11 novembre, 2011, 12:41 am

Quanti di voi oggi hanno praticato con l’intento di diventare qualcosa? “Sono riuscito a fare questo diventare quello… a liberarmi di una cosa… a raggiungerne un altra… Questo meccanismo si infiltra persino nella nostra pratica del Dhamma. Questo e’ il modo in cui sono le cose, non e un atteggiamento fatalistico di mancanza di interesse o indifferenza: e’ invece una concreta apertura al modo in cui le cose naturalmente devono essere in questo momento. Ad esempio, in questo precrso momento la…. [ CONTINUA ]
4 ottobre, 2011, 1:23 pm

Quando non siamo vigili, tendiamo a lasciarci catturare dalla forza d’inerzia delle nostre abitudini, tra cui quella di preoccuparsi è la più forte. Preoccuparsi molto conduce alla pazzia, eppure alcuni ritengono che se non si preoccupano sono degli irresponsabili; per costoro ‘preoccuparsi’ significa ‘prendersi cura’, mentre la preoccupazione è semplicemente il risultato del pensiero ossessivo. Quando siamo vigili mettiamo energia nella mente, e lo stesso avviene per il corpo, infatti per mantenere il corpo eretto è necessaria la presenza di energia e di sforzo. Da dove viene…. [ CONTINUA ]
28 settembre, 2011, 6:45 am

Secondo uno stile di vita mondano, il silenzio è qualcosa di cui non vale la pena occuparsi. È più importante pensare, creare, fare cose: riempire il silenzio con il suono. Di solito pensiamo ad ascoltare il suono, la musica, qualcuno che parla; riguardo al silenzio, crediamo che non ci sia nulla da ascoltare. E quelle volte in cui siamo con qualcuno e nessuno dei due sa cosa dire all’altro, ci sentiamo imbarazzati, a disagio; il silenzio tra noi e l’altro diviene fastidioso. Tuttavia, concetti come silenzio e vacuità cominciano a indicare una direzione da sviluppare, qualcosa…. [ CONTINUA ]
29 luglio, 2011, 11:06 am

Riflettere sul tornare al centro … il che significa che ciascuno di noi, in questo momento, è il centro dell’universo. Non è un’interpretazione soggettiva, in questo momento è una realtà. Voi siete, nel contesto della mia esperienza del presente, l’oggetto; il centro è qui e ora, in questo punto qui. Sto riflettendo sulla presenza, il punto dove facciamo esperienza della vita; la coscienza è sempre da questo punto … la consapevolezza qui e ora. Ciascuno di noi è una forma distinta nell’universo, ma per tutta la vita facciamo esperienza dell’universo da questo centro,…. [ CONTINUA ]
20 ottobre, 2010, 7:52 am

Discorso tenuto a Morlupo il 1 novembre 1999. Questa sera, nella riflessione sulla pratica, vorrei mettere in rilievo il suo luogo, quello speciale laboratorio che si trova nel nostro cuore e nella nostra mente. Attraverso la consapevolezza intuitiva, facciamo attenzione a come sono le cose, rendendocene pienamente coscienti, perché in realtà non siamo consapevoli di molta parte della vita. Possiamo renderci conto di come il condizionamento della mente ci predisponga a fare l’esperienza delle cose solo attraverso certe percezioni; quando le cose non rientrano nella nostra sfera di…. [ CONTINUA ]
13 luglio, 2010, 6:13 am

Spero che questo ritiro vi abbia offerto incoraggiamento, comprensione e ispirazione per proseguire nella pratica meditativa. Ho sottolineato ripetutamente l’importanza della fiducia nella vostra capacità di essere presenti, il senso profondo dell’investire di fede il semplice atto di essere attenti e presenti, e in ascolto, aperti e ricettivi. Il condizionamento è una traccia molto forte innestata nella nostra personalità, e i suoi punti di forza sono il senso dell’io o della personalità. È da qui che nasce la tendenza a essere autolesionisti, a vederci in una maniera molto…. [ CONTINUA ]
13 luglio, 2010, 6:05 am

Prima era come se l’apprezzamento per gli insegnamenti buddhisti venisse dalla testa: era molto intellettuale, teorico, come se non avesse ancora raggiunto il cuore, malgrado il mio grande interesse e la grande fiducia. Allora, dopo questa esperienza di gratitudine che per me fu un’apertura del cuore, cominciai a comprendere veramente samatha, in termini di esperienza concreta, l’esperienza di un cuore luminoso, di un cuore felice, la presenza della contentezza nel cuore. Poi tornai in Thailandia, e tornai per stare veramente con Ajahn Chah. E cominciai a sentirmi molto contento, davvero…. [ CONTINUA ]
8 aprile, 2010, 9:26 pm

Prima di diventare monaco facevo l’insegnante di inglese a Bangkok. Era il 1966 e in Thailandia c’erano molte basi militari dell’aviazione americana. Uno degli insegnanti della scuola di lingue era un aviatore americano. Una volta, quando tornò dopo un’assenza di circa una settimana, gli chiesi dove fosse stato. Mi rispose: “Sono stato in un posto del nord-est della Thailandia dove la gente è così povera che mangia gli insetti”. Pensai: “Io non ci andrò mai”. Mi vedevo piuttosto come un monaco seduto in samadhi sulla spiaggia, sotto una palma, oppure in una caverna tra montagne…. [ CONTINUA ]
12 marzo, 2010, 8:48 am

Così com’è del venerabile Ajahn Sumedho © Ass. Santacittarama,2002. Tutti i diritti sono riservati. SOLTANTO PER DISTRIBUZIONE GRATUITA. Traduzione di Chandravimala Candiani. Il seguente insegnamento è tratto dai primi due discorsi tenuti alla comunità monastica di Amaravati durante il ritiro invernale del 1988. “La mente di un illuminato è flessibile, la mente di un ignorante è rigida.” OGGI È LA LUNA PIENA DI GENNAIO e l’inizio del nostro ritiro invernale. Questa sera siederemo in meditazione per tutta la notte, per celebrare il buon auspicio di…. [ CONTINUA ]
12 marzo, 2010, 8:47 am

Così com’è del venerabile Ajahn Sumedho © Ass. Santacittarama,2002. Tutti i diritti sono riservati. SOLTANTO PER DISTRIBUZIONE GRATUITA. Traduzione di Chandravimala Candiani. Il seguente insegnamento è tratto dai primi due discorsi tenuti alla comunità monastica di Amaravati durante il ritiro invernale del 1988. continua dalla prima parte Notate come nascendo, la nascita stessa ci faccia sembrare separati. Fisicamente, non siamo uniti gli uni agli altri. Con l’attaccamento a questo corpo, ci sentiamo separati e vulnerabili; abbiamo paura di restare soli e…. [ CONTINUA ]
7 dicembre, 2009, 9:01 pm

La mente condiziona il mondo del venerabile Ajahn Sumedho © Ass. Santacittarama, 2009. Tutti i diritti sono riservati. SOLTANTO PER DISTRIBUZIONE GRATUITA. Traduzione di Federico Petrangeli Tratto da “Forest Sangha Newsletter”, luglio 1988, n. 5. Quando cerchiamo di capire come vivere la nostra vita, dovremmo anche considerare che il modo in cui viviamo in un certo luogo produce un effetto sulla nostra mente. E’ così anche per la stanza di un monaco: se la consideriamo solo come un posto dove dormire, allora è soltanto quello. Ma se invece la abitiamo come luogo di…. [ CONTINUA ]
7 dicembre, 2009, 8:05 pm

La mente condiziona il mondo del venerabile Ajahn Sumedho © Ass. Santacittarama, 2009. Tutti i diritti sono riservati. SOLTANTO PER DISTRIBUZIONE GRATUITA. Traduzione di Federico Petrangeli Tratto da “Forest Sangha Newsletter”, luglio 1988, n. 5. leggi parte 1 Possiamo vederlo in Inghilterra, ora che anche qui ci sono persone che seguono la vita monastica. Non è più l’Inghilterra dell’epoca coloniale, vediamo un aspetto molto diverso, abbiamo avuto esperienza di qualcosa, in questo paese, che nella nostra mente si collega col vivere in Inghilterra. Siamo…. [ CONTINUA ]
13 novembre, 2009, 5:02 pm

Il primo elemento dell’Ottuplice Sentiero è la Retta Comprensione, che sorge dall’intuizione profonda delle prime tre Nobili Verità. Questa intuizione vi dà una perfetta comprensione del Dhamma, cioè la comprensione che ‘tutto ciò che è soggetto alla nascita è anche soggetto alla morte’. E’ semplicissimo! Non vi sarà difficile capire, razionalmente almeno, che ‘tutto ciò che è soggetto a nascere è anche soggetto a morire’, ma per molti di noi ci vuole parecchio tempo per capire ciò che queste parole vogliono veramente dire, in modo profondo, non solo…. [ CONTINUA ]
6 novembre, 2009, 8:28 pm

Ajahn Sumedho © Associazione Santacittarama, 1999. Tutti i diritti sono riservarti. PUBBLICATO SOLTANTO PER LA DISTRIBUZIONE GRATUITA. LE COSE COSI’ COME SONO del Venerabile Ajahn Sumedho Con il Retto Sforzo si ha la calma accettazione di una situazione, piuttosto che il panico derivante dall’idea che è “oltre le mie forze sistemare tutto e tutti, riparare e risolvere i problemi di ognuno”. Facciamo ciò che possiamo al meglio, ma nello stesso tempo realizziamo che non spetta a noi fare tutto e sistemare tutto. Vi fu un periodo, al tempo in cui stavo a Wat Pah Pong con Ajahn…. [ CONTINUA ]