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Amore

18 ottobre, 2011 by pomodorozen Categories :
Amore
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Lettera di un padre al figlio – Valentina Capizzi

Se un giorno mi vedrai vecchio: se mi sporco quando mangio e non riesco a vestirmi … abbi pazienza, ricorda il tempo che ho trascorso ad insegnartelo. Se quando parlo con te ripeto sempre le stesse cose …  non mi interrompere … ascoltami, quando eri piccolo dovevo raccontarti ogni sera la stessa storia finche’ non ti addormentavi.

Quando non voglio lavarmi non biasimarmi e non farmi vergognare … ricordati quando dovevo correrti dietro inventando delle scuse perche’ non volevi fare il bagno.

Quando vedi la mia ignoranza per le nuove tecnologie, dammi il tempo necessario e non guardarmi con quel sorrisetto ironico ho avuto tutta la pazienza per insegnarti l’abc; quando ad un certo punto non riesco a ricordare o perdo il filo del discorso … dammi il tempo necessario
per ricordare e se non ci riesco non ti innervosire ….. la cosa piu’ importante non e’ quello che dico ma il mio bisogno di essere con te ed averti li che mi ascolti.

Quando le mie gambe stanche non mi consentono di tenere il tuo passo non trattarmi come fossi un peso, vieni verso di me con le tue mani forti nello stesso modo con cui io l’ho fatto con te quando muovevi i tuoi primi passi.

Quando dico che vorrei essere morto … non arrabbiarti un giorno comprenderai che cosa mi spinge a dirlo. Cerca di capire che alla mia età non si vive, si sopravvive.

Un giorno scoprirai che nonostante i miei errori ho sempre voluto il meglio per te; che ho tentato di spianarti la strada.

Dammi un po’ del tuo tempo, dammi un po’ della tua pazienza, dammi una spalla su cui poggiare la testa allo stesso modo in cui io l’ho fatto per te.

Aiutami a camminare, aiutami a finire i miei giorni con amore e pazienza in cambio io ti darò un sorriso e l’immenso amore che ho sempre avuto per te. Ti amo
(papà)

10 ottobre, 2011 by pomodorozen Categories :
Amore
Anthony de Mello
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La paura e l’Amore – Anthony de Mello

La Paura e l’Amore
Alcuni affermano che esistono solo due cose al mondo: Dio e la paura; l’amore e la paura sono le sole cose.

C’è un solo male al mondo: la paura.
C’è un solo bene al mondo: l’amore.

Talvolta viene definito con altri nomi. Talvolta si chiama felicità, o libertà, o pace, o gioia o Dio o chissà cosa. Ma l’etichetta non ha grande importanza. E non esiste male al mondo che non possa essere fatto risalire alla paura.

Nemmeno uno.

Ignoranza e paura, ignoranza causata dalla paura: è da qui che deriva ogni male, è da qui che deriva la vostra violenza. La persona veramente non violenta, incapace di violenza, è una persona senza paura. È solo quando si ha paura che ci si arrabbia.

Pensate all’ultima volta che vi siete arrabbiati. Avanti, riflettete. Pensate all’ultima volta che vi siete arrabbiati e andate in cerca della paura che era sottintesa. Che cosa temevate di perdere? Che cosa pensavate che potesse esservi sottratto? È da lì che viene la rabbia. Pensate a una persona arrabbiata, magari una di cui avete paura. Riuscite a vedere quanto è spaventata? Lo è davvero. È davvero spaventata, altrimenti non sarebbe arrabbiata.

In ultima analisi, esistono solo due cose: l’amore e la paura.

In questa sede preferisco mantenere una discussione come questa, non strutturata, capace di spostarsi da un argomento all’altro e di tornare di volta in volta ai diversi temi, perché in questo modo è possibile riuscire ad afferrare veramente quello che dico. Se un’affermazione non vi colpisce la prima volta, potrebbe farlo la seconda, e quel che non colpisce una persona può colpirne un’altra. Parlo di temi diversi, ma trattano tutti della stessa cosa. Chiamatela consapevolezza, libertà, risveglio o come volete. È davvero la stessa cosa.

Tratto da Messaggio per un’aquila che si crede un pollo
di Anthony De Mello

Anthony De Mello

30 settembre, 2011 by pomodorozen Categories :
Amore
Frase del giorno
Jiddu Krishnamurti
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… non è Amore – Jiddu Krishnamurti

Cos’è l’amore? La parola è talmente falsata e contaminata che non vi va granché di usarla. Tutti parlano di amore – ogni rivista e ogni giornale, ogni missionario parla incessantemente di amore.

Amo il mio paese. il mio re, qualche libro, quella montagna, il piacere, mia moglie, Dio. L’amore è una idea? Se lo è può essere coltivata, nutrirta,  accarezzata, comandata a bacchetta, alterata come volete.

Quando dite di amare Dio, cosa significa? Significa che amate una proiezione della vostra immagine, una proiezione di voi stessi sotto certe spoglie di rispettabilità secondo quello che credente sia nobile e santo; perciò dire,  “Amo Dio”, non ha assolutamente nessun senso.

Quando adorate Dio, adorate voi stessi – e questo non è amore.
(Jiddu Krishnamurti – Libertà dal conosciuto)

 

26 febbraio, 2011 by pomodorozen Categories :
Amore
Libertà
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Preghiera semplice – Francesco di Assisi


Oh Signore, fa di me un istrumento della tua Pace:
Dove è odio, fa che io porti Amore.
Dove è offesa, che io porti il Perdono.
Dove è discordia, che io porti l’Unione.
Dove è dubbio, che io porti la Fede.
Dove è errore, che io porti la Verità.
Dove è disperazione, che io porti la Speranza.
Dove è tristezza, che io porte la Gioia.
Dove sono le tenebre, che io porte la Luce.
Oh! Maestro, fa che io non cerchi tanto
Ad essere consolato, quanto a consolare.
Ad essere compreso, quanto a comprendere.
Ad essere amato, quanto ad amare.
Poiché:
Si è: Dando, che ricevi;
Perdonando, che si è perdonati;
Morendo, che si risuscita a Vita Eterna
(Francesco di Assisi)

Oh Señor, hazme un instrumento de tu paz:
Donde haya odio, siembre yo Amor.
Donde haya ofensa, siembre yo el Perdón.
Donde haya discordia, lleve yo la Unión.
En caso de duda, que yo lleve la Fe.
Donde hay error, lleve yo la Verdad.
Donde haya desesperación, que yo lleve la Esperanza.
Donde hay tristeza, yo traigo alegría.
Donde haya tinieblas, lleve yo la luz.
¡Oh! Maestro, haz que yo no busque tanto
Para ser consolado como consolar.
Para ser comprendido, sino comprender.
Para ser amado como amar.
Desde:
Es al dar que recibo;
Perdonando que somos perdonados;
Muriendo que nacemos a la vida eterna

(Francesco di Assisi)

7 febbraio, 2011 by pomodorozen Categories :
Amore
Consapevolezza
Felicità
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Le benedizioni della gentilezza amorevole – Sujiva

Ricordo un incidente in cui la pratica di Metta mi fu di grande aiuto. Dopo un mese di pratica intensiva in Birmania mi accadde qualcosa che mai avrei pensato avrebbe potuto accadermi: ingrassai. Anche prima di farmi monaco ero molto magro. Difficilmente superavo i 46 chili e le clavicole formavano delle cavità invece di essere ricoperte di carne. Le costole e la spina dorsale sporgevano, ma non mi sentivo affatto debole. Ora stavano miracolosamente apparendo punti coperti di carne, anche se mangiavo addirittura meno di prima. Ripensandoci attribuisco la mia magrezza alla mancanza di gioia che avevo allora. Sono sempre stato un tipo troppo attivo e ambizioso, e per questo negligevo altri aspetti della vita. Ora, devo dire che la gioia è rimasta e anzi si è andata raffinando e maturando nel tempo, facendo affluire nuova energia nei periodi di insegnamento e di pratica.

L’altra benedizione che mi ha dato è stata la capacità di avere buoni rapporti con gli altri. Ogni relazione è basata, credo, su due cose: fiducia e capacità di comunicare. La Gentilezza Amorevole rende felici i rapporti. Essi vengono distrutti dalla rabbia e quando non vi è sufficiente Metta essi si incrinano. Il mio maestro diceva che Metta era una “super-colla”. Tuttavia perché i rapporti siano durevoli e profondi, credo che ci debba essere anche un’altra qualità: la saggezza o maturità necessaria per affrontare le situazioni. Non c’è niente come un’amicizia a prova di anni, sicura e affidabile. E – oserei dire – che una sincera e amorevole relazione che sia veramente forte e profonda, ma senza attaccamento, è già di per sé una grande realizzazione nella vita.

La terza benedizione è la pace. E’ una felicità che fa in modo che la vita e il lavoro scorrano dolcemente senza troppi ostacoli. Produce anche una facile concentrazione, che serve come base per lo sviluppo dell’intuizione profonda e della purificazione. Inoltre è anche una forza che cura e dà salute. Tradizionalmente viene fatta una lista di undici tipi di benedizioni, per il praticante di Metta:

1. Dorme bene
Si sveglia felice

2. Non fa brutti sogni:

I primi tre benefici riguardano il dormire bene. Il sonno è un processo che ristora e non va sottovalutato. Un sonno insufficiente rende deboli e nervosi, come ben si può vedere in coloro che soffrono di insonnia. Dopo un buon sonno, uno si alza per cominciare un giorno migliore con uno stato mentale felice che a sua volta rende felici gli altri. Metta genera molta gioia e pace, rendendo perciò il sonno facile e profondo.

Anche la vita è come una corrente che scorre ininterrottamente dalla nascita alla morte. Le nostre esperienze e i pensieri sono come delle onde che talvolta portano bei momenti, altre volte tragedie.

Anche i sogni sono così, solo che avvengono a un livello molto più sottile. Risentono di ciò che abbiamo fatto e pensato durante le ore di veglia, oltre ad altre influenze. Riflettono i condizionamenti e i movimenti della mente a un livello molto profondo. I brutti sogni rispecchiano uno stato mentale non salutare e significano anche gli effetti prossimi di un kamma negativo, per cui bisogna stare attenti. La Gentilezza Amorevole, con la pace e la gioia che porta, può rovesciare la situazione per il meglio.

3. Viene amato dagli esseri umani

Viene amato dagli esseri non umani   Le divinità lo proteggono   Metta porta felicità non solo a se stessi ma anche agli altri. E’ contagiosa e curativa. Non ce n’è mai abbastanza! Il cuore è un’infinita sorgente d’amore! Non c’è quindi da meravigliarsi se una persona con Metta è amata sia dagli esseri umani che da quelli non umani, come per esempio dagli animali. I deva sono forme di esseri invisibili, sono intelligenze che hanno una certa capacità di influenzare gli esseri umani, di proteggerli o di avvertirli.

4. Non verrà colpito dal fuoco, dal veleno o dalle armi

Metta è una forma di benevolenza tale che può bloccare il potere delle forze dannose. Quindi sconfigge anche il fuoco, il veleno e le armi che sono spesso portatrici di pericolo. E’ in questo senso che Metta viene vista come una protezione, uno scudo; il suo potere dipende però dal potere di concentrazione.

5. La mente si calma facilmente

Una delle ragioni per cui la gente non riesce a calmarsi è che viene disturbata da troppe cose. E lo è soprattutto la mente di quelli che hanno sofferto grandi traumi, e che portano in sé profonde paure o rabbia. I pensieri aggressivi di vendetta e la depressione non permettono la pace mentale. Per loro il detto “L’odio non vince l’odio; solo l’amore può placare l’odio”, è veramente appropriato. Queste sono persone che hanno bisogno di un lungo periodo di tempo (talvolta anche anni) di pratica prima di riuscire ad avere una profonda concentrazione. Tutti noi sappiamo come anche una piccola irritazione (come la puntura di un insetto o un rumore) possano disturbare una buona seduta di meditazione.

C’è molta gioia in Metta e siccome la felicità è la causa prossima della concentrazione, la mente si può calmare facilmente.

6. La carnagione diventa chiara

Il viso è spesso lo specchio della mente. O in altre parole, la mente e il corpo sono interdipendenti, sebbene molti sappiano come nascondere i loro sentimenti e i loro pensieri! Ma se c’è Metta il viso risplende, illuminato da un sorriso che brilla in ogni situazione. E, come si usa dire, “Sorridi e il mondo si illuminerà”…

Una bella carnagione è anche segno di buona salute. Stati mentali puri procurano salute mentre gli stati negativi emettono sostanze nocive, come lo stress, ad esempio, che produce la gastrite. Molte malattie dipendono dallo stress, compreso il cancro e gli attacchi cardiaci: le due principali cause di morte. Metta quindi è una medicina che cura e che ci libera da molte cause di malattia.

7. Si muore senza confusione

E’ molto importante che si muoia con consapevolezza, in pace e senza confusione. In quel momento bisogna fare di tutto perché non ci sia dolore o disagio. E’ bene lasciare il morente in pace e distaccato con la consapevolezza che la propria vita è al termine. Una morte tranquilla, come ben sanno i buddhisti, è un fattore importante e cruciale per determinare una rinascita felice. Per uno che ha meditato e praticato molta Metta, la morte avviene tranquillamente, come io stesso ho visto alcune volte. Come dicono i Testi, il proprio kamma di gioia e di bontà matura per accogliere il morente come farebbero dei parenti o degli amici. E’ come realizzare un bellissimo sogno.

8. Se non realizza lo stato di arahant, almeno rinasce nel mondo di Brahma Le quattro Vie e la loro Fruizione possono essere realizzate solo con la meditazione Vipassana; Metta può però formarne la base. Se la meditazione ha raggiunto lo stadio dell’assorbimento, si rinasce nel regno di Brahma. Altrimenti può rinascere come un uomo o un deva. Gli stati di concentrazione sono forze kammiche molto potenti che hanno un potenziale di maturazione più forte degli altri stati.

E’ bene riflettere brevemente su uno qualsiasi di questi punti e ciò aumenterà la probabilità che quel particolare beneficio si adempia e porterà anche a sviluppare buone motivazioni.

Un altro modo è quello di riportare alla memoria un evento che è stato particolarmente felice grazie a Metta. Quello stato di gioia a sua volta aumenta la felicità e genera ulteriore Metta e maggiore concentrazione.