Ricordo un incidente in cui la pratica di Metta mi fu di grande aiuto. Dopo un mese di pratica intensiva in Birmania mi accadde qualcosa che mai avrei pensato avrebbe potuto accadermi: ingrassai. Anche prima di farmi monaco ero molto magro. Difficilmente superavo i 46 chili e le clavicole formavano delle cavità invece di essere ricoperte di carne. Le costole e la spina dorsale sporgevano, ma non mi sentivo affatto debole. Ora stavano miracolosamente apparendo punti coperti di carne, anche se mangiavo addirittura meno di prima. Ripensandoci attribuisco la mia magrezza alla mancanza di gioia che avevo allora. Sono sempre stato un tipo troppo attivo e ambizioso, e per questo negligevo altri aspetti della vita. Ora, devo dire che la gioia è rimasta e anzi si è andata raffinando e maturando nel tempo, facendo affluire nuova energia nei periodi di insegnamento e di pratica.
L’altra benedizione che mi ha dato è stata la capacità di avere buoni rapporti con gli altri. Ogni relazione è basata, credo, su due cose: fiducia e capacità di comunicare. La Gentilezza Amorevole rende felici i rapporti. Essi vengono distrutti dalla rabbia e quando non vi è sufficiente Metta essi si incrinano. Il mio maestro diceva che Metta era una “super-colla”. Tuttavia perché i rapporti siano durevoli e profondi, credo che ci debba essere anche un’altra qualità: la saggezza o maturità necessaria per affrontare le situazioni. Non c’è niente come un’amicizia a prova di anni, sicura e affidabile. E – oserei dire – che una sincera e amorevole relazione che sia veramente forte e profonda, ma senza attaccamento, è già di per sé una grande realizzazione nella vita.
La terza benedizione è la pace. E’ una felicità che fa in modo che la vita e il lavoro scorrano dolcemente senza troppi ostacoli. Produce anche una facile concentrazione, che serve come base per lo sviluppo dell’intuizione profonda e della purificazione. Inoltre è anche una forza che cura e dà salute. Tradizionalmente viene fatta una lista di undici tipi di benedizioni, per il praticante di Metta:
1. Dorme bene
Si sveglia felice
2. Non fa brutti sogni:
I primi tre benefici riguardano il dormire bene. Il sonno è un processo che ristora e non va sottovalutato. Un sonno insufficiente rende deboli e nervosi, come ben si può vedere in coloro che soffrono di insonnia. Dopo un buon sonno, uno si alza per cominciare un giorno migliore con uno stato mentale felice che a sua volta rende felici gli altri. Metta genera molta gioia e pace, rendendo perciò il sonno facile e profondo.
Anche la vita è come una corrente che scorre ininterrottamente dalla nascita alla morte. Le nostre esperienze e i pensieri sono come delle onde che talvolta portano bei momenti, altre volte tragedie.
Anche i sogni sono così, solo che avvengono a un livello molto più sottile. Risentono di ciò che abbiamo fatto e pensato durante le ore di veglia, oltre ad altre influenze. Riflettono i condizionamenti e i movimenti della mente a un livello molto profondo. I brutti sogni rispecchiano uno stato mentale non salutare e significano anche gli effetti prossimi di un kamma negativo, per cui bisogna stare attenti. La Gentilezza Amorevole, con la pace e la gioia che porta, può rovesciare la situazione per il meglio.
3. Viene amato dagli esseri umani
Viene amato dagli esseri non umani Le divinità lo proteggono Metta porta felicità non solo a se stessi ma anche agli altri. E’ contagiosa e curativa. Non ce n’è mai abbastanza! Il cuore è un’infinita sorgente d’amore! Non c’è quindi da meravigliarsi se una persona con Metta è amata sia dagli esseri umani che da quelli non umani, come per esempio dagli animali. I deva sono forme di esseri invisibili, sono intelligenze che hanno una certa capacità di influenzare gli esseri umani, di proteggerli o di avvertirli.
4. Non verrà colpito dal fuoco, dal veleno o dalle armi
Metta è una forma di benevolenza tale che può bloccare il potere delle forze dannose. Quindi sconfigge anche il fuoco, il veleno e le armi che sono spesso portatrici di pericolo. E’ in questo senso che Metta viene vista come una protezione, uno scudo; il suo potere dipende però dal potere di concentrazione.
5. La mente si calma facilmente
Una delle ragioni per cui la gente non riesce a calmarsi è che viene disturbata da troppe cose. E lo è soprattutto la mente di quelli che hanno sofferto grandi traumi, e che portano in sé profonde paure o rabbia. I pensieri aggressivi di vendetta e la depressione non permettono la pace mentale. Per loro il detto “L’odio non vince l’odio; solo l’amore può placare l’odio”, è veramente appropriato. Queste sono persone che hanno bisogno di un lungo periodo di tempo (talvolta anche anni) di pratica prima di riuscire ad avere una profonda concentrazione. Tutti noi sappiamo come anche una piccola irritazione (come la puntura di un insetto o un rumore) possano disturbare una buona seduta di meditazione.
C’è molta gioia in Metta e siccome la felicità è la causa prossima della concentrazione, la mente si può calmare facilmente.
6. La carnagione diventa chiara
Il viso è spesso lo specchio della mente. O in altre parole, la mente e il corpo sono interdipendenti, sebbene molti sappiano come nascondere i loro sentimenti e i loro pensieri! Ma se c’è Metta il viso risplende, illuminato da un sorriso che brilla in ogni situazione. E, come si usa dire, “Sorridi e il mondo si illuminerà”…
Una bella carnagione è anche segno di buona salute. Stati mentali puri procurano salute mentre gli stati negativi emettono sostanze nocive, come lo stress, ad esempio, che produce la gastrite. Molte malattie dipendono dallo stress, compreso il cancro e gli attacchi cardiaci: le due principali cause di morte. Metta quindi è una medicina che cura e che ci libera da molte cause di malattia.
7. Si muore senza confusione
E’ molto importante che si muoia con consapevolezza, in pace e senza confusione. In quel momento bisogna fare di tutto perché non ci sia dolore o disagio. E’ bene lasciare il morente in pace e distaccato con la consapevolezza che la propria vita è al termine. Una morte tranquilla, come ben sanno i buddhisti, è un fattore importante e cruciale per determinare una rinascita felice. Per uno che ha meditato e praticato molta Metta, la morte avviene tranquillamente, come io stesso ho visto alcune volte. Come dicono i Testi, il proprio kamma di gioia e di bontà matura per accogliere il morente come farebbero dei parenti o degli amici. E’ come realizzare un bellissimo sogno.
8. Se non realizza lo stato di arahant, almeno rinasce nel mondo di Brahma Le quattro Vie e la loro Fruizione possono essere realizzate solo con la meditazione Vipassana; Metta può però formarne la base. Se la meditazione ha raggiunto lo stadio dell’assorbimento, si rinasce nel regno di Brahma. Altrimenti può rinascere come un uomo o un deva. Gli stati di concentrazione sono forze kammiche molto potenti che hanno un potenziale di maturazione più forte degli altri stati.
E’ bene riflettere brevemente su uno qualsiasi di questi punti e ciò aumenterà la probabilità che quel particolare beneficio si adempia e porterà anche a sviluppare buone motivazioni.
Un altro modo è quello di riportare alla memoria un evento che è stato particolarmente felice grazie a Metta. Quello stato di gioia a sua volta aumenta la felicità e genera ulteriore Metta e maggiore concentrazione.
Carissimi amici e sostenitori, l’Associazione S.O.S Tibet, India, Nepal, Onlus ti suggerisce una nuova idea per i regali di Natale:
puoi regalare ai tuoi amici e parenti un sorriso di un bambino Tibetano facendo un offerta per la mensa dalla nuova scuola che abbiamo aperto questa estate a Garan in Tibet al posto del solito regalo.
Puoi mandarci la lista dei nomi dei tuoi amici e gli indirizzi di tutte le persone a cui vorrai fare questo regalo e l’Associazione gli manderà prima di Natale i tuoi auguri e una lettera di ringraziamento con la foto dei bambini dove verrà specificato il tuo gesto, consideriamo una offerta minima di venti euro a persona.
L’offerta può essere fatta sul conto corrente postale nr. 69331817 intestato all’Associazione S.O.S Tibet, India, Nepal, codice IBAN : IT23E760103000000069331817, e puoi inviarci la lista dei nomi con gli indirizzi relativi via mail. Può essere un gesto per condividere il Natale con chi è meno fortunato di noi e coinvolgere in questo progetto anche le persone che ti sono care….
Grazie ancora per la vostra attenzione.
Per chiarimenti o proposte alternative è possibile contattare Eugenia al 347 1059277 oppure scrivere ad info@sostibet.org
Vi preghiamo di far girare questa mail a tutti coloro che pensiate possano essere interessati a questa iniziativa.
Grazie ancora per aiutarci ad aiutare…..
Gendun e Eugenia
L’altra sera, mentre seguivo un programma televisivo che parlava di miracoli, ho visto una signora dire che, essendo malata gravemente, si era recata in pellegrinaggio in Calabria da Fratel Cosimo per ottenere la guarigione.
Giunta a destinazione si era trovata in mezzo a situazioni più gravi della sua. Perciò mentre pregava, vedendo davanti a lei una giovane malata, chiese alla Madonna di non guarire lei ma quella giovane. Finita questa preghiera la signora sentì un grande calore dentro e svenne: quando si riebbe era guarita.
Nella trasmissione un teologo ha poi sottolineato questa guarigione dicendo: “Questo è il segno che, se noi pensiamo agli altri, Dio può occuparsi di noi”. Questa affermazione mi ha commosso e mi ha fatto pensare a tutte le malattie, che in questo tempo mi hanno perseguitato, mandandomi all’ospedale parecchie volte. In mezzo al dolore e alla sofferenza degli ospedali io non ho mai pensato agli altri ma solo a me stesso implorando, nelle mie preghiere, la mia guarigione e non pensando a chi, forse, soffriva più di me. Sentendo le parole di quel Teologo mi è venuto in mente ciò che dice spesso il Maestro: amatevi gli uni e gli altri come io vi amo e ricordate che ciò che farete agli altri sarà fatto a me e permetterà a Dio di aiutarvi.
Se conoscete persone bisognose d’assistenza, accertatevi che vogliano aiuto e siate sicuri di sapere come meglio aiutarli. Non entrate o interferite nella vita degli altri, ma semplicemente inviate loro amore e compassione, cercando di alleviare il dolore e le pene che hanno dentro.
Non cercate di cambiare gli altri contro il loro desiderio, ma alleviate le loro pene, pensate a loro come se pensaste a voi. Aspettatevi sempre il meglio da quelli che conoscete o incontrate, ed evocherete la loro bontà raggiante.
Se qualcuno ha un problema e chiede assistenza, fate quel che potete. Spesso basta un consiglio o un’istruzione, altre volte un incoraggiamento o un appoggio emotivo, e altre ancora un’aiuto economico o semplicemente amore. Qualunque aiuto dobbiate dare, ricordate che solo così permetterete a Dio di aiutarvi e pensare a voi. L’amore, che in questo tempo sembra essersi dimenticato del mondo, amplia la nostra mente e la fede, e ci rende partecipi dell’immortalità dell’anima. Incontrando chi soffre con disponibilità avrete l’opportunità di capire gli altri e di modificare o cancellare i vostri peccati.
Ciò che abbiamo vissuto o commesso non è mutabile ma, con la nostra azione e dedizione, possiamo modificarne il contenuto emozionale della nostra memoria affinché non abbia più a influenzarci. Solo stabilendo rapporti responsabili con il nostro prossimo, riusciremo ad ampliare la nostra maturità mentale ed emozionale, operando in armonia con il Processo Vitale.
Dovremo pensare in termini positivi e non lamentarci per i sacrifici che facciamo, tralasciando atteggiamenti, stati di coscienza e attività che comportino uno spreco di energia. Dobbiamo agire con riserbo e non drammatizzate, lasciando che la nostra trasformazione sia un esempio per tutti. Se coloro che vi circondano sono oppressivi e distruttivi, stabilite con loro una linea di condotta tale da non incontrare impedimenti nel compimento del vostro destino. In ogni circostanza, fate del vostro meglio e chiedetevi alla fine: potevo fare di più? Ho fatto ciò che avrei fatto per me? Ho scelto la cosa migliore?
Non dobbiamo dimenticare ciò che il Saggio ci insegna: “L’uomo è il padrone dei propri pensieri, l’artefice del proprio carattere, colui che può creare e forgiare le proprie condizioni, il proprio ambiente e il proprio destino”.
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L’AUTORE
Musicista, scrittore, pubblicitario. Da molti anni coltiva un profondo interesse verso le discipline esoteriche e spirituali, l’astrologia, lo yoga e le tecniche mentali. Fin da piccolo ha scoperto la sua sensitività, che tuttavia ha divulgato solo da pochi anni attraverso libri, conferenze e corsi.
Ha pubblicato finora i seguenti libri: per Gian Marco Bragadin Editore, “Francesco, un Santo, un sentiero, una storia”, “Progetto uomo”, “La nostra Assisi”, varie edizioni di “AURA, Guida alla New Age”; per Rizzoli e Sonzogno, “Volare con l’anima”, “Astrologia creativa”, “Astrologia e salute”; per Sperling & Kupfer, “Voglia di volare“, “Le immagini dell’anima”, “Volare con l’anima”, “Le immagini dell’anima”, “L’Incontro”; con Manuela Pompas, “Aura la luce dell’anima” (Sperling & Kupfer), “I sogni dell’anima” (di prossima pubblicazione), “Diventare sensitivi“.
E’ stato spesso ospite di programmi televisivi, tra i quali il “Maurizio Costanzo Show”, “Il Tappeto volante” e altri. Ha condotto per due anni su Antenna 3 Lombardia la trasmissione “Il Melograno”, insieme a Gian Marco Bragadin.
La Realtà è quello che ci appare essere, o è tutt’altra cosa?
Se si valuta con attenzione quello che i modelli scientifici o religiosi indicano essere la Realtà, la sua origine e il suo destino, ne derivano, inevitabilmente, molti dubbi. Se si considerano, inoltre, tutte le esperienze di vita che ognuno di noi continuamente affronta, senza riuscire a capirne il senso, il significato, il perché, non possono che nascere altri dubbi. Ci si può render conto, allora, che forse la Realtà, è diversa da quello che si crede sia.
L’uomo ritiene di conoscere le leggi che governano il comportamento dell’Universo, della materia, della vita, ma non ha compreso perché l’Universo, la materia e la vita esistono, perché noi esistiamo. Exotropia è un nuovo Modello della Realtà in cui fisica, metafisica e spiritualità si “fondono” per produrre una visione coerente ed estremamente positiva, anche se per certi versi sconcertante, della Realtà.
L’essere umano interagisce con la realtà attraverso i sensi ed è arrivato a convincersi che solo ciò che è a lui sensorialmente percepibile sia reale. Se nei fondali oceanici esistesse un pesce parlante e potessimo chiedergli cosa pensa del fuoco, probabilmente risponderebbe che si tratta di una “leggenda”, di un “mito”, e che in realtà il fuoco non esiste. Se una cosa non è percepibile sensorialmente non significa, necessariamente e automaticamente, che non esista.
Exotropia definisce un nuovo modello dello realtà ed offre la possibilità di interpretare, conoscere, capire il suo significato e quello delle esperienze che ogni essere vive, da una nuova e rivoluzionaria prospettiva; non limitata dalla percezione sensoriale, ma capace di dare nuovi significati al perché delle cose. La scienza e la tecnologia hanno permesso di produrre molta utilità pratica (telefonini, computer, automobili ecc.) attraverso una approfondita conoscenza del “come” delle cose, ma senza entrare nel merito del loro perché. L’uomo moderno è molto razionale e “tecnologico” ma, nella sostanza, pieno di dubbi. La prima causa della sofferenza dell’uomo sono i suoi dubbi; Exotropia è una ipotesi alternativa al modello tradizionale della realtà che vuole rivelare il perché delle cose, iniziando proprio dalle questioni più “delicate” : chi siamo, perché esistiamo, perché esiste la realtà in cui viviamo, e quale è il perché, la motivazione “nascosta” delle esperienze con cui l’uomo deve quotidianamente confrontarsi.
Il cuore di Exotropia è la ridefinizione del 3° Postulato del II principio della termodinamica, l’entropia (trasformazione rivolta all’interno) applicata all’Universo, una legge estremamente pessimistica definita da Boltzmann nel 1872 che sostiene che l’Universo tende al disordine. Marchesi definisce, invece, che l’Universo tende all’evoluzione (trasformazione rivolta all’esterno), ma ciò richiede una “conoscenza” non locale che agisce su ogni cosa che è in grado di esistere attraverso un concetto di “comunione di intenti” (questo è l’aspetto rivoluzionario) questa conoscenza non solo permette all’Universo di evolvere, ma “guida” in modo “sottile” e sensorialmente non percepibile anche ogni esperienza umana. L’essere umano si avvicina alla sua natura “divina” quando Ama, quando la sua volontà, pensieri ,parole e azioni sono all’inneati e in comunione di intenti.
(Fabio Marchesi)
Bibliografia
Exotropia – Fabio Marchesi
È assurdo
dice la ragione
È quel che è
dice l’amore.
È infelicità
dice il calcolo
Non è altro che dolore
dice la paura
È vano
dice il giudizio
È quel che è
dice l’amore.
È ridicolo
dice l’orgoglio
È avventato
dice la prudenza
È impossibile
dice l’esperienza
È quel che è
dice l’amore.
L’amore come riconoscimento di ciò che è.
Al di là delle aspettative, delle volontà,
delle attese, delle paure, dei giudizi…:
è sempre ciò che è.