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Archive for novembre, 2009

30 novembre, 2009 by pomodorozen Categories :
Consapevolezza
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Siamo ciò che siamo

0013-lowSe potessimo prendere gli esseri umani e trasportarli fuori dell’universo,  scopriremmo che tutto il creato( le stelle, la luna, le piante, gli animali,  ogni singola cosa) è perfetto cosí com’è.  La vita non ha bisogno di giudizi o di giustificazioni.  Senza di noi, continua proprio come prima. Se poi togliessimo agli umani  la capacità di giudicare e li rimettessimo nell’universo,  scopriremmo che sono esattamente uguali al resto della natura.
Non siamo buoni o cattivi, giusti o ingiusti.
Siamo soltanto ciò che siamo.
(Don Miguel Ruiz – La padronanza dell’amore)

30 novembre, 2009 by pomodorozen Categories :
Aiuti umanitari
Gino Strada
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Fame nel mondo – Dati Fao 2009

hunger

La nostra VERGOGNA … 7.000.000 di Bambini che muoiono
ogni anno perchè non hanno nemmeno il cibo per mangiare

Fame nel mondo, alcuni paesi vanno in controtendenza

11-11-2009
Volontà politica ed investimenti possono sconfiggere la fame. La FAO lancia una campagna di mobilitazione online

L’Armenia è riuscita a ridurre in modo significativo il numero delle persone che soffrono la fame

Roma, 11 novembre 2009 – L’aumento dei dati globali sulla fame maschera il fatto che 31 paesi, su 79 monitorati dalla FAO, a partire dagli anni ’90 hanno registrato un calo significativo del numero delle persone sottonutrite.

Un rapporto pubblicato oggi dal titolo “Pathways to success” (La strada verso il successo), mette in luce i progressi fatti da 16 di questi paesi, che hanno già raggiunto l’obiettivo di dimezzare la fame entro il 2015, o sono sulla strada giusta per farlo.

Il numero delle persone che soffrono la fame ha raggiunto il picco storico di 1,02 miliardi.  Più di 60 Capi di Stato hanno confermato la loro partecipazione al Vertice Mondiale sulla sicurezza alimentare che si svolgerà a Roma dal 16 al 18 novembre, per discutere delle strategie più efficaci per incrementare la produzione agricola ed eliminare la fame.

Il rapporto FAO, che stamattina è stato presentato alla stampa dal Direttore Generale Jacques Diouf, analizza in dettaglio i fattori di fondo che sottostanno al successo di quattro paesi nel ridurre in modo significativo la fame: Armenia, Brasile, Nigeria e Vietnam.

Una campagna di mobilitazione online

Commentando il rapporto, il Direttore Generale della FAO ha detto “attraverso gli esempi che offre, fornisce un messaggio di speranza: la battaglia contro la fame può essere vinta.  Quello che serve è l’impegno risoluto degli stessi paesi in via di sviluppo ed un forte sostegno da parte della comunità internazionale”.

Diouf ha inoltre lanciato una campagna contro la fame online, chiedendo al pubblico di firmare un appello per porre fine alla fame.  Per firmare la petizione collegarsi al seguente sito:  www.1billionhungry.org/it

Denominatori comuni

Secondo il rapporto della FAO vi sono quattro denominatori comuni dietro queste storie di successo: innanzitutto la creazione di un ambiente favorevole che promuova la crescita economica ed il benessere; in secondo luogo, gli investimenti nel settore rurale ed il raggiungimento dei più vulnerabili; terzo, far sì che i successi raggiunti siano difesi e mantenuti; ultimo, pianificare un futuro sostenibile.

Per esempio, per quanto riguarda la capacità di raggiungere i più vulnerabili ed investire nelle popolazioni rurali povere, il Governo brasiliano nel 2003 ha introdotto il Programma di Fame Zero.  Il Governo ha mobilitato autorità locali e organizzazioni della società civile a sostegno di questa strategia, che comportava il trasferimento di fondi per incrementare il potere d’acquisto dei più poveri investendo contemporaneamente nei piccoli contadini.

Questo tipo di approccio è riuscito a creare allo stesso tempo la domanda e l’offerta, a vantaggio di tutti.  “Ne è seguita una rapida riduzione della percentuale dei sottonutriti”, afferma il rapporto FAO.
Il Programma nazionale per la sicurezza alimentare della Nigeria è riuscito a raddoppiare la produzione e i redditi dei piccoli contadini, che praticano un’agricoltura pluviale di sopravvivenza, introducendo tecnologie più avanzate che hanno consentito di coltivare due o tre colture diverse invece di dover dipendere solo da una.

Proteggere i risultati

Il Vietnam viene citato nel rapporto come esempio di difesa dei risultati. Il rapporto mostra come di fronte alla minaccia del virus della SARS (la sindrome respiratoria acuta e grave) il paese ha velocemente riorganizzato il settore aviario ed ha rafforzato i servizi veterinari per evitare che malattie di origine animale potessero mutare in epidemie umane.

Con lungimiranza, il Governo armeno ha dato la massima priorità agli investimenti per migliorare l’infrastruttura idrica del paese in totale stato di abbandono.  “Con l’attuale sistema di irrigazione oltre il 50 per cento dell’acqua trasferita andava perduto”, fa notare il rapporto.

Oltre ai quattro paesi citati sopra, il documento FAO esamina come tre altri paesi in via di sviluppo – Algeria, Malawi e Turchia – sono riusciti a fare del proprio settore agricolo un’importante fonte di crescita e di guadagno grazie alle esportazioni,  elementi che a loro volta hanno contribuito a ridurre fame e povertà e ad assicurare una maggiore offerta di cibo a livello globale.

Elemento chiave i piccoli contadini

Il rapporto conclude che uno dei modi migliori e più fruttuosi dal punto di vista economico per uscire dalla povertà rurale e dalla fame, è investire a favore dei piccoli contadini.  Circa l’85 per cento delle conduzioni agricole del mondo hanno dimensioni inferiori ai due ettari ed i piccoli contadini e le loro famiglie rappresentano due miliardi di persone, vale a dire un terzo della popolazione mondiale.

L’Indonesia, il Messico e la Sierra Leone sono esempi di paesi che hanno sviluppato approcci innovativi che rafforzano e sostengono i piccoli contadini.

Ci potrebbe comunque essere ancora bisogno di assistenza d’emergenza in alcuni dei paesi dove sono calati i tassi di sottonutrizione, specialmente quelli che partivano da percentuali molte alti di popolazione che soffriva la fame.

fonte: www.fao.org

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Italia e Onu contro la fame nel mondo

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Il direttore generale della Fao che fa lo sciopero della fame ..

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Gino Strada parla della fame nel mondo

29 novembre, 2009 by pomodorozen Categories :
Amore
Frase del giorno
Osho
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Amore senza fine

0012-lowNon ho mai detto che l’amore viene distrutto dal matrimonio. Come può il matrimonio distruggere l’amore? Certo, è vero,  viene distrutto nel matrimonio, ma è distrutto da voi, non dal matrimonio.  È distrutto dalla coppia.

Come può il matrimonio distruggere l’amore?  Siete voi che lo distruggete, perché non sapete cos’è l’amore.  Credete solo di saperlo, sperate e sognate di saperlo,  ma non lo sapete davvero. L’amore deve essere appreso: è la più grande arte che esista. L’amore non è una passione, l’amore non è un’emozione.

L’amore è una comprensione profonda del fatto che in qualche modo l’altro ti completa.  Qualcuno ti rende un cerchio perfetto; la presenza dell’altro rinforza la tua presenza.

L’amore dà la libertà di essere se stessi, non è possessività. L’amore è eternità. Se è presente, continuerà a crescere all’infinito.  L’amore conosce l’inizio, ma non conosce la fine.
(Osho)

Bibliografia:
Il potere dell’accettazione – Lise Bourbeau
Il nostro bisogno d’amore – Dalai Lama
L’amore e il sesso secondo il Karma – Shelly Wu
Realtà e amore – Andrea Pangos

http://www.macrolibrarsi.it/libri/__amore_il_potere_dell_accettazione.php?pn=180
http://www.macrolibrarsi.it/libri/__il-nostro-bisogno-d-amore.php?pn=180
http://www.macrolibrarsi.it/libri/__l-amore-e-il-sesso-secondo-il-karma.php?pn=180
http://www.macrolibrarsi.it/libri/__2010-l-amore-che-verra.php?pn=180

26 novembre, 2009 by pomodorozen Categories :
Anthony de Mello
Guido da Todi
Libertà
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Diventare liberi

009

Chiediamoci con tutta sincerità: «Mi sento veramente libero?». Ognuno di noi darà certo risposte diverse, chi dirà si, chi dirà no, chi dirà non so. Se sono fra quelli che ha risposto sì, voglio esaminarmi più profondamente e mi chiedo: «In che senso mi sento libero? Se libertà significa mancanza totale di freni, intesi come restrizione alla manifestazione della mia personalità, posso dire di esserne veramente esente? Sono sempre capace di comportarmi nella maniera che ritengo più giusta, senza lasciarmi influenzare dal possibile giudizio degli altri? Riesco in ogni circostanza a esprimere la mia opinione con sicurezza, a esternare i miei sentimenti nel modo migliore e più consono alla circostanza?».

Se scavo veramente a fondo, quasi certamente troverò delle remore che mi impediscono di essere quello che sono, delle paure che mi sono state trasmesse, a livello inconscio, dall’educazione, dalla morale, dalla religione, dalle convenzioni sociali.

In definitiva, devo ammettere di non essere totalmente libero. Nasce ora il desiderio di ottenere la liberazione. Come fare?

Se cerco di combattere le cause dei vari condizionamenti sopra menzionati, rischio di lanciarmi contro i mulini a vento come Don Chisciotte. L’educazione, le abitudini, la società sono quelle che sono. In effetti non sono giganti che mi tengono la spada puntata alla gola per farmi ubbidire ai loro comandi.

I condizionamenti sono stati elaborati come dottrine, i sentimenti negativi sono forse stati trasmessi da esempi ricevuti nel passato. Chi è a decidere se lasciarsi condizionare o meno, se accettare o meno i sentimenti negativi?

Sono io, unicamente io!

Perciò sta a me decidere se voglio entrare nella gabbia della prigionia, accettando ciecamente quanto mi viene presentato come regola di vita, perché… cosi fan tutti!

Oppure scegliere di restarne fuori, avendo ormai la consapevolezza che sono capace di vagliare quanto mi viene proposto, accettare ciò che trovo confacente al mio spirito, rifiutare quello che non sento adeguato alle mie aspirazioni, alle mie necessità spirituali.

La libertà è quindi un fatto totalmente personale. Se non sono cosciente della facoltà di scelta che possiedo, sarò facile preda delle imposizioni dettatemi dal conformismo che mi circonda a tutti i livelli. Se, invece, riesco a scuotermi di dosso questi credo, queste etichette che altri vorrebbero impormi, mi rendo conto che non sono mai stato prigioniero, che le sbarre della mia cella erano e sono solo immaginarie.

- Com’è vasta la mia cella! -

L”essere umano ha sempre avuto un estremo rispetto, un’ammirazione grandissima per l’intelligenza.

In effetti è questa la facoltà che ci mette in grado di porci di fronte a un problema, studiarlo e trovare la soluzione. In matematica la soluzione deve essere esatta, l’unica possibile. Nella vita se ne presentano diverse, e i vari gradi di intelligenza ci inducono a scegliere quella che sembra, in proporzione, la migliore.

Una facoltà importantissima, quindi, che va aiutata nel proprio sviluppo da un’educazione adeguata e da una guida oculata. Pensare che l’intelligenza sia tutto nella vita è a dir poco temerario. A cosa mi serve essere un genio, se il mio cuore è arido, incapace di provare un vero sentimento di affetto, o di compassione, o di tenerezza? Se la mia anima è indifferente ai grandi problemi dello spirito, cosa ne sarà di me? A che mi servirà «aver guadagnato il mondo intero» se il mio vero “io” è sordo alle sollecitazioni del bene, dell’altruismo, della dedizione?

C’è un condannato che è fiero della vastità della sua cella. Dice: «Questo è il mio mondo, l’unico che ho. Non ne vedo altri, non ne posso immaginare altri. Perciò sono veramente fortunato ad avere una stanza più spaziosa del mio vicino».

Si è già condannato da se stesso.

“Tratto da “Il Pensiero Positivo” – di  Anthony De Mello
ricevuto da Lista Sadhana – http://it.groups.yahoo.com/group/lista_sadhana/

Bibliografia:
Yoga potenza e liberta – Osho
Il pensiero positivo – Anthony de Mello
La filosofia della liberta – Rudolf Steiner
La mia voce per la libertà – Ani (sorella) Chöying Drolma

25 novembre, 2009 by pomodorozen Categories :
Frase del giorno
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La giusta dimora

007-lowNeppure le piu grandi difficolta esteriori
potranno toccarti
quando avrai imparato a dimorare sempre
nel tuo Se` interiore…
(Yogananda)

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