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Archive for marzo, 2010

25 marzo, 2010 by pomodorozen Categories :
Frase del giorno
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Inner auges

Come un branco di lupi che scende dagli altipiani ululando
o uno sciame di api accanite divoratrici di petali odoranti
precipitano rotenado come massi da altissimi monti in rovina.
Uno dice che male c’è a organizzare feste private
con delle belle ragazze per allietare primari e servitori dello stato?
Non ci siamo capiti e perchè mai dovremmo pagare
anche gli extra a dei rincogliniti?
Che cosa possono le leggi dove regna soltanto il denaro?

La giustizia non è altro che una pubblica merce…
Di cosa vivrebbero ciarlatani e truffatori
se non avessero moneta sonante
da gettare come ami fra la gente.
La linea orizzontale ci spinge verso la materia,
quella verticale verso lo spirito. Con le palpebre chiuse s’intravede un chiarore che con il tempo
e ci vuole pazienza, si apre allo sguardo interiore:
inneres auge, das innere auge.
La linea orizzontale ci spinge verso la materia,
quella verticale verso lo spirito.
Ma quando ritorno in me, sulla mia via,
a leggere e studiare, ascoltando i grandi del passato…
Mi basta una sonata di Corelli, perchè mi meravigli del creato!
(Franco Battiato)

inviata da Angela

23 marzo, 2010 by pomodorozen Categories :
Articoli
Felicità
Guido da Todi
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“La volontà di perfezione” – ultimo ostacolo alla felicità

Aspira a fare le cose bene, non alla perfezione.
Non rinunciare mai al diritto di sbagliarti, ché altrimenti perderai la capacità
di imparare cose nuove e di avanzare nella vita.
Ricorda che sotto le ansie di perfezione si nasconde sempre la paura.
Affronta le tue paure e concedi a te stesso il diritto di essere umano:
paradossalmente, potrai fare di te una persona molto più feconda e felice.
(David Burns)

Malgrado l’apparente controsenso, uno dei maggiori ostacoli che impediscono allo spiritualista un suo scorrevole percorso lungo la strada della maturazione individuale è la sua attenzione spiccata verso la  perfezione dei rapporti, quella del pensiero, dell’azione, ecc.

Egli si dibatte, sovente, in un mondo soggettivo nel quale la sua realtà individuale è percepita come prevalentemente in ombra, di fronte alle altre tutte, che fanno parte del suo mondo quotidiano.

La lotta silente ed istintiva avviene tra un suo atteggiamento di sottile indecisione ad intraprendere il deciso sforzo in direzione della liberazionecosmica e quella spinta indiscutibile a liberarsi, invece, da strutture formali che non è più in grado di accettare. Resta il fatto che, comunque, egli – per le suddette ragioni – stenta a da certi complessi di rifiuto ad una serena affermazione del proprio carattere e del proprio impegno; vede gli altri come sempre migliori di lui; sospetta che il Sentiero dello Spiritualismo pretenda da ogni pellegrino della terra delle azioni assolute ed eroiche, delle rinunce totalitarie, un’ascesi fredda e spiccata.

Qualunque suo slancio di miglioramento, di conseguenza, continua ad essere visto come impreciso, oscuro, non sufficiente, debole.

Il desiderio di sovrasta e blocca una serena visione delle cose.

Val bene, qui, raccontare una breve parabola di Yogananda Paramahansa, che collima parzialmente, nella prima parte, con i significati di quanto andiamo dicendo; tuttavia, nella sua seconda parte non risulta inutile alla lettura:

.Venne il tempo fatidico della morte per una vecchia donna, che il mondo aveva conosciuto come dura e cattiva con tutti. Dopo aver esalato l’ultimo respiro, ella si trovò logicamente nell’inferno. Un luogo oscuro, angoscioso, freddo e pieno di gemiti invisibili. La paura le entrò sin dentro le più profonde pieghe dell’anima. “Dio mio” – pregò terrorizzata -” Aiutami Tu! Toglimi da questo luogo orribile!..”

Non appena ebbe pronunciato tali parole, una stilla luminosa, alta nel cielo oscuro ed immoto, apparve e prese a brillare debolmente, rischiarando con la sua luce l’intero panorama ringhiante e nero dell’inferno. Poi, lentamente, si allungò; divenne un sottile filo radioso, che si stese, sino a pendere ed oscillare sopra il capo della vecchia donna.

Una voce tenera e dolce, che proveniva dall’ovunque, disse, allora: “Osserva il potere dell’amore e della sincerità. Nella tua vita hai compiuto solo una buona azione. Ma, era pervasa di vera purezza e di altruismo. Ora, questo evento ti dà un’insperata chiave di salvezza. Aggrappati ad esso; afferrane la fune radiosa, ed issati fino al Cielo.”

Mentre la misteriosa parola risuonava per ogni dove, ecco che, nello stesso momento, dalla nebbia martoriata dell’inferno iniziarono ad apparire, come dal nulla, dei piccoli gruppi di dannati. Anch’essi volevano uscire dall’ eterna sventura. Ed approfittavano del messaggio, per utilizzare la via di una libertà mai sognata.

La vecchia donna aveva già afferrato, intanto, con disperazione la fune luminosa, e si era issata per buona parte del suo ossuto e curvo corpo. Ma, non appena vide protendersi verso di lei quelle mani affamate e quei volti pieni di dolore e di lagrime, iniziò a scalciare e ad allontanare con decisione e protervia l’umanità castigata che aveva sotto di sé.

La corda, già di per sé sottile e delicata, non resse all’oscillazione rabbiosa.e si spezzò. .

Noi vorremmo evidenziare solo il miracolo della .

E’ profondamente vero, occulto, comprovato in mille e mille indicazioni della letteratura metafisica che ogni pulsione sincera, ogni sentimento di fede, ogni sforzo soggettivo, sentito sino in fondo all’anima, per quanto debole possa apparire ad un esame sommario ed esteriore, stabilizza delle incredibili radici di potere nel destino più celato di ognuno di noi. E non

manca di dare un risultato liberatorio e risolutore proprio in quei momenti, magari, nei quali non è più presente in noi, come ricordo di un’azione qualunque fatta nel passato.

Non è nell’intensità dello sforzo che risiede la qualità di un’azione; bensì, nella sua ampiezza universale.

Se accettiamo il fatto incontrovertibile in natura che l’infinito evolversi delle cose – negli attuali mondi di esistenza e nei futuri, incredibili stati metafisici che attendono l’uomo – non abbia un termine; e che ogni ciclo sia la preparazione ad un successivo, nella spirale cosmica che non ha mai fine, ebbene il termine di perfezione; di un qualcosa che possa far esclamare: “Attimo, fermati! Sei la conclusione di tutto!” diverrà poco degno di una mente che percepisce la propria essenza primordiale. Esiste una rivelazione molto più vasta di quanto si possa supporre nei codici morali dei Veda, quando essi indicano soltanto nel dharma di ognuno di noi la meta assoluta e sempre rinnovata dell’esistenza.

Ogni azione, dalle minori alle più eroiche, se perseguita nell’amore e nell’ armonia più completa, è un frammento di una perfezione in atto, che, nella successiva replica di sé stessa, già incarna un diverso obiettivo esistenziale.

Vivere il momento presente come indicatore dell’unica possibilità che ha l’ assoluto di manifestarsi nel tempo e nello spazio significa .

Vivere la nostra vita, con gioia e serenità, sentendola incasellata nel ritmo universale della vita è compiere il più grande atto di devozione alle Sante Scritture di ogni tempo.

E’ qui, in questo preciso attimo, che cessa il , come insegnò Gothamo il Buddha, ed inizia la dell’infinito.

Quindi, l’individuo che si dibatte nei suoi pensieri di inutilità, di ricerca di una perfezione isolata dal contesto della quotidiana; che non vuole convincersi sull’illusione di un fatidico momento privilegiato, in cui tutti i lembi del cielo lo cingeranno finalmente ebbene costui è lungi dal comprendere che ogni scaglia del Sacro Pesce è il Pesce stesso.

Piuttosto che passare ore ed ore curvi nello studio delle più difficili letterature metafisiche, oppure nell’angosciante mea culpa, quotidiano e subconscio, della propria pochezza spirituale, alla ricerca di una perfezione definitiva che non verrà mai, soffermiamoci a carezzare il volto dei nostri piccoli bambini della terra: nei loro occhi e nel loro sorriso v’ è tanto di quel Dio che non basterà la somma di tutte le eternità a farcelo assimilare.

Guido Da Todi – www.guruji.it

23 marzo, 2010 by pomodorozen Categories :
Consapevolezza
Frase del giorno
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Essere/i umani

Aspira a fare le cose bene, non alla perfezione. Non rinunciare mai al diritto di sbagliarti, ché altrimenti perderai la capacità di imparare cose nuove e di avanzare nella vita. Ricorda che sotto le ansie di perfezione si nasconde sempre la paura. Affronta le tue paure e concedi a te stesso il diritto di essere umano: paradossalmente, potrai fare di te una persona molto più feconda e felice.
(David Burns)

© Photo by Adriane at http://olhares.aeiou.pt/foto3542562.html

22 marzo, 2010 by pomodorozen Categories :
Articoli
Sofferenza
Vita e morte
Yogananda
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Perchè la vita è cosi’ piena di prove?

Attraverso le prove noi impariamo le lezioni della vita. Le prove non sono fatte per distruggerci: sono fatte per sviluppare il nostro potere. Esse fanno parte della naturale legge dell’evoluzione e sono necessarie per noi per avanzare da un livello più basso ad uno superiore. Tu sei molto più forte di tutte le tue prove. Se non lo capisci adesso, dovrai capirlo più tardi.

Dio ti ha dato il potere di controllare la tua mente e il tuo corpo e così liberarti dai dolori e dai dispiaceri. Non dire mai “sono finito”. Non inquinare la tua mente pensando che se cammini un po’ di più ti sforzerai troppo o che se non puoi avere un certo tipo di cibo soffrirai, e così via.Non permettere mai alla tua mente di ospitare pensieri di malattia o di limitazione: vedrai che il tuo corpo cambierà in meglio.

Ricorda che la mente è il potere che governa questo corpo, quindi se la mente è debole anche il corpo diventa debole. Non intrististi o preoccuparti di nulla. Se rafforzi la tua mente non sentirai sofferenze fisiche. Non importa cosa succede, devi essere assolutamente libero nella tua mente.

Come in un sogno puoi pensare che stai male e svegliandoti di colpo vedi che non è vero, così nello stato di veglia devi sapere che la vita non è altro che un sogno.

La mente non ha alcun legame con il corpo se non quello che tu gli dai. Quando la mente potrà rimanere distaccata dal corpo a tuo piacimento, tu sarai libero. Ricorda che sei immortale. Per poter superare le prove della vita avrai bisogno di ringiovanire sia il corpo che la mente. Dovrai sviluppare l’elasticità mentale. Se non puoi fare fronte alle prove della vita, sarai indifeso quando i problemi e le tribolazioni arriveranno.

A volte la vita sembra un gioco crudele. La sola giustificazione per questo è che la realtà è solo un sogno. Hai avuto molte esperienze attraverso molteincarnazioni e ne avrai altre in futuro, ma non dovrebbero impaurirti. Devi recitare tutte le parti in questo film della vita, dicendo a te stesso “Io sono Spirito”.

Questa è la grande consolazione che la saggezza ci dà. Realizza la presenza dell’infinito. Guarda Dio, tuo Padre, il tuo Spirito, dietro le ombre. Nel profondo del tuo essere realizza questo, indipendentemente da ciò che i tuoi pensieri comandano.

Non lasciare sedere nessuno sul trono del tuo cuore se non Dio. Se ami la creazione di Dio più di Dio stesso, sarai deluso. Dio deve essere il primo e l’ultimo, sempre. Non seguire i dettami dei tuoi sogni terreni, perché qualche volta i sogni si trasformano in incubi. Distruggi queste illusioni risvegliandoti in Dio e sarai salvo per sempre.

(di Paramhansa Yogananda, Inner Culture, aprile 1941)

22 marzo, 2010 by pomodorozen Categories :
Attaccamento
Frase del giorno
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Né buono né cattivo

Se vuoi evitare di sperimentare il ribaltamento, falla finita col  dualismo; allora le misure non potranno più governarti.  Tu non sei né un buddha né un essere senziente;  non sei vicino né lontano,  né alto né basso, né uguale né diverso,  non vieni e non vai.                (Pai-chang)