mentale. Durante il Vuoto mentale la mente non è annullata, c’è ed è proprio lei a produrre il Vuoto mentale. Se Ramana Maharishi, Sri Nisargadatta Maharaj e altri jnani che hanno parlato di annullamento della mente, la avessero eliminato definitivamente non ci sarebbe il loro insegnamento verbale, che è composto da concetti. Senza mente non ci possono essere idee.

 

Quali sono gli ostacoli al Vuoto mentale?

Gli ostacoli interiori sono psichici, energetici e fisici. Gli ostacoli psichici sono i processi emotivi e concettuali non in funzione dell’Amore.  Uno tra gli ostacoli fisici è uno stato inadeguato del sistema nervoso, che impedisce di progredire come dovuto.  La meditazione andrebbe quindi usata anche per migliorare la qualità del funzionamento del sistema nervoso.  Gli ostacoli energetici sono gli impedimenti per l’energia vitale e le energie evolutive, tra cui il processo della kundalini. Per progredire qualitativamente è necessario maturare le energie evolutive e maturare la capacità di eliminare le cause delle energie ostacolanti.

 

L’attivazione e la maturazione della kundalini sono necessarie per la trasformazione della mente, per la maturazione integrale? Non tutti i metodi prendono in considerazione esplicitamente il processo della kundalini. Secondo alcune dottrine l’attivazione della kundalini è pericolosa e deve avvenire, se mai si attivasse, in maniera graduale…

Dipende a cosa si indica con il termine maturazione integrale, se con questo concetto intendi anche la maturazione della kundalini, allora la maturazione della kundalini è chiaramente necessaria. Per l’illuminazione non è necessario agire direttamente sulla maturazione della kundalini. Spesso la kundalini matura indirettamente, ma l’illuminazione non implica la maturazione della kundalini. E poi, inteso nel senso ampio del fenomeno di maturazione, la kundalini, come le altre energie, non è mai matura, può sempre maturare, aumentare il proprio potenziale energetico. La maturazione della kundalini è comunque utile alla consapevolizzazione. Questo potenziale energetico andrebbe utilizzato in funzione della realizzazione, anche per aumentare il potenziale illuminante della sessualità e per una maggior attività creativa consapevolizzante. L’attivazione della kundalini può essere pericolosa se viene attivata con metodi non sicuri, mentre è sicura se l’attivazione avviene con metodi sicuri.

 

Puoi indicare un metodo sicuro?

Si può meditare con l’aiuto di richieste e affermazioni come: mi apro all’attivazione della kundalini, chiedo all’Amore di maturarmi la kundalini nei sette chakra, mi apro a consapevolizzare la kundalini nei canali energetici. Questo metodo è molto semplice e nel contempo molto efficace, sopratutto se iniziato da un Maestro Autentico. Inoltre, non esige nemmeno l’astinenza sessuale, il digiuno e altre pratiche di rinuncia.

 

Quali dobbiamo considerare come ostacoli esteriori invece?

Gli ostacoli esteriori sono in parte causati dagli ostacoli interiori, come loro proiezioni, ma sono prodotti anche dalle proiezioni negative altrui, cioè dalle emozioni e idee non evolutive dell’umanità intera. É importante meditare direttamente anche per eliminare gli ostacoli esteriori. Si può utilizzare la richiesta diretta: chiedo l’eliminazione delle cause degli ostacoli esteriori, oppure l’affermazione: abbandono gli ostacoli esteriori all’Amore. Alcuni insegnamenti non favoriscono l’azione diretta sugli ostacoli esteriori, anche perché sono stati sviluppati per una vita da monastero e da ashram. Non producono quindi gli anticorpi necessari per una vita da città. Una macchina di formula 1 può essere vincente su pista, ma su un circuito rally non andrà lontano. Parlando di esteriore andrebbe considerato che tutto ciò che percepiamo è una nostra esperienza interiore.

 

Altri insegnamenti, invece, inseriscono a bella posta esponenziali ostacoli “fittizi” come parte integrante del metodo di apprendimento. Specie gli insegnamenti pedissequamente fedeli ad antiche o antichissime tradizioni.E’davvero ancora necessario? O nell’epoca attuale, siamo già piuttosto attentati da inesauribili sfide?

Bisogna utilizzare, non seguire, un insegnamento che porta concreti risultati nella pratica vita quotidiana. La qualità del percorso maturativo è determinata sostanzialmente da quanto ci si libera dalla sofferenza in favore della Felicità. È molto importante essere aperti a conoscere un metodo evolutivo che favorisce la Realizzazione Integrale.

 

E, a proposito di sfide, come è possibile mantenere il Vuoto mentale anche durante le attività quotidiane?

Maturando il distacco spirituale, che non consiste nel distaccarsi dal mondo, ma nell’integrare l’Amore nell’esperienza chiamata vita quotidiana. Il distacco implica la dualità, l’esperienza chiamata separazione. L’integrazione dell’esserci porta invece all’esperienza Unità che è Amore, Vuoto mentale. L’equanimità spirituale non è una questione di distacco dal mondo, ma di essersi radicati nell’esperienza Amore, che permane indipendentemente da ciò che accade, cioè da ciò che appare nella mente. Ciò che viene percepito è sempre un segmento della mente prodotto dalla stessa.

 

In senso pratico, cosa bisogna fare per maturare il distacco spirituale?

Il Vuoto mentale durante le attività quotidiane può essere favorito tendendo a osservare consapevolmente ciò che accade nel campo esperienziale, cioè sensazioni, forme, emozioni e pensieri. Inoltre, è bene tendere a focalizzarsi sul, chiamiamolo così, punto in cui si costituisce l’esperienza di esserci, cioè sul confine tra l’esperienza di esserci e la sua assenza. Così facendo, la mente si volge profondamente verso l’Origine e matura più facilmente il distacco spirituale, anche consapevolizzando che ogni esperienza è irreale. Questi processi possono essere favoriti affermando, per esempio: mi apro alla testimonianza consapevole, oppure eliminazione degli ostacoli per la testimonianza consapevole o mi apro a scoprire il confine tra esserci e assenza di esserci.

 

Semplice ma difficile?….Molti seri ricercatori, durante il proprio percorso spirituale,  restano spesso vincolati ad un  mantra, o a più di uno, o ad oggetti e protocolli cerimoniali particolari e imprescindibili, a esercizi fisici, rituali di purificazione, calendari e cicli. Oppure all’idealizzazione perpetua di un maestro non più in vita, se non di una guida in carne e ossa verso la quale possono manifestarsi processi di transfer e contro transfer (per dirla con la psicanalisi) più o meno consci. Fermo restando il valore e potere trasformativo di qualsiasi pratica seria e consolidata, viene così trascurata l’esperienza del Vuoto mentale in sé.

Il percorso spirituale può essere definito anche come abbandono del superfluo in funzione dell’essenziale. Bisogna essere molto pratici, basarsi su progressi concreti e non farsi abbagliare dalle forme. Maturare spiritualmente è ben diverso dal mero occuparsi di spiritualità, nel senso di occuparsi di temi, fenomeni e metodi spirituali senza però maturare la capacità di produrre Vuoto mentale, cioè Felicità, in ogni aspetto della vita. Bisognerebbe considerare che ai fini della maturazione spirituale, la qualità dello sforzo è determinata primariamente da quanto favorisce la liberazione dalla sforzo. Andrebbe inoltre considerato, ragionevolmente, il principio: massimo sforzo ottenimento minimo, minimo sforzo ottenimento massimo, assenza di sforzo ottenimento immenso. L’assenza di sforzo implica il Vuoto mentale.

 

Qual è, a tuo avviso, la connessione possibile tra investigazione psicanalitica e ricerca spirituale? È possibile una integrazione costruttiva?

Sono a favore della conoscenza spontanea e diretta che emerge con il quietarsi della mente, grazie alla quale in un attimo diventa chiaro ciò che sarebbe incomprensibile in ore e ore di analisi. L’analisi non dovrebbe essere usata per intrappolarsi nella ricerca di spiegazione ai perché psicologici, ma si dovrebbe utilizzarla primariamente per volgersi verso l’Origine, con domande del tipo: Cos’è l’Origine?  Dove inizia il tempo? Cos’è la pura esperienza di esserci, dove compare? Da dove provengo come individuo? Qual è la Reale Identità?

La scoperta dell’Identità spirituale esperienziale, che è l’Amore, e dell’Identità spirituale Reale, che è Dio immanifesto, è di fondamentale importanza. Il ricercatore dovrebbe però tendere anche a consapevolizzare nella misura necessaria il proprio essere fisico, energetico, sessuale, percettivo emotivo e concettuale.

 

Freud o Jung?

Jung, che oltre ad illuminarsi, si è anche Realizzato Integralmente e ha raggiunto l’Eccellenza nel suo campo.

 

Cosa possiamo fare inizialmente, durante l’allenamento progressivo al Vuoto mentale e al distacco spirituale con la meditazione appartata o in attività, per riuscire ad osservare i pensieri e non rimanere coinvolti nel loro turbinio?

Ci si può focalizzare su un unico pensiero, osservandolo senza analizzare. Così  lo si utilizza come oggetto della meditazione. Ci si può concentrare anche sull’intervallo dei pensieri, prolungare l’intervallo fino a interrompere il flusso di pensieri.

All’inizio del percorso spirituale l’osservazione dei pensieri e l’interruzione del loro flusso può essere molto difficile, se non addirittura impossibile. Questo significa anche che se si ha difficoltà a farlo, non si è in una fase avanzata della ricerca spirituale, pur praticando da decenni. Per questo è importante praticare regolarmente un tipo di meditazione appartata veramente trasformante, in modo che la mente si purifichi e consapevolizzi, per poi rendere più facile la testimonianza consapevole durante le attività quotidiane.

Si può pregare ovvero meditare con l’ausilio di affermazioni come: eliminazione delle cause dei pensieri superflui, abbandono le emozioni e le idee all’Amore, chiedo alla Pace di attivarsi in me. Si può anche affermare Amore, Vuoto mentale, Io Sono, Sono Beatitudine oppure Sussisto Assoluto, e rimanere concentrati sul flusso prodotto da queste affermazioni, per favorire l’emersione del Vuoto mentale, ma anche dell’Estinzione.

 

Cosa intendi con il termine consapevolizzare?

Con il termine consapevolizzare riferito ai contenuti psichici, cioè percettivi, emotivi e concettuali, intendo il riconoscimento di un contenuto psichico e l’armonizzazione della sua vibrazione con la vibrazione dell’Amore. Riferito a Ciò che precede l’individuo intendo, invece, maturare la consapevolezza riguardo l’Origine. Maturare la consapevolezza può essere definito anche come illuminare il sapere con l’Amore.

 

E rispetto all’attività creativa, come accade la “consapevolizzazione”?

L’attività creativa porta allo stato di flusso che è uno stato meditativo, più precisamente un passaggio verso la meditazione massima, che è la Beatitudine, l’Amore, quando il flusso si arresta. L’artista saggio riesce a mantenere lo stato meditativo anche una volta terminata la fase creativa. Molti artisti sono però così presi dalle idee riguardo a se stessi, a ciò che hanno creato, a come promuoversi, alla propria immagine, da sciupare spesso questo potenziale meditativo, proprio a causa dell’emergere di idee superflue che impediscono il Vuoto mentale e la consapevolizzazione qualitativa durante le attività non artistiche.

 

Ogni  faticosa conquista contiene in sé il dono per il raggiungimento ottenuto. Cosa ci offre il Vuoto mentale?

Primariamente la Felicità. Inoltre, il Vuoto mentale porta anche a diventare liberi pensatori, liberi di pensare consapevolmente e di non pensare, perché si ha la capacità di produrre Vuoto mentale esente da pensieri. Il Vuoto mentale è una condizione base per essere liberi pensatori. Oltre a permettere il manifestarsi di verità universali e funzionali alla realizzazione spirituale, il Vuoto mentale favorisce pensieri molto qualitativi per la pratica quotidianità. Il Vuoto mentale è la Verità esperienziale, dalla quale possono emergere qualitative verità concettuali.

 

Il Vuoto mentale è accessibile a tutti?

A tutti coloro che sono in grado di produrlo. Se la pratica della Felicità fosse diffusa, per esempio tramite il sistema scolastico, in molti sarebbero in grado di produrre il Vuoto mentale, che allora verrebbe visto come normalità. Una tra le cose paradossali del sistema scolastico ed educativo in generale, più precisamente ritenuto tale, è che nonostante il fatto che ogni essere umano tende naturalmente alla Felicità,  il sistema scolastico ed educativo in generale offrono pochi spunti su come raggiungerla. Di solito, anche chi lo spiega teoricamente non può dare un aiuto concreto, perché per favorire la Felicità altrui bisogna essere in grado di produrla in se stessi.

 

Cosa dovrebbe essere, o fare, un vero maestro per aiutarci a raggiungerlo?

Maggiore è la qualità del proprio Vuoto mentale, più il maestro lo favorisce automaticamente negli allievi. Dovrebbe poi offrire un metodo qualitativo per maturare la capacità di produrre Vuoto mentale, a prescindere dalle circostanze quotidiane prodotte dalla mente e che appaiono nella stessa.

 

In che altro modo potresti definire il Vuoto mentale?

Beatitudine, Amore, Pace, Pura Conoscenza in essere, Identità esperienziale, Dio manifesto puramente, Puro Essere, Felicità, Presente pienamente presente a Sé.

 

Tu in che modo lo vivi, quanto a lungo, e come ha cambiato, se l’ha cambiata, la tua vita?

Non c’è nessuno che vive il Vuoto mentale, è il Vuoto mentale che sperimenta se stesso senza essere contaminato da idee su un io particolare che vive la vita ovvero il Vuoto mentale. L’Amore è un’esperienza praticamente costante. La vita non è soltanto cambiata, è migliorata. Il cambiamento è inevitabile, è costante per tutti e può significare anche un peggioramento. Ilmiglioramento sostanziale è stato il passaggio dalla sofferenza a una Felicità costante, che permette di interagire con il mondo per Realizzarsi Integralmente e tendere all’Eccellenza, senza essere condizionati dal delirio collettivo. Il Vuoto mentale permette di esser reattivi soltanto alla Beatitudine, cioè di essere la fonte della nostra Felicità. Tra l’altro, non ci può essere Felicità se non si è fonte della stessa.

 

Puoi ampliare il concetto di reattivi alla Beatitudine?

Sì! Significa produrre Amore come unica esperienza, in modo da percepire il mondo nella luce dell’Amore, il che fa parte della verità esistenziale. In questo modo, qualsiasi cosa accada nel mondo, lo percepiamo in uno stato d’Amore e quindi siamo integralmente Amore che reagisce a se stesso, che è lo stato naturale, sano ed è di enorme aiuto all’umanità, anche perché genera Compassione.

 

Cos’è la Compassione?

Nel senso più elevato del termine, la Compassione è l’espressione della propria Felicità verso il prossimo unita alla consapevolezza riguardo alla sua sofferenza senza che ci turbi. Non perché si è insensibili, ma perché producendo soltanto Felicità si è Equanimi, Beati, Imperturbabili, strapieni di Amore. Possiamo aiutare altri a liberarsi dalla sofferenza nella misura in cui ne siamo liberi. Soffrendo possiamo fare ben poco per il mondo, un analfabeta non può insegnare a scrivere. Chi non Ama non può trasmettere pienamente l’insegnamento chiamato Amore, che è libertà dalla sofferenza.

 

Dunque la Felicità non si cerca, non si trova ma la si produce?

La Felicità si può cercare. Cercarla nel modo giusto porta a produrla in se stessi. La Felicità viene trovata quando si è Felici, cioè quando si fa esperienza di se stessi come Felicità.

 

 

 

 

1 agosto, 2011 by pomodorozen Categories :
Andrea Pangos
Andrea Pangos
Meditazione
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Cos’è la meditazione – Andrea Pangos

 

Cos’è la meditazione?

La meditazione è ogni attività che matura la capacità di produrre felicità e di scoprirsi sua origine.

 

Perché meditare?

Per guarire dalla sofferenza, per amare e realizzarsi integralmente.

 

Che cos’è la realizzazione integrale di cui parli?

é l’illuminazione integrata nella pratica vita quotidiana: famiglia, lavoro, rapporti, amicizie, tempo libero, creatività e in altri aspetti della vita.

 

Si possono trascendere sentieri spirituali vecchi o nuovi e tradizioni conclamate e vivere una spiritualità autentica?

Più la vita è nobilitata dalla felicità più è spiritualmente autentica. Gli insegnamenti spirituali andrebbero utilizzati per crearsi un insegnamento proprio, una filosofia di vita in funzione dell’amore, cioè della felicità. Seguire ciecamente un insegnamento o un maestro significa rimanere dei seguaci, senza pervenire a se stessi.

 

Che cos’è il mondo?

Un’esperienza che appare nella propria esperienza di esserci.

 

Cos’è la propria esperienza di esserci?

L’esperienza di esserci è l’esserci, che fa esperienza di sé. Fondamentalmente è amore.

 

Questo è l’amore?

Sì, l’amore è il puro esserci, la pura esperienza di esserci senza la quale non ci può essere altra esperienza.

 

Qual è il rapporto tra l’amore e il mondo?

Il mondo è un’esperienza che appare grazie all’esperienza primaria che è l’amore.

 

Quindi il mondo è una nostra percezione?

Il mondo è un’esperienza che produciamo in noi stessi. Non esiste la percezione del mondo, nel senso di mondo preesistente a prescindere dai sensi, ma c’è una percezione chiamata mondo.

 

Quindi tutto ciò che vediamo, sentiamo, tocchiamo, è semplicemente frutto della nostra capacità di percepire?

Ciò che sperimentiamo siamo noi stessi come individuo con le nostre proiezioni, percezioni.

 

Perché funziona in questo modo? La percezione è forse una funzione necessaria perché noi e il mondo sembriamo reali?

L’individuo e il mondo sono irreali, soltanto l’origine è reale. Per non abbagliarsi con l’idea che il mondo è reale e per discernere più facilmente il reale dall’irreale, i concetti di realtà e reale andrebbero utilizzati soltanto riferiti all’origine, non alla manifestazione.

Esistono delle cause del mondo, ma non delle ragioni per cui c’è la vita e il mondo che appare in essa. Ogni ragione implica il pensiero che esige il tempo e lo spazio, quindi l’esperienza di esserci. Le cause del mondo, invece, esistono di là dal tempo e dallo spazio, in una dimensione senza esperienza e quindi sono inspiegabili. Cercare di spiegarsi le cause della vita è uno dei modi migliori per smarrirsi nella ricerca spirituale.

 

Perché allora tutti percepiamo il mondo in modo simile?

Perché ogni individuo con il suo universo è un’espressione della coscienza originale, che contiene anche i programmi, in comune a tutti gli esseri umani, che determinano il modo in cui ognuno crea, mantiene, trasforma e quindi sperimenta il proprio mondo individuale.

 

Cos’è necessario conoscere per realizzarsi?

è necessario tendere a divenire pura conoscenza in essere, dalla quale far scaturire pensieri in funzione della felicità integrata nella pratica vita quotidiana, con meno pensieri superflui possibile.

 

E quindi cos’è necessario dimenticare?

Più che dimenticare è bene scoprire che ogni conoscenza intellettiva è ignoranza, perché l’amore è la conoscenza integrale. I pensieri sono esperienze parziali, mentre l’Amore, oltre a essere l’esperienza primaria, è anche l’unica esperienza integrale. A dire il vero, anche l’amore è ignoranza, perché la conoscenza originale precede ogni esperienza.

 

C’è spazio per la sessualità nella realizzazione integrale?

La sessualità illuminante rende la realizzazione più integrale.

 

Quindi si può essere spirituali e sessuali allo stesso tempo?

Certo! La spiritualità è amore, essere spirituali significa essere amore.

 

Cosa intendi per sessualità illuminante?

Più la sessualità avviene nell’amore ovvero porta all’amore, più e spirituale, illuminante. Per essere più precisi, non si può non essere spirituali e sessuali contemporaneamente: alla base ognuno è un essere spirituale e sessuale, diversa è la qualità con cui la sessualità e la spiritualità vengono espresse o represse. La sessualità vera non c’è senza amore.

 

Com’è possibile realizzare gli insegnamenti spirituali dell’oriente in occidente?

Per rispondere con qualità e specificatamente dovrei conoscerli a fondo. Per rispondere essenzialmente, dico di non fermarsi ai concetti, alle tecniche, ai riti e di tendere a scoprire che l’amore e la conoscenza sono lo stesso.

 

Il tuo insegnamento offre la possibilità di illuminarsi vivendo in maniera occidentale?

Tendere a illuminarsi significa tendere ad amare, la vita offre innumerevoli occasioni per subire sofferenza, che possono diventare opportunità per aprire il cuore a se stessi, al prossimo e all’origine, a prescindere dagli emisferi planetari.

 

E in modo specifico cosa potrebbe aiutarci a realizzarci?

Consapevolizzare che non c’è nessuno, nessun soggetto particolare, che vive la vita, tranne la vita stessa, che, più precisamente, è se stessa.

 

Nei tuoi insegnamenti, appunto, parli di origine, che cos’è?

L’origine è inspiegabile. Ogni spiegazione esige il tempo, mentre l’origine è senza tempo. Dalla prospettiva della manifestazione, del tempo e dell’esperienza si può affermare che l’origine è, appunto, l’origine della manifestazione e che è senza tempo e senza esperienza, ma si tratta soltanto di idee riguardo a ciò che è indefinibile. Si può dire che l’origine è l’Assoluto, Dio immanifesto, la reale identità, il sé reale. Quindi non è il corpo, le emozioni, i pensieri, l’esperienza di esserci e nemmeno l’amore.

 

Quando tu nelle meditazioni dici sussisto origine, dove sei, dove è chi medita in quel momento, quando afferma questo?

Sussistendo senza pensiero non è certo l’origine ad affermare sussisto origine. è l’individuo che facendo questa affermazione si aiuta a consapevolizzare che in quanto Assoluto si è l’origine stessa, ma non come individuo. L’affermazione sussisto origine o sussisto Assoluto aiuta a scoprire che come individui scaturiamo da se stessi Assoluto, mentre come Assoluto si è l’origine di ogni individuo, della manifestazione intera.

 

Si parla di trascendere la mente, è vera questa cosa?

Ogni trascendimento implica il tempo e lo spazio, che non ci sono senza mente.

 

Quindi qual è la funzione della mente in un allievo che vuole illuminarsi?

L’allievo è la mente stessa. Essere ricercatore spirituale vero significa trasformare la mente da strumento di sofferenza in strumento di beatitudine, amore. Si tratta della mente che si autotrasforma, consapevolizzandosi.

 

La mente è l’individuo?

Si, la mente è l’individuo. Intendo la mente non solo come apparato emotivo e concettuale, ma anche come fenomeno vitale totale, processo di individualizzazione che dura dal concepimento alla morte.

 

Qual’è il rapporto tra la beatitudine e il vuoto mentale?

Vuoto mentale e beatitudine sono due modi di definire la pura esperienza di esserci, l’amore.

 

Cos’è l’estasi?

L’estasi può essere definita anche come beatitudine senza constatare, sapere, di esserci.

 

“Senza constatare di esserci” è oltre il pensiero? Cioè, constatare precede la formazione del pensiero?

La constatazione è un pensiero, l’estasi è lo stato in cui l’intero campo esperienziale produce, quindi sperimenta, beatitudine. Si tratta di uno stato di tale assorbimento che non riesce nemmeno a produrre pensieri. é il vuoto mentale più profondo.

 

Tu parli di estinzione, usi questa nuova definizione nel percorso di crescita spirituale. Di che si tratta?

L’estinzione è lo stato non esperienziale che avviene quando l’assorbimento in sé è talmente profondo che si è dissolta anche la beatitudine. Si tratta dell’estinzione temporanea dell’esperienza di esserci, quindi di ogni esperienza. L’estinzione è uno stato più profondo della beatitudine, cioè dell’amore, esperienza primaria portatrice di ogni altra esperienza.

 

Allora si diventa origine?

Non si può diventare origine, per due motivi almeno. In quanto Assoluto si è già l’origine, mentre come individuo non si può essere che un individuo. L’individuo non può diventare Assoluto e l’Assoluto non può diventare un individuo. Estinzione significa estinzione di ogni esperienza, ma non come durante il sonno profondo in cui l’esperienza di esserci è silente e non viene riconosciuta. Durante l’estinzione l’esperienza di esserci è totalmente dissolta e riemerge con il terminare dell’estinzione.

 

è possibile spiegare la natura di Brahman?

Si può cercare di spiegare praticamente tutto, ma non è detto che le spiegazioni siano veritiere. Ciò che si può dire è che Brahman immanifesto è l’esistenza senza coscienza di sé, l’origine  della manifestazione. Brahman manifesto nella sua forma pura è la beatitudine, pura esistenza con coscienza di sé. Brahman manifesto nel suo insieme è, invece, la manifestazione nella sua interezza. La qualità di Brahman manifesto nella sua interezza è una questione di esperienza di sé, lo stesso evento può essere percepito con sofferenza oppure producendo beatitudine.

 

Dunque la felicità non si cerca, ma si produce?

Cercandola nel modo giusto in se stessi ci si avvicina a produrla, esserla.

 

Cos’è l’illuminazione?

L’illuminazione temporanea è costituita da periodi di beatitudine e nel senso più stretto del termine, di estinzione. L’illuminazione definitiva, invece, è la costante alternanza tra la beatitudine e l’estinzione.

 

è vero che tutti quanti siamo già illuminati e che non c’è nessuno che s’illumina?

Alla base dell’esserci ognuno è beatitudine, che è lo stato illuminato, pertanto non può illuminarsi. L’individuo nel suo complesso, invece, si illumina, come ho detto poco fa, rendendo possibile il costante alternarsi della beatitudine con l’estinzione.

 

è possibile per l’uomo di oggi illuminarsi in modo più fisiologico rispetto a quello che le precedenti tradizioni insegnavano, cioè dopo anni e anni di meditazione, astinenze, rinunce e cambi di nome e identità?

Sì.

 

In che modo?

Liberandosi dalle cattive abitudini che producono sofferenza e acquisendo abitudini positive che producono felicità nella pratica vita quotidiana. è bene comprendere che la sofferenza è una malattia, che più si soffre più si è malati e che maggiore è la sofferenza più intensa deve essere la terapia.

Più velocemente si vuole guarire più bisogna volgersi verso l’amore e la sua origine, tale volgersi è la sostanza della meditazione spirituale.

Iniziare a meditare, cioè avviarsi su un percorso spirituale, significa anche iniziare a trasformare la propria esistenza in funzione dell’amore, liberarsi dal culto della sofferenza in favore della vita funzionale alla felicità.

 

Seguendo le meditazioni che tu insegni come suggeriresti a un allievo di impegnarsi giornalmente? Quanto meditare, come?

Le meditazioni appartate che propongo, che sono solo una parte del sistema meditativo che ho sviluppato, vanno utilizzate per maturare la capacità di rendere meditare ogni aspetto della vita.

La meditazione non va intesa soltanto come esercizio appartato, da fare una o più volte al giorno. La meditazione andrebbe intesa come esistenza alla ricerca della felicità, vita che usa le condizioni esistenti per liberarsi dalla sofferenza. Un’ottima meditazione è tendere costantemente alla presenza Integrale ora-qua, più precisamente tendere a divenirla, indipendentemente dalle situazioni della vita. Questo significa anche osservare le emozioni, i pensieri e il mondo avvenire in noi stessi. Inoltre, meditare significa cercare di non produrre emozioni e idee superflue, anche trasformando il dialogo interiore conflittuale in dialogo consapevolizzante.

 

La meditazione può davvero trasformare la vita di una persona?

Anche la quotidianità è una percezione che appare nella mente. La meditazione qualitativa trasforma la mente, non soltanto la quieta. Esistono ottimi metodi per quietare la mente, senza però trasformarla profondamente, perché non eliminano abbastanza efficacemente le cause degli ostacoli per la realizzazione Integrale. Va considerato che molti metodi adatti alla vita da ashram o da monastero non sono idonei alla maturazione spirituale integrata nella vita di città. Sono metodi che funzionano in condizioni materiali ed energetiche favorevoli alla consapevolizzazione, ma la vita di città è piena di ostacoli per la maturazione spirituale. Chi vive in città e vuole maturare l’esserci dovrebbe usare metodi profondi che permettano di maturare contemporaneamente capacità spirituali ed energetiche tali da trasformare questi ostacoli.

Grazie!

Intervista ad Andrea Pangos

Claudia Catani – Maratea, 31.07.2011

 

 

 

20 maggio, 2011 by pomodorozen Categories :
Andrea Pangos
Consapevolezza
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Le domande illuminanti – Andrea Pangos


Le domande illuminanti sono strumenti meditativi per scoprire le verità concettuali, la Verità esperienziale, l’Amore, e la Realtà, Reale Identità.

Nel senso stretto del termine, il concetto di domanda illuminante riguarda specifici quesiti dall’alto potenziale consapevolizzante (illuminante), per esempio: Qual è la Reale Identità?

Nel senso ampio del concetto invece, ogni domanda impiegata in modo da favorire la consapevolizzazione è illuminante, anche l’interrogazione sull’ameba: Dove avviene l’ameba?, Si è formata nel tempo e nello spazio?, Li percepisce?, A chi l’ameba appare come tale?, Qual è la sua Origine?

La mente può porsi domande in modo da:

- eliminare l’ ignoranza riguardo a se stessa, a altre menti, alla Coscienza,

alla Totalità, alla Reale Identità…; oppure - diversificare la propria ignoranza, facendole magari assumere nuove false vesti di “vera” conoscenza, stratificandola e rendendola più: complessa, affascinante, intrigante, credibile, supportata da calcoli, dati statistici, prove scientifiche… Nel primo caso si tratta di acquisizione di conoscenza nobilitata dall’integrazione dell’esserci, che può portare a conoscere l’illusorietà del sapere e a trascenderlo integralmente. Interpellarsi in modo consapevolizzante, è uno degli usi illuminanti che la mente può fare di sé.

Nel secondo caso, è conoscenza appresa in modo non illuminante e porta l’intelletto a essere sempre più soggiogato del proprio concettualizzare non abbastanza consapevole. Si tratta del sapere che, attribuendosi sempre più valore, si impedisce di conoscere la propria illusorietà e limitatezza. Fruite in modo congruo, le domande illuminanti sono uno strumento per eliminare la conoscenza superflua e per contribuire al costituirsi di verità sostanziali. Interrogandosi in modo consapevolizzante, la mente può superare le ramificazioni concettuali, emotive e percettive. Si affranca dalla propria fossilizzazione, favorendo la costituzione di risposte sempre meno suggestionate da condizionamenti limitanti. Per esempio, la maggioranza degli individui fantastica di trovarsi nell’universo, il che forma e potenzia concetti abbaglianti del tipo: sono nato, sto vivendo, morirò. In un certo senso, questi concetti corrispondono all’effettivo stato dei processi, perché l’individuo è nato, vive e un giorno morirà. L’abbaglio consiste nella fantasia di essere in Realtà l’individuo, nel vaneggiamento che egli rappresenti l’Identità Reale.
Questo farneticare impedisce di scoprire che:

- l’universo percepito appare nell’individuo e come tale è un suo segmento,

- l’universo Origina dalla Reale Identità,

- soltanto l’individuo è nato e morirà,

- la situazioni di vita avvengono nell’individuo, che è la vita stessa,

- in Realtà, cioè come Dio e non come individuo, si Sussiste Origine di ogni forma di vita,

- la Reale Identità Sussiste Eterna, non nata.

Porgendosi domande in modo consapevolizzante la mente si stimola a trascendere l’analisi dualistica: la Consapevolezza integrale dispone di risposte sostanziali praticamente senza bisogno di porsi domande. Tutto è sostanzialmente chiaro alla mente Chiara. Utilizzate qualitativamente, le domande illuminanti sono un modo per diminuire il preoccuparsi e migliorare l’occuparsi. Di solito, invece che occuparsi di risolvere i problemi, l’individuo mediamente consapevole si preoccupa molto, si pone molte domande superflue e pochi quesiti sostanziali, senza praticamente offrirsi qualitative risposte fondamentali.

11 LIBRI DI ANDREA PANGOS EDIZIONI

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Per rendere più accessibili le conoscenze contenute nei libri di Andrea Pangos Edizioni, abbiamo deciso di fornire la collana completa (11 libri) di Andrea Pangos Edizioni, a chi si iscrive come socio ordinario (35,00 eur) all’associazione Alla Ricerca della Reale Identità.

Lo statuto dell’Associazione culturale Alla Ricerca della Reale Identità si trova a pagina: http://associazionerealeidentita.blogspot.com/

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1) tramite pay pal
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3) con bonifico sul conto corrente bancario

Associazione alla Ricerca Della Reale Identita’ IT25 R063 4536 2321 0000 0001 588
Codice BIC (per pagamenti dall’estero) IBSPIT2V
Per il pagamento con bonifico è necessario spedire una copia del bonifico a andreapangos@gmail.com
Ogni socio riceverà (compresi nella quota associativa di 35 eur):

- 5 libri in forma cartacea (libri stampati) e
- 6 libri in formato elettronico (formato PDF, facilmente stampabile e leggibile su computer ).

I 5 libri in forma cartacea saranno spediti via posta ordinaria senza spese di spedizione aggiuntive , mentre i 6 libri in formato PDF saranno spediti tramite e-mail.

I libri in questione sono (tra parentesi il numero di pagine e il prezzo ordinario di copertina):

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3. Guarire con le energie – di Zoran Gruičić e Milica Gruičić (220 pag, 12,50 € )
4. Il cavaliere delle Energie – Andrea Pangos (132 pag, 7,50 € )
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6. L’Esistenza senza tempo – di Zoran Gruičić e Milica Gruičić (176 pag, 15,00 € )
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8. Karma e incarnazione – Andrea Pangos (144 pag, 12,50 € )
9. Divenire – Andrea Pangos (141 pag, 14,00 € )
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