
“La meditazione è solo una tecnica per raggiungere lo stato dell’estasi, lo stato di ebbrezza divina. E’ una tecnica semplice, ma la mente la rende molto complicata. La mente deve renderla molto complicata e difficile, in quanto le due realtà non possono coesistere. La meditazione è la morte della mente; naturalmente, la mente si oppone ad ogni sforzo teso verso la meditazione. L’osservazione è la chiave della meditazione. Osserva la tua mente. Non fare nulla. Limitati a osservare qualsiasi cosa faccia la mente. Non disturbarla, non prevenirla, non reprimerla; non fare assolutamente niente in prima persona. Limitati a essere un osservatore. E il miracolo dell’osservare, è meditazione.
Allorché ti limiti a osservare, pian piano la mente si svuota di pensieri. Ma non ti addormenti, al contrario divieni più sveglio, più consapevole. E con lo svuotarsi della mente, la tua energia diviene una fiamma di risveglio. Allorché la mente è assolutamente assente – se n’è andata del tutto, e non la riesci più a trovare da nessuna parte – per la prima volta, diventi consapevole di te stesso, perché la stessa energia che era assorbita dalla mente, non trovandola più, si ribalta su se stessa.
Grazie all’osservazione, la mente e i pensieri scompaiono. E il momento più estatico, si ha quando ti ritrovi pienamente all’erta, senza che esista in te un singolo pensiero… ma solo il cielo silente del tuo essere interiore.
Questo è il momento in cui l’energia si volge all’interno: questa inversione è improvvisa, è repentina! E quando l’energia si volge all’interno, porta con sé una gioia infinita. Quando la meditazione ritorna alla propria sorgente, esplode in una gioia immensa. Questa gioia, nel suo stadio supremo, è illuminazione. (OSHO)
Meditation – consigliato!
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Come meditare – In lingua inglese
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Come fare le prostrazioni
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(Testo tratto dal libro ‘Da Cuore a Cuore’, Ubaldini Editore)
(di Mario Thanavaro)
[Santacittarama, marzo 1995]
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Che cosa intendiamo per «amore»?
Questa parola è stata usata per esprimere l’intera gamma delle emozioni umane che scaturiscono dal desiderio, dall’attrazione, dall’affetto, dall’interesse per un altro essere. Un’ampia gamma di esperienze viene espressa con un’unica parola, e per questo è talvolta difficile avere una comprensione chiara e precisa del significato della parola amore.
Penso sia utile parlare dell’amore a due livelli di esperienza.
A livello umano, con amore intendiamo un desiderio, il volere per noi quella persona o quella cosa, e pensiamo che questa sia la massima espressione dell’amore umano. Ci piace qualcuno e diciamo immediatamente «ti amo», intendendo esprimere il profondo apprezzamento o il desiderio per la cosa che amiamo e che vogliamo per noi.
Dobbiamo riconoscere che, a livello umano, muoviamo da un senso di profonda separatezza. Questo modo di sentire deriva dal fatto che percepiamo noi stessi come esseri separati da ciò che percepiamo con i sensi. L’atto di separazione all’interno della coscienza suscita il bisogno dell’altro, il bisogno di unirci a ciò che viene percepito come esistenza separata dalla nostra.
In termini funzionali, il senso di separatezza è una realtà che richiede una notevole qualità di energia per la nostra sopravvivenza. A questo livello relativo abbiamo bisogno delle cose che consideriamo desiderabili. Quando sentiamo fame abbiamo bisogno di mangiare, possiamo esprimere scelte e preferenze riguardo al cibo che vorremmo, e anche queste preferenze sono indicate con la parola amore. «Amo il pesce con le patate fritte», «amo molto gli spaghetti al sugo».
Su questo stesso livello istintuale guardiamo alle persone e alle cose con l’idea di volerle per noi, per usarle, consumarle e soddisfare così il nostro desiderio istintuale.
Se riflettiamo alla forte spinta del corpo fisico alla procreazione, vediamo come l’impulso e il desiderio sessuale occupino molto spazio mentale. In tale spazio sentiamo ed esprimiamo il bisogno di unirci a ciò che viene desiderato, che in genere è un altro essere umano.
Questo desiderio di unione viene spesso vissuto a livello molto istintuale, molto fisico, e cioè a livello sessuale. Anche qui interviene la parola amore, infatti il rapporto sessuale viene indicato come «fare l’amore». Ma dev’esserci qualcosa in più del semplice desiderio, della passione o della concupiscenza, perché nel cuore si generi l’espressione autentica e il significato profondo dell’amore.
Molte volte manchiamo di esplorare i nostri desideri e sentimenti, e in questo modo ci impediamo di andare al di là del livello istintuale. La vera espressione dell’amore si ha quando perdiamo il senso di separatezza nell’atto di incontrare, di avvicinarci e di unirci a qualcuno o a qualcosa. L’amore è infatti quell’esperienza di fusione e unità che deriva dalla comprensione della nostra natura fondamentale, che è essere parte del tutto.
Per poter raggiungere questo livello dobbiamo andare al di là della natura istintuale. Questo significa, essenzialmente, raggiungere una migliore comprensione del fondamento dell’esistenza umana, per diventare esseri completamente umani.
Nel corso della vita, è probabile che abbiamo sperimentato alcuni livelli d’amore all’interno della gamma di esperienze che ci permettono di maturare, e abbiamo certamente imparato a collegarci a tale esperienza senza essere influenzati dall’apparenza delle cose. Quindi, gran parte della padronanza necessaria a vivere la nostra esistenza è connessa con la parola amore e il suo vero significato.
Per questa ragione, in molte tradizioni e insegnamenti spirituali ci viene detto di amare noi stessi. Solo chi ama veramente se stesso può amare gli altri, solo chi è veramente integro e unito in se stesso può portare armonia e amorevolezza per aiutare gli altri a crescere in questi valori.
Per amare noi stessi dobbiamo superare ogni senso di colpa, ogni risentimento, ogni sentimento di avversione o di odio.
Dobbiamo riconoscere l’importanza della qualità della purezza, cioè riscoprire il potere delle intenzioni. È all’interno delle intenzioni che gettiamo il seme che condurrà all’esito delle nostre azioni. Se le nostre intenzioni sono ancora nel campo della modalità dualistica di percezione, sono contaminate dalla mancata comprensione della realtà delle cose. Guardare alle nostre intenzioni ci permette quindi di capire il movimento che sorge dalla mente. Ovviamente, per riuscirci dobbiamo sviluppare una maggiore consapevolezza. Dobbiamo arrivare a conoscere la mente nel suo aspetto relativo e assoluto.
L’aspetto relativo della mente è il movimento prodotto dai pensieri fondati su un legame karmico di causa ed effetto. L’aspetto assoluto della mente si rivela, invece, quando andiamo al di là delle apparenze, quando andiamo al di là del continuo chiacchiericcio dei pensieri. Per questo la meditazione ci incoraggia ad approdare a un punto fermo, in modo da avere un’esperienza diretta della chiarezza e della vastità della mente e del silenzio. Questa chiarezza e questo spazio sono una manifestazione della purezza della conoscenza del qui e ora.
La fiducia in tale esperienza ci permette di fonderci completamente con l’esperienza dell’amore universale. Per coloro che vogliono percorrere questo sentiero la porta del cuore è aperta, ma è possibile entrare in questa dimensione solo se risolviamo i nostri conflitti interiori. Per fare un passo avanti è necessaria una grande onesta e integrità.
Anzitutto dobbiamo riconoscere tutte le aree di conflitto interiore. Dobbiamo risolvere le tensioni interiori che proiettiamo all’esterno sulle persone e le situazioni. Smettere di prendercela con gli altri e di incolparci per ciò che forse abbiamo sbagliato in passato fa parte del processo di guarigione della ferita interna.
Prenderci cura di noi stessi richiede attenzione e tenerezza. Ciò non significa essere addolorati per se stessi o abbandonarsi alle emozioni. Significa essere più presenti e responsabili per ciò che sentiamo e per il modo in cui esprimiamo i nostri sentimenti. Riportare tutto al centro, riportare tutto a fuoco permette alla mente di unificarsi e di scoprire una grande energia. Questa energia è un fuoco ardente che purifica la mente e il corpo. Dobbiamo mettere tutto in questo fuoco. Così, con grande devozione e umiltà, entriamo in contatto con lo spazio interiore del nostro essere, muovendoci verso di esso con una forte passione per perderci in esso. Quello che diamo è incondizionato, perché siamo totalmente impegnati nel processo di purificazione e di abbandono di noi stessi.
Sappiamo quanto sia difficile perdonare. Sappiamo anche quanto a volte sia difficile dare e ricevere. Perdonare, dare e ricevere sono parte del processo di riconciliazione di noi stessi, perché senza riconciliazione non può esservi alcuna base per vivere insieme in comunione totale. Ciò che sto cercando di dire è che ogni espressione d’amore deve essere totalmente purificata in noi stessi attraverso la scoperta della vera natura del nostro cuore. Se non ci impegniamo in questa direzione non faremo che continuare a guardarci in giro cercando di gratificare la pancia e i sensi con esperienze d’amore, ma perderemo di vista l’aspetto essenziale e non saremo mai appagati.
Se guardiamo alla nostra vita in questo modo potremo portare al livello della coscienza qualsiasi blocco e difficoltà che stiamo vivendo o abbiamo vissuto in passato. Tutti vogliamo essere amati. Tutti soffriamo per la mancanza d’amore nel mondo. Forse per questa ragione usiamo tanto la parola «amore» nella letteratura, nelle canzoni e nei discorsi. Non facciamo che affermare quanto abbiamo bisogno di questa esperienza.
Le nostre diverse aspirazioni filtrano attraverso i molteplici livellidel nostro essere, condizionati dal grado della nostra consapevolezza, e per poter esprimere questo amore che desideriamo così ardentemente dobbiamo collegarci alla fonte dell’amore. È nel momento del rilassamento interiore, nel momento della serenità e della gioia che acquisiamo una nuova prospettiva del mondo e ovviamente di noi stessi, dato che il mondo coincide con noi e con il modo in cui ci percepiamo. In questo modo possiamo approfondire l’esperienza dell’amore, perché è l’apertura del cuore e della mente che ci permette di ricevere quello che è già qui da sempre.
Se vogliamo parlare di una pratica, se vogliamo realmente valutare come indurre tale risveglio o come iniziare questo processo di trasformazione interiore, dobbiamo riconoscere che, fino a quando il desiderio rimane espressione di una prospettiva dualistica di noi stessi e del mondo, tale desiderio velerà la realtà facendocela percepire come molto, molto lontana da noi. Intrappolati nella falsa percezione di noi stessi e del mondo, corriamo di qua e di là cercando di appagare la nostra fame. Valutate quanta sofferenza derivi da questa corsa affannosa. Il movimento prodotto dal desiderio ardente e dall’impulso ad afferrare è il movimento dei desideri insoddisfatti, in cui il desiderio è la tensione tra noi e ciò che percepiamo come diverso da noi, o persino opposto a noi. Così non può esservi pace.
Passiamo la maggior parte del tempo in uno stato di agitazione, correndo da un luogo all’altro alla ricerca di esperienze, ma sappiamo che solo arrivare a una spiaggia dove distenderci a riposare, solo uno stato di riposo permette alla mente di riguadagnare una prospettiva autentica. Da questo punto potremo vedere per la prima volta il movimento delle cose, come un viaggiatore che si fermi per un istante e che per la prima volta veda la strada che stanno percorrendo altri viaggiatori, che non aveva mai notato prima perché era egli stesso un viaggiatore.
Fermarsi è un passo importante nella pratica della meditazione. Concentrando la mente, ad esempio sul respiro, possiamo osservare il movimento e il riposo. Inspirando osserviamo il movimento dell’aria che entra nel corpo e una pausa prima dell’inizio dell’espirazione. Questo identico ciclo è presente in tutte le esperienze umane e in ogni movimento dell’universo. Un movimento e una pausa. Comprendere l’unità di questi due momenti è comprendere la funzione dell’amore nell’universo. Alcune tradizioni religiose dicono che la creazione deriva dall’immobilità e che è un atto d’amore. L’amore è quindi il movimento che deriva dall’immobilità, che nasce da una libertà interna che può solo dare totalmente, incondizionatamente. Questo dare senza pensare di ricevere qualcosa in cambio è un’espressione della nostra vera natura, e quindi un’espressione d’amore. Per questa ragione veniamo esortati a essere come una madre, pronta in ogni momento a dare la vita per il bene del suo unico figlio.
La capacità di sacrificare noi stessi in ogni momento richiede molta attenzione verso ciò che amiamo di più. Per questo non dovremmo cedere la nostra virtù per soddisfare i nostri desideri. Proteggere la nostra virtù è proteggere quel figlio. Proteggere la virtù significa assumersi la responsabilità del nostro ruolo di esseri umani nella famiglia umana. Non fare il male agli altri e a se stessi è fondamentale per poter crescere ed essere la vera espressione di quell’amore che abbiamo cercato tanto a lungo, e infine per accettarela nostra stessa morte che ci permetterà di guardare indietro alla vita trascorsa e riconoscere che quello che ci era stato affidato era un dono meraviglioso, un dono d’amore.
Guardare alla vita come un dono prezioso da custodire, curare, proteggere e lasciar andare ci permetterà di andare incontro alla morte con cuore aperto. Così, vivere e morire saranno ancora una volta espressione di quel ciclo che trova nel loro compimento la risposta all’umana ricerca d’amore.
articolo tratto da Lista Sadhana – Yahoo – Guido Da Todi
Bibliografia consigliata:
1] ‘Da Cuore a Cuore’, Ubaldini Editore – Mario Thanavaro
2] “La via dell’Amore“, Oscar Mondadori – Dalai Lama
3] “Il risveglio del cuore“, Libreria editrice psiche – Osho
4] “L’educazione del cuore“, Oscar Mondadori – Kahlil Gibran
SOPRAVVIVERE ALL’ARTRITE REUMATOIDE, AL TUMORE ED AI GUASTI DEL MICIDIALE DUO MAMMA-PEDIATRA
Un minimo di speranza per sopravvivere
Buona sera. Sono una donna di 55 anni, affetta da artrite reumatoide da oltre 40 anni.
Faccio fatica a tollerare i farmaci e convivo pertanto col dolore.
Sono molto interessata al suo approccio naturale-igienistico alla malattia e spero voglia rispondermi.
Oltre a ciò, c’è mio marito ammalato di tumore alla vescica da ben 10 anni, tumore che ha prodotto delle metastasi polmonari e cerebrali, il tutto in remissione totale fino ad oggi, anche se agli ultimi esami citologici uno su tre è positivo e questo ci ha spaventati non poco.
Spero riesca a darmi quel poco di speranza che mi serve per sopravvivere.
La ringrazio fin da ora. Luisetta B.
Sottrarsi a farmaci e sostanze stimolanti significa disintossicarsi da droga
Ciao Luisetta, mi gratifica il fatto che ti sia rivolta a me.
Non è chiaro se la vostra astensione dai farmaci sia totale o no, o cosa altro stiate prendendo.
Ricordati in ogni caso che sottrarsi a una qualsiasi cura farmacologica equivale intraprendere un processo di disintossicazione da droga.
Questo discorso vale anche per l’aspirina, per il fumo ed il caffè.
Al limite vale anche per le carni e lo zucchero-saccarosio-commerciale e l’aspartame che sta nei dolci e nelle bevande gassate-dolcificate, ed anche per ogni tipo di integratori, visto che si conoscono benissimo gli effetti stimolanti e droganti di queste sostanze proibite.
La disintossicazione avviene con progressivo stop al doping o con stop immediato e digiuno
Quando ci si disintossica da droga i casi sono due.
Si segue la semplice procedura diradante e progressiva, basata su un prudente ripristino della normalità, passando dalla pasticca giornaliera alla mezza pastiglia e alla mezza pastiglia ogni 2-3 giorni, fino allo stop totale.
Oppure si ricorre alla drastica cura del digiuno ad acqua distillata (o comunque ad acqua il più leggera e mineralizzata possibile, come quella piovana filtrata), dove la disintossicazione è radicale in quanto non riguarda soltanto uno stop immediato all’apporto di sostanza drogante, ma anche una liberazione dai residui tossici che il corpo ha intelligentemente depositato nella sua materia grassa interna.
In questi casi è preferibile essere assistiti da un digiunista (che non fa nulla di particolare se non il consulente psicologico, poiché la fase disintossicante può essere accompagnata da qualche fastidio determinato dai residui droganti in uscita, che danno una specie di effetto-di-ritorno, per cui è preferibile che ci sia qualcuno in grado di tranquillizzare ed incoraggiare il paziente).
Niente al mondo di più completo, nutriente, e privo di carenze, di una dieta crudista-vegana
Per quanto concerne l’alimentazione, nulla esiste al mondo di più completo e nutriente, di più privo di carenze, di una dieta crudista vegana.
Sfido chiunque, qualunque medico, qualunque industria, qualunque nutrizionista, qualunque Nobel, a citarmi una dieta capace di dare di più e di tutto di una dieta crudista vegana, applicata con regolarità, fiducia, intelligenza, ricorrendo pure a qualche compromesso occasionale sulla cottura leggera e conservativa di qualche componente, tipo patate, legumi e cereali.
Una centralina bio-elettronica di controllo chiamata sistema immunitario
Quanto alle attenzioni per il corpo, ovviamente ci vogliono.
Il corpo è sempre un amico, ed è dotato di meccanismi automatici di recupero e di auto-ricarica.
Non va mai contro se stesso, perché ha al suo interno una struttura complessa ed infallibile equivalente a una centralina elettronica, chiamata sistema immunitario, strettamente interconnessa col sistema nervoso, col sistema ghiandolare, col sistema circolatorio ed il sistema epiteliale. Ma se vogliamo che il sistema immunitario ci mantenga in salute, dobbiamo dargli modo di servirci al meglio.
Non abusare del sistema immunitario ma trattarlo coi guanti e con massima riverenza
Come mantenere il sistema immunitario in perfetta efficienza?
Trattandolo coi guanti, con riverenza e non con disprezzo.
Cos’è il massimo disprezzo? Tutti i vaccini, tutti i farmaci, tutte le bevande nervine ed alcoliche, sale e zucchero e spezie, tutte le carni, tutte le cose in bottiglia ed in lattina, ogni rumore disturbante, ogni paura, ogni mugugno, ogni tensione irrisolta, ogni giusto e ragionevole desiderio represso.
Disprezzare il sistema immunitario significa pure abusare di lui, farlo intervenire in continuazione ed a sproposito, mentre lui ama essere lasciato in pace ed intervenire con autorità e forza nei reali momenti di emergenza.
L’umanità invece ama vivere in emergenza immunitaria continuata, avvelenandosi da mattina a sera.
Respirazione profonda e ritmata, movimento e sudore, riposo e rilassamento, aria e sole, cibi naturali della specie, pensieri positivi, armonia con se stessi e la natura circostante, questi sono gli elementi che lui ama e predilige.
L’artrite reumatoide si è accumulata negli anni come male minore, diventato male cronico.
Il tumore ha fatto lo stesso percorso, passando per fasi all’indurimento finale.
Per quanto concerne l’artrite reumatoide, i medici tendono a dire che non c’è rimedio, mentre per il tumore (definito sbrigativamente e spregevolmente cancro) tendono a operare e chemio-trattare, coi risultati che sappiamo (vedi mia tesina Zona Tumore, Zona Cancro, che qui ti allego).
Trattasi di problemi che si accumulano negli anni, proprio per l’intelligente azione del sistema immunitario che, con azione difensiva, ha continuato a depositare il materiale tossico in arrivo dovunque possibile (soprattutto nel grasso delle persone obese, e nei giunti nelle persone magre, per quanto concerne l’artrite, e un po’ dovunque nei tessuti per quanto concerne il tumore).
Un’alternativa amica, intelligente ed indispensabile, a qualcosa di peggio
Quei depositi hanno rappresentato il male minore per sopravvivere.
Sono stati un’alternativa precisa ed indispensabile a qualcosa di peggio, quale l’avvelenamento del sangue, le ulcerazioni, gli indurimenti, i tumori e il cancro.
Se vogliamo che se ne vadano, l’unico modo è rivolgersi a chi li ha creati, ossia al medesimo sistema immunitario. Lui e nessun’altro al mondo è in possesso del brevetto giusto per fare e disfare all’interno del nostro organismo.
La tossiemia parte da quando la gente è bambina, ignara ed innocente, e viene ignobilmente tradita dalla micidiale accoppiata mamma-pediatra
La tossiemia accumulata nell’organismo della popolazione tutta, parte da quando la gente era bambina.
Una massa di piccoli innocenti ed ignari traditi maldestramente dalla micidiale accoppiata pediatra-mamma, dalle velenosissime vaccinazioni infantili, dagli ingozzamenti precoci a base di omogeneizzati, a base di mangimi artificiali superproteici, di latte artificiale, di assurda vitamina B12, di velenose vitamine sintetiche e di tossici minerali inorganici, di dolci e sali in tutte le forme ed in tutte le salse, grida vendetta al cospetto degli uomini e al cospetto di Dio.
Bambini sani e vispi che si ritrovano inesplicabilmente super-lunghi e super-obesi
Quei bambini, tutti vispi e sani in partenza (salvo che per quelli da madri ultra-imbecilli-irresponsabili che si sono messe a produrre bambini dopo aver offeso il proprio apparato riproduttivo con caffè, sigarette e farmaci), si sono subito ritrovati pieni di problemi e pieni di eruzioni vulcaniche interne, pieni di patologie-da-rapido-sviluppo, assecondati criminalmente dalla pediatria dominante, regolarmente dotata di cordelle metriche e bilance, di mangimi speciali e di latte in polvere alla melammina, ai supplementi enzimatici-vitaminici-minerali-ormonali, ed immancabilmente sprovvista di cultura naturalistica e salutistica (perché essa, nonostante i grossi volumi sorbiti alle università, non gli è stata insegnata per niente).
La pazzoide gara a chi si sviluppa prima, come qualcuno fa con maiali e vitelli
Tutto in funzione di una corsa pazza e dissennata a chi si sviluppa prima in peso ed altezza, con criteri più veterinari che medicali, quasi che i ragazzi bipedi dovessero finire in macelleria come i loro sfortunati colleghi d’infanzia a quattro zampe.
Quei bambini, dicevamo, si ritrovano ad essere belli, alti, paffuti, super sviluppati, ben presto obesi e diabetici, senza nemmeno sapere il come ed il perché.
Ecco da dove nasce la terribile realtà dell’obesità in età scolastica, che sta affliggendo a livello epidemico il mondo intero.
Ecco da dove nasce l’inquietante fenomeno delle alunne elementari col seno precoce da quasi-adulte.
La pediatria folle e ritardata-mentale.
Meno un bimbo cresce e meglio è, nelle fasi iniziali.
Una pediatria folle e ritardata-mentale che fa le cose al contrario di come devono essere fatte.
Una pediatria che non pare ancora aver capito che l’età evolutiva non consiste affatto nell’ingozzarsi di proteine animali e di zuccheri stracotti.
Una pediatria che non ha acquisito il concetto base per cui meno un bimbo cresce forzatatamente e meglio è, e nemmeno l’altro concetto ovvio per il quale meno intrusioni vaccinatorie-farmacologiche integratrici subisce e più sano in vita sarà.
Ogni piccino ha i suoi tempi di crescita.
Mandiamo certi pediatri ad arare i campi, faranno di sicuro meno danni.
Una pediatria che non sa che ogni piccino ha già il suo intelligente sistema immunitario in grado di decidere quando e come partire esattamente con la crescita.
Che non si è resa ancora conto che è facilissimo crescere ma quasi-impossibile discrescere.
Sistema immunitario che non ha bisogno di un pediatra scemo che vuole intervenire ed influire, che vuole essere protagonista, che vuole essere lui/lei a spingere la crescita con la vitamina e l’ormone, col cibo proteico ed arricchito, col pollo e col pesce, con la proteina nobile a sostegno della crescita.
Mandiamo una buona volta questa gente ad arare i campi, dove farà sicuramente meno danni.
I cibi-spazzatura, le bevande-spazzatura e i pensieri-spazzatura, sono la vera fabbrica del male
L’artrite, male fabbricato ed assemblato al 100 per cento da noi stessi, non può essere di sicuro sradicata in un baleno.
La prima cosa da fare è interrompere il nostro lavoro di carpentieri-del-male.
Smetterla di portare altri mattoni avvelenati alle pareti artritiche che amiamo costruirci addosso.
Non è affatto vero che l’artrite sia un male inguaribile ed irreversibile.
Non esistono malattie inguaribili, ma solo malattie mal comprese e mal trattate.
Occorre interrompere drasticamente le tipiche abitudini fabbrica-malattie, e adottare al loro posto stili di vita salutistici ed etico-salutistici, dove non ci sia più posto per cibi-spazzatura e bevande-spazzatura, e nemmeno per pensieri-spazzatura.
Una nutrizione crudista è il solo rimedio possibile
Il ruolo di un’appropriata nutrizione crudista basata su frutta, vegetali, noci e semi, non sarà mai abbastanza enfatizzato.
Adottare in particolare frutta tipo la mela e la fragola, e verdure tipo il tarassaco, il carciofo, il cavolo, il cavolino di Bruxelles, il cavolfiore, il finocchio, il crescione, il sedano, la carota, il topinambur, servirà da aiuto e corroborante per l’artrite.
Addirittura obbligatorio inserire una regolare quota giornaliera di germogli da produrre in casa.
Una pianta riconosciuta come tumore-combattente o comunque coadiuvante nel ripristino-salute, è proprio il germoglio di frumento, con cui si possono fare delle ottime bevande.
Ma anche con i semini di alfa-alfa, di ravanello, di fagiolini vari, si producono ottimi germogli da consumare a crudo.
Finché c’è vita c’è speranza, è proverbio ma anche verità
Lo stesso discorso vale dunque anche per chi alberga in sé dei tumori non trattati, come nel caso di tuo marito.
Già il fatto di essere sopravvissuto per 10 anni ai suoi guai, depone a favore del non-intervento.
Nessun organismo medico-oncologico al mondo avrebbe diagnosticato oltre un anno di vita, per un problema del genere.
Finché c’è vita c’è speranza, dice il proverbio. Vale più che mai nel vostro caso.
Se cerchi qualche cura specifica non invasiva, addizionale a quanto ho qui scritto, rivolgiti pure per una utile consultazione al Maestro Terapeuta Carmelo Scaffidi dell’ABIN, che ha una impareggiabile esperienza clinica nel trattamento coadiuvante e non invasivo dei tumori.
Nessuno campa in eterno con le presenti spoglie, ma occorre rendere la vita vivibile ed armonizzata qui ed in questo momento, vivendo pienamente nel presente
Fate del vostro meglio per disintossicarvi delle cose vecchie e dei postumi da avvelenamento, e mantenete un regime di vita virtuoso.
Non camperete in eterno, almeno sotto le presenti spoglie.
Ma questo limite vale per tutti, sani e malati, neonati e centenari.
Quello che importa è rendere la vita vivibile ed armonizzata qui, oggi, adesso, giorno per giorno, per tutti i dieci o cento o mille o un milione di giorni che ci restano, prima di andare incontro alle nuove esperienze vitali che attendono comunque le nostre anime in quel processo infinito di perfezionamento spirituale che si chiama cammino karmico o destino esistenziale.
Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma (Associazione Vegetariana Animalista)
- Direzione Tecnica ABIN-Bergamo (Associazione Bergamasca Igiene Naturale)
Manuale pratico di igienismo-naturale – La rivoluzione vegetariana: mangiare bene per vivere meglio
Alimentazione naturale, adattata e ritagliata come un vestito su misura al corpo vegeto-fruttariano-crudista di cui è dotato ogni essere umano, indipendentemente dall’eventuale poorzione di carne-pesce-cibo cotto che sta forse mangiando. Nutrizione dunque che deve per forza puntare al veganismo, all’igienismo naturale e al crudismo, non per accontentare sparuti, romantici e utopistici gruppi di idealisti vegetariani, ma per rispettare in concreto e al meglio il proprio corpo e le stesse leggi della creazione. Il vege-fruttarianismo e il crudismo sono pertanto la verità e la perfezione assoluta per l’essere umano, in quanto lo spingono ad alimentare la sua macchina umana col solo carburante possibile e privo di effetti devastanti, che è il carboidrato vivo e naturale confezionato dalla fotosintesi clorofilliana e dal sole, caratterizzato da presenza proteica ottimale, cioè minima ed assimilabile.