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Archive for dicembre, 2009

17 dicembre, 2009 by pomodorozen Categories :
Frase del giorno
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Vivere nel presente

0038-lowCredo che solo una persona su mille conosca il segreto di vivere nel presente.  Quasi tutti noi passiamo 59 minuti su 60 a vivere nel passato,  rammaricandoci per le gioie perdute o vergognandoci delle cose mal fatte  (attività inutili e logoranti), o nel futuro che auspichiamo o paventiamo.   L’unico modo di vivere è accettando ogni minuto come un  miracolo irripetibile,  che è proprio quello che è: un miracolo e irripetibile.
(M. Storm Jameson)

16 dicembre, 2009 by pomodorozen Categories :
Amore
Frase del giorno
Pensieri di saggezza
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Odiare l’odio e amare l’amore

0037-lowTener duro quando si perde, combattere con l’amarezza della sconfitta e la debolezza del dolore, vincere l’ira, sorridere quando si vorrebbe piangere, resistere ai malvagi e bassi istinti, odiare l’odio e amare l’amore, andare avanti quando si preferirebbe morire,  inseguire pur sempre la gloria e il sogno, credere con indefettibile fede  un qualcosa che dovrà accadere; ecco quel che qualsiasi uomo può fare.  E con questo essere grande.
(Zane Grey)

16 dicembre, 2009 by pomodorozen Categories :
Claudia Rainville
Felicità
Salute fisica
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Responsabilità della propria salute e felicità

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Non possiamo parlare di Metamedicina senza tener conto della legge di responsabilità, giacchè essa costituisce la condizione di base per una vera guarigione.

Intuitivamente, sapevo che gli essere umani possiedono la capacità di sviluppare la malattia sia attirando l’agente infettivo mediante la frequenza vibratoria, sia destabilizzando le molecole delle proprie cellule, consentendo in tal modo lo sviluppo di una patologia. Ma quando mi azzardavo a proporre questa ipotesi, tutti mi deridevano.
Il Mahatma Gandhi diceva: “L’errore non diventa verità solo perchè si propaga e si moltiplica. E la verità non diventa errore solo perchè nessuno la vede.”

Assumere la responsabilità di ciò che viviamo significa riconoscere e accettare che i nostri pensieri, i nostri sentimenti, i nostri atteggiamenti – proprio come lezioni da imparare nella nostra evoluzione – abbiano dato luogo sia alle situazioni felici ed infelici in cui ci siamo imbattuti sia alle difficoltà o alle gioie che viviamo attualmente.
Quando dico che essere responsabile della situazione significa che mi riconosco quale creatore di ciò che vivo, non intendo insinuare che ho creato deliberatamente una situazione gradevole o sgradevole, ma che bisogna accettare e riconoscere che i nostri pensieri, il nostro sentire, i nostri atteggiamenti o le lezioni che è necessario integrare nella nostra evoluzione, hanno generato le situazioni felici o infelici che ora stiamo vivendo.

La legge della responsabilità, di conseguenza, non ha nulla a che fare con il merito o la punizione, con la fortuna o la sfortuna, con la giustizia o l’ingiustizia, oppure con la colpa: riguarda solo il concatenarsi delle cause e degli effetti.
Non siamo forse liberi di accettare una convinzione o rifiutarla?
Di scegliere le parole di cui ci serviamo? Di interpretare una parola o una situazione?
Non siamo forse liberi di odiare o amare? Di accusare o comprendere? Di dire del male o del bene?
Non siamo forse liberi di guardare la verità in faccia o di mentire a noi stessi? Di reagire o di agire? Di alimentare la paura o di avere fiducia?

SI, siamo liberi di pensare, di provare sentimenti, di avere le nostre convinzioni, i nostri atteggiamenti, di fare le nostre scelte.

Sebbene abbiamo, tutti quanti, questa libertà intera, non possiamo sfuggire alle conseguenze di ciò che scegliamo di dire, fare, credere ….
Nulla è frutto del caso …

Metamedicina Ogni sintomo è un messaggio – Claudia Rainville

15 dicembre, 2009 by pomodorozen Categories :
Felicità
Frase del giorno
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se cerchi la felicita’

0035-lowFin quando dai la caccia alla felicità, non sei maturo per essere felice, anche se quello che più ami è già tuo.

Fin quando ti lamenti del perduto ed hai solo mete e nessuna quiete, non conosci ancora cos’è pace.

Solo quando rinunci ad ogni desiderio e non conosci né meta né brama  e non chiami per nome la felicità,allora le onde dell’accadere non ti raggiungono più e il tuo cuore e la tua anima hanno pace.
(Herman Hesse)

15 dicembre, 2009 by pomodorozen Categories :
Amore
Compassione
Equanimità
Libertà
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La messinscena della carità

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La carità è in realtà , l’interesse personale mascherato da altruismo. Voi dite che è difficile accettare che ci possano essere delle occasioni in cui non siete genuini nei vostri tentativi di essere affettuosi e fiduciosi nei confronti degli altri. Vorrei semplificare questo concetto. Anzi, semplifichiamolo il più possibile, portiamolo alle estreme conseguenze, almeno per cominciare.

Esistono due tipi di egoismo. Il primo è quando io concedo a me stesso il piacere di compiacermi. Questo è quello che comunemente definiamo egocentrismo. Il secondo è quando mi concedo il piacere di compiacere gli altri. Questo sarebbe un tipo di egoismo più raffinato.

Il primo tipo appare più che evidente, mentre il secondo è nascosto, molto nascosto, e per questo più pericoloso, perché finiamo per sentirci davvero eccezionali. Ma forse, tutto sommato, non siamo poi tanto eccezionali. Vedo che protestate, a questa mia affermazione. Splendido!

Lei signora mi cita il suo caso: lei vive da sola, va in parrocchia, e dedica agli altri parecchie ore del suo tempo. Però ammette anche che in realtà lo fa per egoismo – lei ha bisogno di essere utile – e sa anche che ha bisogno di essere utile in modo tale da sentire di dare un piccolo contributo al mondo. Ma afferma anche che, poiché gli altri hanno bisogno di lei, si tratta di uno scambio bidirezionale.

Lei è quasi illuminata! Dobbiamo tutti imparare da lei. E’ vero. La signora dice:”Io do qualcosa, e ricevo qualcosa”. Ha ragione. Io vado la per aiutare, do qualcosa, ricevo qualcosa. E’ splendido. E’ vero. E’ reale. Questa non è carità, è interesse personale illuminato.

E lei, signore, lei mi fa notare che il vangelo di Gesù è in ultima analisi il vangelo dell’interesse personale. Otteniamo la vita eterna attraverso i nostri atti di carità. “Venite benedetti delpadre mio, perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare” e così via. Lei dice che questo conferma esattamente quello che ho detto io. Se guardiamo a Gesù lei dice, ci accorgiamo che i suoi atti di carità erano, a conti fatti, atti di interesse personale, per assicurarsi le anime da destinare all vita eterna. E ritiene che ciò costituisca l’essenza e il significato profondo della vita: il perseguimento dell’interesse personale attraverso gli atti di carità.

Bene. Però, vede, lei sta barando un po’, perché ha inserito la religione in questo discorso. Legittimo, per carità. E’ valido. Ma forse è meglio che mi occupi dei vangeli, della bibbia e di Gesù verso la fine di questo ritiro. Ma ora, tanto per complicare le cose un po’ di più, vorrei dire solo questo: “Ho avuto fame, e mi avete dato da mangiare. Ho avuto sete e mi avete dato da bere.” E loro cosa rispondono? “Quando? Quando l’abbiamo fatto? Non lo sappiamo”. Erano inconsapevoli!

Qualche volta, fantasticando, mi capita di immaginare una scena nella quale il re dice: “avevo fame e mi avete dato da mangiare” e la gente che si trova sulla destra dice: “Esatto Signore lo sappiamo”.

“Non stavo parlando con voi” risponde loro il re.

“Non corrisponde alle scritture; voi non dovreste saperlo”.

Non è interessante? Voi, invece lo sapete. Voi conoscete quella sensazione di piacere che si prova compiendo atti di carità. Esatto, è così!

E’ esattamente il contrario di qualcuno che dica:”cosa c’è di tanto speciale in quel che ho fatto? Ho fatto qualcosa, ho ricevuto qualcosa. Non avevo idea di fare del bene. La mia mano sinistra ignorava quello che stava facendo la destra”

Sapete, il bene assume il suo valore più altro in quelle occasioni in cui non ci si rende conto che si sta facendo del bene. Non si è mai tanto buoni quanto nelle occasioni in cui non ci si rende conto di essere buoni. Ossia, come direbbe il grande Sufi: ”Un santo è tale finché non viene a saperlo”. Non è autocosciente.
Tratto da: Messaggio per un’aquila che si crede un polloAnthony de Mello – Piemme